Vaccini Covid. Terza dose, ok dal Cts: si parte con fragili e operatori sanitari
Terza dose, Cts favorevole: si parte con tre categorie prioritarie: soggetti immunodepressi, anziani e operatori sanitari
C'è l'ok della Commissione tecnico scientifica (Cts) dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) alla terza dose di vaccino anti-Covid, si comincia a fine settembre con i soggetti immunodepressi, anziani in Rsa e operatori sanitari più a rischio di esposizione al contagio. È quanto si apprende da diverse fonti, in corso di riunione del Comitato tecnico-scientifico dell'Aifa che dovrebbe dare il via libera alla terza dose in categorie specifiche. Per quanto riguarda il resto della popolazione, l'Aifa attenderà le conclusioni dell'Agenzia europea del farmaco, che potrebbero arrivare tra un mese, ma intanto sul tema ci sono pareri discordanti nella comunità scientifica.
Priorità a chi ha riduzione dell'immunità più anticipata
Un parere favorevole, quello del Cts-Aifa, atteso già dall'annuncio del via libera alla terza immunizzazione dato dal premier Mario Draghi e dal ministro della Salute Roberto Speranza, e sancito dai dati scientifici che evidenziano un calo della protezione immunitaria a distanza di alcuni mesi soprattutto per alcune categorie. La scelta su chi rivaccinare con priorità si basa sulla valutazione che in alcune categorie vi è una riduzione più anticipata dell'immunità offerta dai vaccini e quelle categorie verranno richiamate per una terza dose prioritariamente, come ha spiegato il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, mentre nella popolazione generale «l'evidenza è che l'immunità si avvicini a un anno». Una prima platea di molto fragili potrebbe essere già composta da circa 500mila persone, da immunizzare tra settembre e ottobre. A dicembre potrebbe essere il turno dei 4,2 milioni di over 80 e i 350mila ospiti delle Rsa. A gennaio i 1,85 milioni di operatori sanitari. D'accordo sulla terza dose per il personale sanitario è il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) Filippo Anelli, secondo cui è «fondamentale procedere con la terza dose ai sanitari, dall'Autunno, anche per prevenire reinfezioni - che sono già state segnalate in alcuni casi - e garantire una piena efficienza della categoria».
Opinioni degli esperti a confronto sulla terza dose
A supporto della terza dose più urgente per soggetti immunodepressi e malati oncologici ci sono i dati di un ultimo studio in via di pubblicazione: «Abbiamo dati su circa 600 pazienti oncologici - ha dichiarato Francesco Cognetti, presidente di Foce (Federazione Oncologi, Cardiologi e Ematologi) - confrontati con 250 soggetti sani in cui è stato seguito e monitorato per 4 mesi l'andamento degli anticorpi dopo la vaccinazione anti-Covid. Questi dati dimostrano che c'è una diminuzione del tasso anticorpale in particolari pazienti oncologici con determinate caratteristiche. Lo studio dimostra cioè una diminuzione più precoce della immunoreattività dopo il vaccino in alcune categorie di malati oncologici rispetto ai soggetti sani». Favorevole anche l'immunologo Sergio Abrignani dell'Università di Milano e membro del Comitato tecnico scientifico (Cts): «La terza dose riguarderà tutti gli italiani, seguendo la solita schedula: prima fragili, operatori sanitari, anziani, e poi gli altri. Chiunque si intenda di vaccini sapeva già dall'inizio che sarebbero servite tre dosi. II miglior modo è vaccinare con tre dosi perché in chi ha risposto male alle prime 2 dosi aiuta a far partire la risposta, mentre in chi ha risposto bene serve a prolungare la memoria immunologica. È probabile che arrivi a breve l'autorizzazione di Fda e Ema». Tra gli scettici sulla generalizzazione della terza dose c'è Massimo Galli, ordinario di Malattie Infettive all'Università di Milano e infettivologo all'Ospedale Sacco, sulla terza dose "abbiamo dati piuttosto limitati. La necessità generalizzata - ha affermato - è francamente discutibile, con questi vaccini. Se mi ordinano di fare una cosa la faccio, anche se io gli anticorpi ce li ho e sono gagliardi, ma detta così è una terza dose burocratica. Bisogna avere una strategia verso le componenti più fragili e più esposte».
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A cura di Redazione Farmacista33
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