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Nutrizione

28 Settembre 2026

Etichette alimentari, scadenza e conservazione: quando un alimento si può ancora consumare

In occasione della Giornata internazionale della consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari, l’Iss richiama cinque verifiche utili prima di eliminare un prodotto.

di Redazione Farmacista33


Etichette alimentari, scadenza e conservazione: quando un alimento si può ancora consumare

In Italia il 36% della popolazione non conosce bene la differenza tra “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”. Una distinzione importante sia per la sicurezza alimentare sia per evitare di eliminare prodotti ancora idonei al consumo. In occasione della Giornata internazionale della consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari del 29 settembre, l’Istituto superiore di sanità (ISS) richiama l’attenzione proprio sulla corretta lettura dell’etichetta e sulle condizioni di conservazione degli alimenti. Un tema sul quale intervengono anche l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e la Commissione europea: secondo le stime europee, fino al 10% dello spreco alimentare prodotto ogni anno nell'UE può essere collegato alla marcatura della data e alla sua interpretazione e gestione.

“Ridurre lo spreco alimentare – sottolinea Laura Rossi, direttrice del Reparto Nutrizione, alimentazione e salute dell’ISS – significa utilizzare meglio le risorse, ma anche contribuire alla sicurezza alimentare, alla qualità della dieta e alla sostenibilità dei sistemi alimentari”.

Date di scadenza: la differenza è tra sicurezza e qualità

Il primo elemento da verificare non è soltanto la data riportata sulla confezione, ma la dicitura che la precede. Come ricorda l’Iss, “da consumarsi entro” (use by) è utilizzato per gli alimenti molto deperibili dal punto di vista microbiologico ed è un'indicazione relativa alla sicurezza: superata la data, l'alimento non deve essere consumato.

In linea con questo principio anche l’Efsa che indica, tra gli esempi di prodotti sui quali può comparire questa dicitura, carne e pesce freschi, insalate pronte e latticini freschi. Soprattutto, sottolinea un aspetto importante per il consumatore: un alimento non deve essere consumato oltre il “da consumarsi entro” anche quando aspetto e odore sembrano normali, perché possono essere presenti batteri nocivi non rilevabili attraverso i sensi. È inoltre necessario rispettare le istruzioni di conservazione riportate sulla confezione.

Diverso è il significato di “da consumarsi preferibilmente entro” (best before), che indica il termine minimo di conservazione. La data riguarda in questo caso principalmente la qualità: se correttamente conservato, dopo il termine indicato l'alimento può perdere progressivamente alcune caratteristiche, come fragranza, consistenza, aroma o freschezza, ma non diventa automaticamente non sicuro.

“Comprendere questa differenza è importante anche per la prevenzione dello spreco – sottolinea Rossi –. La Commissione europea stima che fino al 10% dello spreco alimentare prodotto ogni anno nell’Ue possa essere collegato alla marcatura della data e alla sua interpretazione e gestione lungo la filiera. Il primo messaggio da ricordare è quindi molto semplice: non guardiamo soltanto la data, ma leggiamo sempre anche le parole che la precedono”.

Anche la Commissione europea, nelle pagine dedicate alla sicurezza degli alimenti, mette in evidenza come una migliore comprensione delle indicazioni use by e best before possa contribuire a prevenire e ridurre lo spreco. Un'indagine condotta su oltre 25.000 consumatori di tutti i Paesi dell'Unione ha inoltre rilevato, pur con differenze nei comportamenti, un basso livello di comprensione delle indicazioni relative alle date degli alimenti.

Vista, olfatto e gusto possono aiutare

La distinzione tra le due diciture cambia anche il modo in cui può essere valutato un prodotto arrivato alla data riportata in etichetta.

Per gli alimenti con indicazione “da consumarsi preferibilmente entro”, l'Efsa spiega che, se sono stati conservati correttamente, è possibile utilizzare i sensi per verificarne le condizioni, valutandone aspetto, odore ed eventualmente gusto. La data di durabilità minima è frequente, per esempio, su prodotti a lunga conservazione come pasta, riso, conserve, alimenti surgelati e snack.

Il criterio non deve invece essere applicato agli alimenti con indicazione “da consumarsi entro”. In questo caso un aspetto, un sapore o un odore apparentemente normali non consentono di stabilire che il prodotto sia sicuro oltre la data indicato, un limite legato alla sicurezza alimentare.

Confezione aperta: la scadenza non è l'unica indicazione da seguire

Controllare la data non è sufficiente. L'Iss richiama infatti l'importanza di verificare anche le condizioni di conservazione, seguendo indicazioni come “conservare in frigorifero”, “conservare in luogo fresco e asciutto” oppure “proteggere dalla luce”. Il mancato rispetto delle condizioni previste può ridurre la durata dell'alimento e, in alcuni casi, comprometterne la sicurezza.

Un'attenzione particolare va posta quando la confezione è già stata aperta. Indicazioni quali “dopo l'apertura conservare in frigorifero e consumare entro…” diventano in questo caso un riferimento essenziale.

Su questo aspetto interviene anche l'Efsa: dopo l'apertura della confezione i batteri possono essere trasferiti agli alimenti attraverso mani, superfici o utensili contaminati e, per i prodotti nei quali l'apertura può favorire la proliferazione di microrganismi pericolosi, il tempo limite per il consumo può essere più breve rispetto alla data originariamente indicata sulla confezione.

Le indicazioni sulla conservazione e sul consumo dopo l'apertura non sono quindi accessorie rispetto alla data, ma concorrono a stabilire come utilizzare correttamente il prodotto.

Frigorifero, congelatore e dispensa: conservare correttamente gli alimenti

La prevenzione dello spreco passa anche dall'organizzazione degli alimenti presenti in casa. L'ISS suggerisce, prima della spesa, di controllare frigorifero, congelatore e dispensa e, una volta acquistati i prodotti, di collocare più in vista quelli da utilizzare per primi.

Anche al supermercato non è necessariamente utile scegliere sempre la confezione con la data più lontana: se si prevede di consumare l'alimento in tempi brevi, scegliere un prodotto con una data più vicina può contribuire a evitare che rimanga invenduto.

Per gli alimenti con la dicitura “da consumarsi entro”, l'Efsa ricorda inoltre che è possibile cuocerli prima della scadenza e conservarli successivamente in frigorifero, consumandoli entro 48 ore, oppure congelarli per utilizzarli in un secondo momento. È opportuno indicare sui prodotti congelati la data del congelamento.

Anche lo scongelamento richiede alcune precauzioni. Secondo le indicazioni Efsa, dovrebbe avvenire a basse temperature, per esempio in frigorifero, mantenendo l'alimento nella confezione originale o in un contenitore pulito per ridurre il rischio di contaminazione e seguendo sempre le istruzioni del produttore.

Prima di buttare un alimento, le cinque verifiche indicate dall'Iss

Prima di eliminare un prodotto, l'Iss suggerisce cinque verifiche. Innanzitutto, occorre capire che cosa indica esattamente la data, distinguendo tra “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”. Va poi verificato se l'alimento è stato conservato rispettando temperature e altre condizioni indicate sulla confezione e se l'imballaggio è ancora integro e privo di anomalie.

Se il prodotto è già stato aperto, occorre controllare le indicazioni specifiche relative alla conservazione e al tempo entro cui consumarlo dopo l'apertura. Infine, per evitare che un alimento prossimo al termine venga dimenticato, può essere utile programmarne subito l'impiego, collocandolo in evidenza o prevedendone l'utilizzo nei pasti successivi.

Rimane però un limite preciso: queste verifiche non devono essere utilizzate per decidere di consumare un alimento oltre la data accompagnata dalla dicitura “da consumarsi entro”. In questo caso, come sottolineano sia Iss sia Efsa, la data riguarda la sicurezza e non può essere sostituita da una valutazione basata sull'aspetto o sull'odore del prodotto.

Fonte

https://www.iss.it/-/leggere-bene-le-etichette-aiuta-a-non-sprecare-5-regole-per-non-buttare-i-cibi

https://food.ec.europa.eu/food-safety/food-waste/eu-actions-against-food-waste_en

https://food.ec.europa.eu/food-safety/labelling-and-nutrition/food-information-consumers-legislation/mandatory-food-information_en

ph.cr.magnific

 

TAG: DATA DI SCADENZA, ALIMENTI, SICUREZZA ALIMENTARE, ISTITUTO SUPERIORE DI SANITà, EUROPEAN FOOD SAFETY AUTHORITY (EFSA)

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