Farmaci, Regioni: da Diretta leva economica vitale per sistema. Proposta su nuova remunerazione farmacie
Le proposte delle Regioni nel Documento presentato alla Commissione Affari sociali nell'ambito dell'indagine conoscitiva in materia di "distribuzione diretta" dei farmaci
La distribuzione diretta dei farmaci genera una leva economica vitale per la sostenibilità del sistema, servono criteri tecnico-organizzativi per promuovere l'omogeneità di cura sul territorio nazionale e la criticità della mancanza di una remunerazione unica va superata con una tariffa massima unica nazionale. Queste alcune delle proposte contenute nel documento approvato dalle Regioni e presentato in audizione alla Commissione Affari sociali nell'ambito dell'indagine conoscitiva in materia di "distribuzione diretta" dei farmaci.
Regioni: i vantaggi della distribuzione diretta
Il Documento, approvato dalla Conferenza delle Regioni, riflette posizioni diverse rispetto a quanto rappresentato dalla Vicepresidente della Regione Lombardia, Letizia Moratti vicepresidente della Commissione salute della Conferenza. Secondo Regioni, infatti, la leva economica generata dalla distribuzione diretta "è coerente con la necessità della continua ricerca dell'equilibrio dei volumi di spesa farmaceutica delle Regioni e consente l'ottimizzazione dell'utilizzo delle risorse economiche pubbliche a beneficio della presa in carico del maggior numero di assistiti". Inoltre, la Diretta "consente di assistere con maggiore qualità il paziente in termini di conoscenza complessiva dei farmaci, di farmacovigilanza, di controllo della capacità del paziente di seguire la terapia prescritta e di un rapporto continuo tra il farmacista che eroga e il paziente che ritira il farmaco". Mentre "nella convenzionata e DPC il paziente è libero di recarsi presso qualsiasi farmacia e quindi viene meno - anche per legge - la possibilità di creare un rapporto di continuità dell'erogazione dei farmaci tra una stessa farmacia e uno stesso cittadino". Le Regioni sottolineano anche che con una "adeguata procedura organizzativa non si crea alcun disagio al paziente, ma anzi si realizza una presa in carico congiunta medico-farmacista con un beneficio potenziale, in quanto vengono contestualmente garantite il follow-up clinico da parte dello Specialista e la distribuzione contemporanea e diretta del farmaco da parte dei Farmacista Ospedaliero/di Asl".
PNRR e DM71: la diretta nelle linee progettuali per lo sviluppo dell'assistenza territoriale
Lo sviluppo dell'assistenza territoriale secondo le linee progettuali sostenute dal PNRR ed esplicitate nel DM. 71, sono l'ambito in cui si può sviluppare l'erogazione diretta garantendo la prossimità "attraverso l'home delivery che potrà prevedere l'erogazione di Farmaci a domicilio del paziente o direttamente presso le Case di Comunità o Ospedali di comunità". Per una maggiore omogeneità di cura sul territorio nazionale, le Regioni propongono di "individuare dei criteri tecnico-organizzativi" e per superare la "criticità" della mancanza di una remunerazione unica la proposta è di "una tariffa massima unica nazionale, in analogia a quanto è stato previsto per alcuni servizi in farmacia come la somministrazione di vaccini o l'esecuzione dei test antigenici considerando purtuttavia l'insieme dei servizi svolti dalle farmacie al fine di non esitare - laddove possibile - nella frammentazione della remunerazione dei singoli servizi erogati nell'ambito della farmacia dei servizi e quindi a garanzia della sostenibilità economica del sistema sanitario ipotizzando anche la transizione verso la valorizzazione di un servizio reso dalla farmacia per paziente laddove l'insieme dei servizi erogati sia più esteso o complesso".
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A cura di Cristoforo Zervos
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