Covid-19, malattia più grave se anticorpi autoimmuni sono alti
Un'alta presenza di anticorpi autoimmuni è fortemente legata alla gravità della malattia da COVID-19. Lo mostra un nuovo studio condotto dai ricercatori della NYU Grossman School of Medicine
I pazienti che presentano livelli elevati di anticorpi autoimmuni hanno da cinque a sette volte più probabilità di sviluppare una malattia grave: mentre gli anticorpi "normali" prendono di mira batteri e virus invasori, gli anticorpi autoimmuni attaccano le cellule e le molecole di una persona infetta. Ciò include lipidi e materiale genetico, DNA, che sono noti per riversarsi nel flusso sanguigno quando le cellule vengono uccise da malattie come il COVID-19, con effetti sulla gravità della patologia.
I risultati dello studio pubblicato
I ricercatori hanno esaminato le cartelle cliniche e gli esami del sangue di 115 uomini e donne bianchi, neri, asiatici e ispanici, ricoverati per COVID-19 negli ospedali della New York University di Langone, tra aprile e giugno 2020. I risultati dei test per più di cento misurazioni, come i livelli di ossigeno nel sangue, gli enzimi epatici e la funzione renale, sono stati confrontati con i livelli di anticorpi autoimmuni. I ricercatori hanno progettato l'analisi per sapere se gli anticorpi autoimmuni erano presenti nei pazienti COVID-19, come avevano già suggerito altri studi su altre malattie infettive, e se le variazioni dei livelli ematici erano legate o meno al modo in cui le persone si ammalavano. Si è visto che il 36% dei partecipanti aveva tali anticorpi e di questi l'86% e il 93%, con alti livelli di anticorpi anti-DNA e anti-fosfatidilserina, ha manifestato una forma grave dalla malattia di COVID-19. I livelli di anticorpi anti-DNA sono stati collegati ad aumenti della coagulazione del sangue (trombosi) e della morte cellulare (lisi), specialmente nel tessuto muscolare. I ricercatori affermano che sia la trombosi, che può portare a coaguli di sangue potenzialmente letali, sia il danno al tessuto muscolare, specialmente nel cuore, sono stati osservati nei casi più gravi di COVID-19.
Misurare anticorpi anti-Dna e anti-fosfatidilserina
"I risultati di questo studio suggeriscono che un test per la presenza di anticorpi anti-DNA e anti-fosfatidilserina potrebbe aiutare a identificare quei pazienti COVID-19 ricoverati in ospedale che sono più a rischio e che devono essere monitorati più da vicino", afferma Marisol Zuniga, ricercatrice co-responsabile dello studio presso la NYU Langone.
Paolo Levantino
Fonte
Life Sci Alliance. 2021 Sep 9;4(11):e202101180. doi: 10.26508/lsa.202101180. PMID: 34504035.
Dal 15 giugno il sistema sanitario francese rimborserà semaglutide e tirzepatide per i pazienti con obesità grave e specifici criteri clinici. La Società italiana dell'obesità chiede di valutare...
Dal convegno Sunifar sulle aree rurali emerge la richiesta di integrare stabilmente le farmacie nella rete dell'assistenza territoriale. Dopo gli investimenti in strutture, tecnologie e formazione,...
A otto mesi dall'introduzione del ticket farmaceutico, la Regione registra una riduzione di quasi 20 milioni di euro della spesa convenzionata e un calo dell'11% dei consumi di antibiotici e...
Il Comune di Genova rilancia dopo oltre trent'anni i soggiorni estivi per anziani autosufficienti. L'iniziativa sarà sostenuta economicamente dagli utili di Farmacie Genovesi, destinati al progetto...
A cura di Redazione Farmacista33
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
AZIENDE
Fastidi muscolari e articolari, un aiuto da FORTILASE
L'associazione europea dei produttori di farmaci equivalenti, biosimilari e value added medicines chiede interventi sul sistema dei brevetti, sui certificati protettivi complementari e sul futuro...