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Nutrizione

22 Settembre 2026

Alimenti a fini speciali, medici e pazienti chiedono accesso uniforme e stop alle disparità regionali

Società scientifiche e associazioni dei pazienti chiedono regole nazionali più omogenee per l’accesso agli alimenti a fini medici speciali, superando le differenze regionali nei criteri di rimborsabilità, nei percorsi autorizzativi e nei canali di distribuzione.

di Redazione Farmacista33


Alimenti a fini speciali, medici e pazienti chiedono accesso uniforme e stop alle disparità regionali

Gli alimenti a fini medici speciali (Afms), vanno riconosciuti come parte integrante della cura di problematiche di salute che vanno dalla celiachia all’intolleranza al lattosio, dalle allergie alimentari alla malnutrizione dei soggetti fragili e l’accesso non può più essere caratterizzato da differenze territoriali, con regole, modalità di erogazione, percorsi autorizzativi e condizioni di rimborsabilità che possono variare da una Regione all'altra. A porre il tema dell’equità di accesso sono le società scientifiche, i pazienti supportati dall’Intergruppo Parlamentare Celiachia, Allergie Alimentari, Intolleranza al Lattosio e Afms, ponendole al centro di un convegno che si è svolto a Roma in Senato.

Afms, strumenti di nutrizione clinica per bisogni specifici

Gli alimenti a fini medici speciali sono destinati alla gestione dietetica di pazienti la cui capacità di assumere, digerire, assorbire, metabolizzare o eliminare alimenti comuni o specifici nutrienti è alterata o disturbata, oppure che presentano esigenze nutrizionali determinate da condizioni cliniche. Per la senatrice Elena Murelli, presidente dell'Intergruppo, è necessario “costruire un quadro regolatorio capace di garantire un accesso più equo, uniforme e appropriato agli Afms, nel rispetto della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale”

Il riconoscimento della nutrizione come parte integrante della cura e il primo passaggio di questo iter come propone Maurizio Muscaritoli, presidente della Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo, membro del Comitato tecnico-scientifico dell'Intergruppo: “Quando parliamo di Afms - ha sottolineato - non parliamo semplicemente di prodotti alimentari, ma di strumenti di nutrizione clinica destinati a persone con bisogni nutrizionali specifici. In molte condizioni patologiche un intervento nutrizionale appropriato può contribuire alla prevenzione delle complicanze, al mantenimento delle condizioni cliniche e della qualità di vita. Per questo è importante che appropriatezza, evidenza scientifica ed equità di accesso diventino i tre pilastri di una nuova politica nazionale sulla nutrizione clinica”.

Pazienti: l’accesso alle cure non può dipendere dalla Regione di residenza

Secondo gli esperti gli Afms “sono a tutti gli effetti strumenti terapeutici” in ambito oncologico in cui tra l'emergenza della malnutrizione e la frammentazione amministrativa del Servizio sanitario nazionale ricadono su pazienti già di per sé fragili, resi vulnerabili dalla malattia e dai suoi trattamenti. In questi pazienti, concordano i relatori “il peso di una malnutrizione è, in larga misura, prevenibile e trattabile”.

L’accesso agli Afms “deve essere garantito in modo equo e uniforme su tutto il territorio nazionale, superando i criteri di rimborsabilità oggi disomogenei tra le regioni, uniformando i canali di distribuzione e procedendo a una revisione organica dei Livelli essenziali di assistenza”.
Anche la nutrizione clinica, è stato ricordato, va valutata per prevenire complicanze, perdita di autonomia e ricoveri evitabili significa poter generare valore per il paziente e, allo stesso tempo, per l'intero sistema sanitario.
La presidente di Uniamo, Annalisa Scopinaro ha portato nel dibattito il punto si vista dei pazienti: “Per le persone con malattia rara l'equità di accesso alle cure non può dipendere dal luogo di residenza. Anche l'accesso agli Afms deve essere considerato parte integrante della presa in carico e non un elemento marginale del percorso assistenziale. Abbiamo quindi bisogno di regole più chiare e omogenee, che mettano al centro il bisogno della persona e riducano le disuguaglianze territoriali”.

Verso raccomandazioni nazionali su rimborsabilità e distribuzione

Obiettivo dell'iniziativa è la definizione di un documento di sintesi e di raccomandazioni di policy basate sulle evidenze scientifiche ed epidemiologiche, oltre che sulle istanze della comunità dei pazienti che sarà sottoposto all'attenzione del ministero della Salute, dell'Aifa e della Conferenza Stato-Regioni.

“La sfida - ha concluso Muscaritoli - è fare in modo che la nutrizione clinica sia pienamente riconosciuta come parte della presa in carico della persona e che l'accesso agli strumenti necessari sia garantito secondo criteri di appropriatezza e con il minor grado possibile di disomogeneità territoriale. Non si tratta soltanto di garantire un prodotto, ma di garantire una risposta clinica adeguata a un bisogno di salute”.

ph.cr.magnific

TAG: ALIMENTI A FINI MEDICI SPECIALI (AFSM)

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