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28 Febbraio 2014

Dismenorrea: inquadramento e terapia


Con il termine dismenorrea si indica il dolore periodico associato al ciclo mestruale. Si distingue in dismenorrea primaria, quando sono assenti alterazioni dell'apparato riproduttivo, e dismenorrea secondaria od organica se invece esiste una condizione patologica sottostante, dimostrabile, responsabile del sintomo.

Caratteristiche
La dismenorrea è un sintomo molto comune tra le donne fertili, soprattutto le più giovani. Colpisce dal 15 al 60% della popolazione femminile, inizia con l'adolescenza e tende a diminuire con l'età o dopo la prima gravidanza. La durata e l'intensità del dolore possono essere molto variabili, in base alla soglia di tolleranza, fino a toccare livelli tali da interferire con lo svolgimento delle normali attività quotidiane; il 15% circa delle donne soffre di una forma di dismenorrea invalidante che richiede un intervento medico o farmacologico.

Sintomi
Il dolore mestruale è di tipo crampiforme, localizzato nella parte inferiore dell'addome oppure sordo e continuo. A volte si irradia anche a perineo, ano, vulva, schiena e gambe. Compare qualche ora prima dell'inizio della mestruazione e si protrae per 3-4 giorni, con un picco nelle prime 24 ore. Nella dismenorrea secondaria il dolore può durare più a lungo e presentarsi anche in altri momenti del ciclo ed essere accompagnato da nausea, diarrea, stipsi, cefalea, irritabilità e spossatezza.

Cause
Nella dismenorrea primaria legata a cicli ovulatori il dolore deriva dalle contrazioni dell'utero mediate dall'alta concentrazione di prostaglandine, prodotte dall'endometrio, che esasperano l'attività contrattile e favoriscono la sensibilizzazione delle fibre nervose agli stimoli meccanici. Tra i fattori di rischio possono esserci la conformazione dell'utero, la dimensione dell'orifizio uterino, alti livelli di vasopressina, la sedentarietà e l'ansia legata alle mestruazioni. Le cause più frequenti di dismenorrea secondaria sono invece legate a patologie dell'apparato genitale interno come l'endometriosi, la presenza di un fibroma sottomucoso, di un polipo endometriale, di aderenze pelviche o all'uso di spirale (Iud).

Terapia
Il primo passo è valutare gravità, durata, localizzazione del dolore e impatto sulla vita della paziente. Dopo aver escluso patologie organiche secondarie con esami strumentali (ecografia transvaginale), data la natura del disturbo i farmaci più efficaci nella forma primaria sono gli inibitori della sintesi delle prostaglandine come ibuprofene, naprossene e simili. A volte sono utili gli spasmolitici. L'obiettivo è la scomparsa del dolore ma va tenuto conto che il trattamento può prolungarsi nel tempo e avere effetti indesiderati. Come terapia preventiva è possibile impiegare un contraccettivo orale estroprogestinico. L'endometriosi e altre condizioni responsabili di dismenorrea secondaria possono essere corrette per via chirurgica (polipectomia etc.).

Domande essenziali
Il dolore compare tutti i mesi ed è sempre associato al flusso mestruale?
Tende a irradiarsi e a mutare di intensità col passare dei giorni?
Soffre di endometriosi?

Bibliografia

AA.VV., Il manuale Merck di diagnosi e terapia. Quarta edizione italiana, Medicom
Proctor M et al. Diagnosis and management of dysmenorrhoea. BMJ 2006; 332 (7550): 1134-8.

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