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23 Giugno 2020

Emendamento su Dpc argina la 405. È un servizio al cittadino ma serve sostenibilità economica


L'emendamento Gemmato rende possibile la Distribuzione per conto di farmaci erogati in diretta per il periodo dell'emergenza Covid-19. Il prossimo passo è verificare la sostenibilità economica della Dpc per la farmacia

L'emendamento Gemmato rende possibile la Distribuzione per conto di farmaci erogati in regime di distribuzione diretta, in tutte le regioni, almeno per il periodo dell'emergenza Covid-19, un servizio che prevede un risparmio per il cittadino in termini di tempo e costi, rispetto al ritiro dei farmaci in ospedale o nelle strutture delle Ats o Asl. Il prossimo passo è verificare la sostenibilità economica per la farmacia della Dpc come di tutta la farmacia dei servizi. Di questi temi si è parlato in una diretta Facebook sulla pagina di Assofarm, associazione delle Farmacie comunali, che ha visto confrontarsi l'on. Marcello Gemmato, Franco Falorni, economista dell'università di Pisa, Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, e Venanzio Gizzi, presidente Assofarm.

Atto istituzionale che argina gli effetti della legge 405

L'emendamento Gemmato al Dl Liquidità è un passaggio importante per la farmacia territoriale, «si tratta del primo atto istituzionale che argina gli effetti della legge 405/2001» ha detto Gizzi «una legge che abbiamo chiesto di cambiare più volte in questi 19 anni. Se questo emendamento da una parte va nella direzione del servizio ai cittadini, dall'altra rende giustizia a valori importanti del sistema sanitario nazionale». La possibilità di utilizzare la Dpc mette al centro il cittadino, come ha sottolineato Gaudioso: «Non si tratta di scegliere in base ai costi tra diretta e Dpc, si tratta di mettere al centro i servizi a misura del cittadino. Adesso si sente parlare tanto dell'hastag #primalepersone, che per me vuol dire dare la possibilità di accedere in modo uniforme e uguale per tutti ai servizi del sistema sanitario nazionale. Il tema della prossimità è fondamentale, il Covid lo ha messo in evidenza, anche e soprattutto nelle aree disagiate dove l'unico presidio è la farmacia, insieme al medico di medicina generale». Ora «si deve armonizzare efficienza della spesa e umanizzazione della cura», ha concluso Gaudioso. La medicina del territorio vedrà una riorganizzazione, con protagonisti la farmacia territoriale e la medicina generale, con queste caratteristiche: prossimità, accessibilità, uniformità nelle diverse regioni e territori.

Falorni: senza sostenibilità economica viene meno la mission sanitaria

La farmacia dei servizi deve però essere sostenibile economicamente, ha sottolineato Falorni: «Dal 2006 ad oggi, da quando abbiamo iniziato a parlare di nuovi modelli di remunerazione del farmacista, la farmacia ha perso in redditività, pur tenendo ferma la propria professionalità. Partendo dalla convinzione che la farmacia sia una unità del Servizio sanitario nazionale, dobbiamo renderci conto che questa è incardinata da una parte sulla concessione, che chiede al farmacista di salvaguardare la salute del cittadino, e dall'altra sulla sostenibilità economica. Senza sostenibilità economica viene meno anche la mission sanitaria, e dunque, se la farmacia serve al sistema deve essere sostenuta dal punto di vista sanitario».

Gemmato: determinare i costi occulti della distribuzione diretta

Nel prossimo futuro, ha affermato Gemmato, «ci aspetta un grande lavoro sulla determinazione dei costi occulti della distribuzione diretta: dal maggiore impatto del personale delle farmacie ospedaliere, alla contabilizzazione dei farmaci scaduti, fino ai costi sociali sostenuti dai cittadini. Compresi quelli sanitari e umani generati dalla mancata osservanza delle terapie da parte di quei pazienti che faticano a raggiungere con continuità e regolarità la farmacia ospedaliera. Non è affatto scontato che nei 37 miliardi del Mes, ammesso che il nostro paese ne usufruisca, siano compresi interventi a favore della farmacia». Intanto, però la Dpc sta crescendo sensibilmente in diverse regioni, «e siamo tutti d'accordo - ha concluso Gizzi - sul fatto che la norma Gemmato dimostra come ormai vecchie certezze a favore della diretta stiano venendo meno. Dobbiamo avere la forza di riprendere con decisione il confronto congiunto tra rinnovo della Convenzione e nuova remunerazione».

Chiara Romeo  

TAG: FARMACIA, FARMACIE, DISTRIBUZIONE DEI FARMACI, DISTRIBUZIONE PER CONTO, DISTRIBUZIONE DIRETTA, DISTRIBUZIONE TERRITORIALE DEI FARMACI, COVID-19

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