Nutrizione
24 Luglio 2026Uno studio danese ha mostrato gli effetti sulla prole di 2800 UI/die di vitamina D3 vs il dosaggio standard, somministrata dalla 24a settimana di gravidanza fino a una settimana dopo il parto.

L’integrazione di vitamina D3 (colecalciferolo) ad alto dosaggio in gravidanza è positivamente associata a migliori esiti a livello di memoria visiva, memoria verbale e flessibilità cognitiva nei figli, all’età di 10 anni. Questi risultati, pubblicati su JAMA Network Open, rafforzano le prove sull’associazione tra l’esposizione prenatale alla vitamina D e le funzionalità cognitive infantili. Lo studio è stato coordinato da Olivia Frigast Frederiksen, dell’Università di Copenaghen, in Danimarca.
La vitamina D durante la gravidanza contribuisce allo sviluppo cerebrale del nascituro: studi ne evidenziano il coinvolgimento in processi neuroevolutivi chiave, tra cui la differenziazione neuronale, la sintesi dei neurotrasmettitori, la segnalazione del calcio intracellulare e l’attività antiossidante.
La distribuzione dei recettori della vitamina D nel cervello supporta ulteriormente il suo ruolo nello sviluppo neurologico. Inoltre, modelli sperimentali hanno dimostrato associazioni tra carenza di vitamina D e ridotte funzionalità cognitive, in particolare deficit di apprendimento e memoria. Una carenza prenatale di vitamina D, poi, è stata associata a disturbi neuropsichiatrici come il disturbo dello spettro autistico (ASD), il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) e la schizofrenia. Questi disturbi sono associati a deficit in diversi domini cognitivi, tra cui l'attenzione e le funzioni esecutive.
A oggi, solo uno studio clinico randomizzato ha esaminato il ruolo dell'integrazione di vitamina D durante la gravidanza sulle performance cognitive della prole, riportando un effetto positivo dell'integrazione con 2000 UI/die di vitamina D dalla 12a alla 16a settimana di gravidanza fino al parto sul linguaggio ricettivo ed espressivo a 3-5 anni di età, sebbene su un campione relativamente piccolo (n = 156). Tuttavia, nessuna ricerca clinica ha valutato gli effetti dell’integrazione della vitamina D3 ad alto dosaggio.
Obiettivo dello studio, dunque, era valutare l’effetto dell’integrazione di vitamina D3 ad alto dosaggio in gravidanza sulle funzionalità cognitive della prole fino alla media infanzia. A questo scopo, i ricercatori hanno condotto un’analisi secondaria post hoc dello studio clinico randomizzato controllato con placebo Copenhagen Prospective Studies on Asthma in Childhood 2010, condotto tra il 2009 e il 2010. La coorte comprendeva 700 coppie madre-figlio danesi, di cui 623 sono randomizzate e trattate con vitamina D3 ad alto dosaggio (2800 UI/die) o a dosaggio standard (400 UI/die) dalla 24a settimana di gravidanza fino a una settimana dopo il parto. L’esito primario era la funzione cognitiva in 11 aree valutate a 10 anni mediante test neuropsicologici.
Complessivamente, l’indagine ha incluso 498 bambini (età media [DS], 10,3 [0,4] anni; 51,8% maschi), di cui 247 esposti in età pre-natale ad alte dosi di vitamina D3 e 251 esposti a dosi standard di vitamina D3. L’analisi ha mostrato associazioni positive tra vitamina D3 ad alto dosaggio e memoria verbale (p = 0,02), memoria visiva (p =0,01) e flessibilità cognitiva (p =0,04), anche se dopo la correzione per test multipli, la vitamina D3 ad alto dosaggio non era più associata a un miglioramento della flessibilità cognitiva.
Fonte:
JAMA Netw Open (2026); doi: 10.1001/jamanetworkopen.2026.11464
ph.cr.magnific
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
10/07/2026
Il consumo elevato di alimenti ultra-processati è stato associato a malattie infiammatorie intestinali, sindrome dell’intestino irritabile, steatosi epatica metabolica e alcune neoplasie...
A cura di Simona Zazzetta
02/07/2026
Una revisione della letteratura e uno studio clinico suggeriscono che la supplementazione con polifenoli potrebbe contribuire a ridurre la gravità della dermatite atopica. Per il farmacista si apre...
A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
18/06/2026
Le fibre alimentari potrebbero aiutare a gestire alcuni degli effetti gastrointestinali associati agli agonisti del recettore del GLP-1 e contribuire al mantenimento del peso dopo la sospensione...
A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
16/06/2026
Uno studio su donne con obesità rileva carenza o insufficienza di vitamina D in oltre otto casi su dieci. Nelle donne in post-menopausa, livelli più bassi della vitamina sono associati a maggiore...
A cura di Sabina Mastrangelo

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)