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salute orale

04 Novembre 2025

Erosione dentale: un problema sottostimato, anche tra gli sportivi

L’erosione dentale è un processo progressivo e irreversibile che comporta la perdita dei tessuti duri come smalto e dentina a causa di fattori endogeni ed esogeni, come particolari condizioni mediche e/o stili di vita ed abitudini alimentari che favoriscono l’acidità del pH della saliva


Erosione dentale: un problema sottostimato, anche tra gli sportivi

L’erosione dentale è una condizione diffusa ma spesso sottovalutata, che riguarda circa il 40% della popolazione italiana: quasi 24 milioni di persone presentano segni di perdita di smalto, ma solo un italiano su dieci è consapevole dei fattori di rischio associati. La diffusione di abitudini alimentari e stili di vita che favoriscono l’esposizione acida, unita alla maggiore incidenza di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, ne spiegano una tale diffusione.

L’erosione dentale e il rischio di ipersensibilità

L’erosione dentale è un processo progressivo e irreversibile che comporta la perdita dei tessuti duri come smalto e dentina a causa di fattori endogeni ed esogeni, come particolari condizioni mediche e/o stili di vita ed abitudini alimentari che favoriscono l’acidità del pH della saliva. Si tratta di un fenomeno che può colpire sia adulti che bambini in maniera indistinta e la causa principale è il rilascio di ioni acidi (H+) durante la digestione nell’ambiente salivare. Nella fase iniziale, l’azione degli acidi comporta la demineralizzazione a livello delle guaine interprismatiche per poi arrivare al “nucleo” del prisma dello smalto. Queste lesioni dello smalto possono essere riparate grazie all’azione tampone della saliva, in quanto ricca di ioni calcio e fosfato, che determinano la crescita di nuovi cristalli di idrossiapatite. L’idrossiapatite è il componente essenziale dei tessuti duri della struttura dentaria.
Quando i valori di pH della saliva si abbassano, si avrà un pH più acido e ciò determina inevitabilmente un processo di demineralizzazione: l’aggressione acida colpirà inizialmente micrometri della superficie dura del dente, ma tenderà ad estendersi in relazione alla frequenza e all’intensità degli attacchi fino a renderla visibile sulla superficie dei denti e aumenterà il rischio di sensibilità dentale.

Sintomi e gravità dell’erosione dentale

La gestione dei sintomi dell’erosione dentale non è sempre immediata in quanto può manifestarsi in diversi modi. I campanelli d’allarme più comuni sono: la sensibilità dentale con i cibi caldi o freddi, l’eccessivo assottigliamento delle strutture dentarie e la comparsa dei denti ingialliti e/o carie, manifestazioni cliniche che possono suggerire la presenza di questo disturbo già dalle prime fasi.
I livelli di gravità dell’erosione dentale sono valutati secondo l’indice di Bewe che, con una scala di punti da 0 a 3, consente la valutazione dell’erosione dentale superando il rischio di codificazioni diverse dove 0 indica l’assenza di segno di erosione; 1 nei casi di perdita iniziale di smalto, con le prime erosioni e non vi è coinvolgimento della dentina; 2 se si ha esposizione della dentina inferiore al 50% della superficie e perdita progressiva del tessuto duro; 3 se l’esposizione alla dentina è superiore del 50%, con possibile coinvolgimento della polpa dentaria e cambiamenti della morfologia del dente.

Erosione, un disturbo diffuso in Europa e in Italia

Numerosi studi mostrano come l’incidenza dell’erosione dentale riguardi il 30-50% di denti decidui e il 20-45% di denti permanenti.
In Europa, infatti, il processo di perdita dello smalto, è molto diffuso. Ad esempio, in Germania, si ha un’incidenza del 70-78% su denti decidui; nel Regno Unito, circa il 10-90% su denti decidui e 8-31% su denti permanenti; in Portogallo, circa il 55% dei 2000 pazienti analizzati, soffre di erosione.
In Italia, l’incidenza è di circa il 40% con una significativa differenza in riferimento all’età evolutiva che influenzerà stile di vita e abitudini alimentari: il fenomeno colpisce circa il 70% dei bambini, circa il 30% degli adolescenti e circa il 40% della popolazione adulta.

Fattori di rischio e condizioni di salute

L’erosione dentale è un disturbo multifattoriale e identificare i pazienti maggiormente a rischio permette di ottenere una prevenzione più efficace già durante le prime fasi.
Le condizioni di salute che comportano l’insorgenza dell’erosione dentale sono il reflusso gastroesofageo e la sua forma cronica (GERD), patologia che può manifestarsi sia di giorno che di notte, in cui gli acidi dello stomaco risalgono dall’esofago fino alla bocca. Si manifesta con tosse, ipersalivazione acida, bocca secca, alitosi, bruciore di stomaco e difficoltà digestive.
Altre condizioni a rischio sono le diete alimentari e i disturbi dell’alimentazione. Infatti, si è riscontrato che il “vomito indotto” è un alto fattore di rischio e lo stesso discorso vale per le diete che prevedono il consumo eccessivo di frutta e verdura ad alto contenuto acido. Possono essere a rischio anche le donne in gravidanza a causa della nausea ripetuta. Inoltre, l’uso di bevande acide, energy drink, alcool e fumo possono incrementare i disturbi. Infine, La radioterapia per l’alto contenuto di radicali liberi generati, o l’uso di farmaci antiasmatici possono determinare iposalivazione e possono diminuire la funzione remineralizzante della saliva.

Sport e rischio di erosione: un legame poco conosciuto

Una delle cause meno note ma sempre più documentate è quella legata alle abitudini sportive: gli sportivi, infatti, rappresentano la popolazione più attenta al proprio corpo ma possono essere maggiormente colpiti dall’erosione dentale per diverse motivazioni. Inoltre, la presenza di questa problematica può incidere sulla performance sportiva non solo per il dolore, ma anche sulla concentrazione e resistenza dello sportivo.
L’erosione dentale è legata ad una riduzione del flusso salivare che, unita all’uso di bevande energetiche ad alto contenuto acido, può comportare l’alterazione morfologica dei denti. Questo rischio aumenta maggiormente negli sport in cui viene utilizzato il paradenti che determina la presenza prolungata di acidi all’interno del dispositivo. Sono altrettanto colpiti gli sportivi a contatto con l’acqua clorata, la cui superficie dei denti + inevitabilmente esposta ad elevate concentrazioni di cloro, nel lungo periodo, determinando usura dentale. Non è raro, inoltre, che l’attività sportiva favorisca episodi di reflusso gastroesofageo indotto dallo sforzo, amplificando gli effetti erosivi degli acidi gastrici sulle superfici dentali e palatali.

Ridurre il rischio di insorgenza dell’erosione dentale

Il primo passo per combattere il problema è la prevenzione attraverso alcuni accorgimenti con l’obiettivo di ridurre l’acidità del cavo orale, contrastare la demineralizzazione e favorire, quando possibile, la remineralizzazione. 
Il farmacista può svolgere un ruolo essenziale nel riconoscimento dei fattori di rischio e nel consiglio di prodotti di igiene orale mirati. In presenza di soggetti che praticano attività sportiva intensa, che assumono frequentemente bevande acide o che lamentano sensibilità dentinale, può suggerire di scegliere un protocollo protettivo quotidiano.

Fonti

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10890155/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40360821/

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC4316843/

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8147607/

AIC (Accademia italiana di Odontoiatria Conservativa), 2018

https://www.mdpi.com/1648-9144/60/2/319

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41058492/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15973827/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29279574/

https://curaseptspa.it/esigenze/salute-orale-degli-sportivi/ 

Grazie al contributo di Curasept

TAG: DENTI, SALUTE ORALE

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