Nella vagina è presente una secrezione perfettamente fisiologica, la leucorrea: secrezione vaginale biancastra, che viene spesso interpretata e trattata come fenomeno patologico, ignorando completamente il fatto che le perdite bianche possono essere normali nella maggior parte dei casi. La leucorrea ha due importanti funzioni: la lubrificazione e la protezione contro i germi patogeni. Inoltre, in alcuni momenti particolari del ciclo, tale secrezione aumenta notevolmente ad esempio, in fase ovulatoria e nell'immediato periodo premestruale. Questo fenomeno, inoltre, si accentua in corrispondenza dei primi rapporti e allarma la donna, la quale teme di avere contratto una malattia a trasmissione sessuale. In questi casi è importante non commettere l'errore di iniziare l'auto-cura con lavande, creme, ovuli o antibiotici per fenomeni che sono del tutto normali. Il risultato delle auto-prescrizioni è disastroso poiché in questo modo si finisce per indebolire la flora normale e favorire l'insorgenza di vere e proprie infezioni. La vagina ha come canale di deflusso la vulva. Se la donna, come oggi spesso accade, usa troppe barriere coprendo eccessivamente la zona genitale impedisce la normale evaporazione delle secrezioni. Il secreto vaginale, più o meno acido e che contiene milioni di germi, finisce quindi per macerare creando irritazioni, arrossamenti, bruciori, con alterazione dell'ecosistema vaginale e vulvare. La biancheria intima costrittiva e le cuciture dei pantaloni molto aderenti irritano i genitali esterni, creano un surriscaldamento dei tessuti e impediscono il normale deflusso verso l'esterno delle secrezioni vaginali. L'acidità è importantissima per il mantenimento dello stato di benessere dell'ecosistema vaginale: in queste condizioni infatti i germi patogeni (possibili responsabili di infezioni vaginali) non riescono a vivere e a moltiplicarsi con una conseguente minore probabilità di sviluppare infezioni vaginali.
Vaginosi batterica: si tratta di una sindrome polimicrobica caratterizzata da una radicale modificazione dell'ecosistema vaginale consistente, in particolare, nella sostituzione della normale flora lattobacilliare da parte di flora patogena a prevalente composizione anaerobia. Pur verificandosi un aumento delle perdite vaginali che tipicamente sono di cattivo odore (di pesce), non è possibile dimostrare la presenza di un vero e proprio stato infiammatorio, infatti in oltre il 50% dei casi è asintomatica. È indice di una fermentazione dovuta alla gardnerella, presente normalmente ma che con l'innalzamento del pH prolifera 50 volte di più.
Vaginiti micotiche: in genere si manifestano con sintomi quali bruciore, leucorrea, prurito e infiammazione della mucosa che risultano molto fastidiosi, come Trichomonas vaginalis a trasmissione sessuale esclusiva e con serbatoi di infezione quali vagina, ghiandola del Bartolino e uretra.
Infine le forme più note di vulvo-vaginiti da Candida Albicans (nel 95% dei casi) e non-albicans, caratterizzate da perdite biancastre lattescenti.
Domande essenziali
Che tipo di perdita ha? Grigio-biancastra (batterica, con forte odore di pesce)? Lattescente (micotioca)? Ha bruciore?
Bibiolgrafia
http://www.sunhope.it/VaginitiVaginosi.pdf
AA.VV., Il manuale Merck di diagnosi e terapia, Springer 2007
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A cura di Redazione Farmacista33

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