Il tumore del colon retto è una neoplasia maligna dovuta alla proliferazione incontrollata delle cellule della mucosa del grosso intestino.
Comprende le neoplasie del colon, quelle del retto, quelle della giunzione-sigomoidea e quelle dell'ano.
La malattia può derivare dalla trasformazione in senso maligno di piccole masse di tessuto benigne che originano dalle pareti intestinali chiamate polipi.
Uno dei fattori chiave per stabilire la probabilità che un polipo evolva in tumore è la sua grandezza:
Cause e incidenza
I fattori che predispongono all'insorgenza del tumore del colon retto sono una storia di cancro e adenoma, la poliposi adenomatosa familiare, le malattie infiammatorie intestinali (colite ulcerosa, morbo di Crohn), le neoplasie dell'endometrio, le mutazioni genetiche e l'età. La maggior parte delle neoplasie colorettali però è di tipo sporadico. Diversi studi clinici hanno dimostrato anche un'associazione significativa con una dieta ricca di carne rossa. Nei Paesi sviluppati, il carcinoma colorettale è il secondo tumore più diffuso nelle donne e il terzo negli uomini. L'incidenza comincia ad aumentare intorno ai 40 anni per raggiungere un picco tra i 60 e 75 anni di età. In Italia si stimano ogni anno circa 19.500 casi nelle donne e 29.000 negli uomini.
Prevenzione
Alcuni studi hanno suggerito un effetto protettivo delle fibre alimentari e del pesce il cui consumo elevato è associato con una riduzione del rischio per i tumori intestinali significativo. L'adozione di comportamenti protettivi, per esempio l'abolizione di sigarette e alcol, la diminuzione del consumo di carne rossa, il controllo del peso, può abbassare fino al 70% il rischio di ammalarsi.
Diagnosi
In presenza di sintomi (vedi sopra) che possono far supporre la presenza di un tumore del colon retto va eseguita un'anamnesi accurata, la ricerca di un'eventuale familiarità, la palpazione dell'addome e un'esplorazione rettale. Completano l'iter la ricerca di sangue occulto nelle feci e, in caso di positività, l'esecuzione di una colonscopia per l'identificazione e la stadiazione delle lesioni. In base alle prove disponibili, i programmi di screening per il carcinoma del colon retto prevedono, dall'età di 50 anni fino ai 70 anni, la rilevazione del sangue occulto nelle feci ogni 24 mesi. Una piccola parte dei programmi di screening attivi in Italia utilizza al posto della ricerca del sangue occulto un altro esame di screening, la rettosigmoidoscopia eseguita una sola volta all'età di 58-60 anni. Lo screening si è dimostrato efficace nel ridurre la mortalità ma nei pazienti con storia familiare la sorveglianza deve essere precoce e più aggressiva. La stima italiana indica una quota di sopravvivenza per il tumore al colon è del 66% a un anno, del 52% a tre anni e del 47% a cinque anni (per il retto sono rispettivamente del 72%, del 51% e del 43%).
Terapie
Dopo la diagnosi, nell'80% dei casi si procede con l'asportazione parziale o totale del tratto di colon o retto dove è presente la neoplasia. Oltre a prevenire l'occlusione o la perforazione dell'intestino ed evitare di ricorrere a una stomia permanente, l'intervento chirurgico ha anche l'obiettivo di minimizzare il rischio di metastasi. La scelta del tipo di intervento varia in base alla sede del tumore e allo stadio, ma in circa la metà dei pazienti c'è il rischio di recidiva. In casi selezionati si utilizza la radioterapia pre-operatoria (Iort) per ridurre la massa. Sia la chemioterapia sia la radioterapia (pre e post intervento in ottica adiuvante) si sono dimostrate utili per aumentare la sopravvivenza. In casi selezionati possono essere utili gli anticorpi monoclonali come il bevacizumab, il cetuximab e l'erlotinib.
Domande essenziali
Ha avuto perdite di sangue nelle feci?
Ci sono stati casi di neoplasie del colon retto in famiglia?
Ha difficoltà a evacuare?
Bibliografia
Agenzia per i servizi regionali. Programma nazionale per le linee guida
Airc Tumore del colon retto
Ministero della salute. Clinical Evidence. Edizione italiana 2001
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