salute orale
14 Maggio 2026La supplementazione con Lactobacillus salivarius può contribuire a ridurre i livelli di Streptococcus mutans, tra i principali batteri coinvolti nello sviluppo della carie nei bambini. Tuttavia, il possibile beneficio dei probiotici deve essere inserito all’interno di un approccio preventivo più ampio, in cui il farmacista può svolgere un ruolo chiave attraverso attività di counseling su igiene orale, corretto utilizzo del fluoro e aderenza alla supplementazione.

Un recente studio randomizzato, condotto su 72 bambini di età compresa tra 3 e 6 anni, ha valutato l’effetto di un probiotico orale contenente Lactobacillus salivarius sulla composizione microbica della placca dentale. I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: uno trattato con il probiotico e uno con placebo. Entrambi i gruppi hanno ricevuto indicazioni standard di igiene orale.
I risultati evidenziano che nei bambini che hanno assunto Lactobacillus salivarius si è osservata una riduzione dei livelli di Streptococcus mutans, mentre nel gruppo placebo tali valori tendevano ad aumentare. Parallelamente, i livelli di Lactobacillus spp. sono aumentati nel gruppo trattato con probiotico e diminuiti nel gruppo di controllo, suggerendo un riequilibrio favorevole della flora orale.
Dall’analisi dei dati emerge, però, anche un miglioramento nel gruppo di controllo, probabilmente legato alle istruzioni di igiene orale fornite ai genitori. Questo conferma come le misure preventive tradizionali continuino a rappresentare il cardine della prevenzione della carie. Gli autori sottolineano, infatti, che una corretta igiene orale, la fluoroprofilassi e la riduzione del consumo di zuccheri garantiscono un impatto molto più significativo sulla riduzione della carie, spesso compreso tra il 25% e il 35% o anche superiore.
Il farmacista può supportare i genitori nella scelta e nel corretto utilizzo dei probiotici per la salute orale del bambino, ricordando che questi prodotti rappresentano un supporto aggiuntivo e non sostituiscono igiene orale, fluoro e controllo dell’assunzione di zuccheri. La consulenza può inoltre aiutare a identificare i bambini a maggior rischio di carie e indirizzarli verso una valutazione odontoiatrica quando necessario.
Fonte:
Ann Agric Environ Med. 2026;33(1):31-38. doi:10.26444/aaem/211598
ph.cr. magnific
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