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16 Marzo 2023

COVID-19, una possibile futura indicazione per la levodropropizina


Per il futuro ci sono ulteriori possibili sviluppi per l'impiego di levodropropizina. Per questa molecola, infatti - e per altre di non recentissima sintesi e che sono sul mercato da tanti anni - sono nate delle possibilità di impiego contro il SARS-CoV-2. «In occasione della pandemia del COVID-19 ci siamo trovati di fronte alla necessità di confrontarci con questa patologia utilizzando sostanzialmente, o almeno potenzialmente, tre diverse strategie» spiega Fontana. «Una prima strategia consiste nel testare molecole esistenti ad ampio spettro - come gli interferoni, la ribavirina e gli inibitori della ciclofilina - per vedere se all'interno di questo gruppo di sostanze ne esistano alcune capaci di essere attive anche nei confronti della polmonite provocata dal coronavirus; la seconda strategia è quella di consultare su vari database molecole già testate e disponibili in commercio per trovarne alcune che possano avere un effetto terapeutico sull'infezione da coronavirus; la terza strategia - quella più difficile da seguire - è direttamente basata su informazioni genomiche e caratteristiche patologiche di diversi coronavirus al fine di sviluppare nuovi farmaci mirati». Dal momento che la procedura di ricerca di nuovi farmaci può richiedere molti anni1 e non è realizzabile nell'immediato, sono state condotte - con tecniche di tipo computazionale - analisi molecolari sistematiche delle proteine codificate dei nuovi geni del coronavirus che hanno portato all'identificazione di alcune molecole già esistenti da tempo che possono inibire l'infezione virale, prevenendo il contatto fra il virus e la parete dell'epitelio respiratorio, o addirittura inibire la replicazione virale. Per esempio, spiega Fontana, uno studio pubblicato di recente ha dimostrato che l'uso di una quarantina di composti già presenti sul mercato e raggruppati funzionalmente come FIASMA (functional inhibitors of acid sphingomyelinase, ovvero inibitori funzionali della sfingomielinasi acida, sostanza essenziale nel favorire l'ingresso virale dopo il legame tra la proteina spike del SARS-CoV-2 e il recettore ACE2) sia significativamente associato a una ridotta probabilità di morte o intubazione in pazienti ospedalizzati per COVID-19.2 «Questi farmaci, pertanto, sono attualmente sotto valutazione per verificare se possano essere utilizzati in maniera efficace nel corso di un'infezione da SARS-CoV-2» afferma lo specialista. «C'è poi un gruppo di farmaci, ai quali appartiene la levodropropizina, che sembrano invece avere un effetto inibitorio molto marcato sul complesso processo di replicazione virale». In particolare, studi condotti mediante reti neurali artificiali, modellistica ligando-proteina e simulazioni dinamiche molecolari, finalizzati al riconoscimento, tra i farmaci esistenti, di molecole potenzialmente mirate a importanti target del SARS-CoV-2, hanno verificato che la levodropropizina presenta un'alta affinità per la proteasi simile alla papaina (papain-like proteasis [PLpro]), enzima fondamentale sia per l'infezione da SARS-CoV-2 che per la replicazione del virus». «Quindi» sottolinea Fontana «questa cascata di eventi biochimici che eventualmente risulta nella replicazione virale può essere bloccata da un set di farmaci già presenti sul mercato tra i quali spicca per efficacia o potenziale la levodropropizina. Pertanto, è probabile che - stando alle informazioni ottenute da analisi bioinformatiche di database farmacologici esistenti - per la levodropropizina, che già vive in florida salute come farmaco antitosse, possa prospettarsi una seconda vita come farmaco utile nel trattamento delle infezioni da SARS-CoV-2».


Bibliografia:

  1. Omrani AS, Saad MM, Baig K, et al. Ribavirin and interferon alfa-2a for severe Middle East respiratory syndrome coronavirus infection: a retrospective cohort study. Lancet Infect Dis. 2014;14:1090-5. doi: 10.1016/S1473-3099(14)70920-X. Erratum in: Lancet Infect Dis. 2015;211:13.
  2. Hoertel N, Sánchez-Rico M, Gulbins E, et al; AP-HP / Université de Paris / INSERM COVID-19 research collaboration, AP-HP COVID CDR Initiative, "Entrepôt de Données de Santé" AP-HP Consortium. Association Between FIASMAs and Reduced Risk of Intubation or Death in Individuals Hospitalized for Severe COVID-19: An Observational Multicenter Study. Clin Pharmacol Ther. 2021;110:1498-511. doi: 10.1002/cpt.2317.
  3. Wu C, Liu Y, Yang Y, Zhang P, et al. Analysis of therapeutic targets for SARS-CoV-2 and discovery of potential drugs by computational methods. Acta Pharm Sin B. 2020;10:766-88. doi: 10.1016/j.apsb.2020.02.008.

Articolo tratto dallo Speciale Tosse: levodropropizina tra passato, presente e futuro

TAG: TOSSE

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