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27 Maggio 2022

Busta paga e bonus: al via una tantum contro inflazione. Beneficiari, automatismi e limiti di reddito


Tra le diverse misure stanziate per sostenere lavoratori e imprese c'è il bonus una tantum per dipendenti, pensionati e altre categorie. Ecco come funzionano automatismi e limiti di reddito


Tra le diverse misure stanziate per sostenere lavoratori e imprese contro la crisi legata alla guerra in Ucraina, il carovita e la perdita di potere d'acquisto delle famiglie c'è il bonus una tantum per dipendenti, pensionati e altre categorie. Un sostegno, definito all'interno del cosiddetto Decreto Aiuti pubblicato in Gazzetta Ufficiale, i cui effetti possono essere visti già sulla busta paga di luglio. Ma chi sono i beneficiari? Quali sono gli automatismi e che cosa occorre fare per ottenerlo?

Confermato bonus di 200 euro: i limiti di reddito

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del cosiddetto Decreto Aiuti (n. 114 del 17 maggio 2022) sono state confermate una serie di misure per contrastare la crescita dell'inflazione e il caro energia che sta mettendo in difficoltà imprese e famiglie. Un contributo introdotto che va a vantaggio dei lavoratori - ma anche di disoccupati, pensionati, titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, stagionali, percettori del reddito di cittadinanza, lavoratori domestici, autonomi e occasionali - è il bonus una tantum di 200 euro. Finanziato con 6,5 miliardi di euro, che saranno coperti con la tassa sui profitti dell'energia, si stima interesserà circa 31,5 milioni di persone. Una platea che è andata allargandosi man mano nelle limature della misura. Un requisito per ottenerlo, nella maggior parte dei casi, è un reddito, per l'anno 2021, non superiore a 35.000 euro, ma, in base alla categoria lavorativa a cui si appartiene, variano le modalità di erogazione, che possono essere automatiche o tramite domanda all'Inps o all'ente incaricato.

Per dipendenti erogazione in busta paga di luglio. Le perplessità sollevate

Chi lo riceverà in maniera automatica? Innanzitutto, i lavoratori dipendenti, che lo vedranno accreditato direttamente con la busta paga di luglio da parte dei datori di lavoro. Il requisito, va detto, è aver beneficiato, in uno dei mesi del primo quadrimestre 2022, della riduzione contributiva dello 0,80%, prevista dalla legge di Bilancio. Una previsione che secondo alcuni esperti rischia di non essere di facile applicazione e di generare disparità. Altro aspetto che suscita perplessità, come si legge in un articolo del Sole 24 ore dell'altro ieri, è che "il decreto prevede che il datore provveda automaticamente a riconoscere il bonus, ma solo dopo che il lavoratore abbia rilasciato una dichiarazione in cui attesta di non essere beneficiario del bonus ad altro titolo (in quanto pensionato o perché il nucleo familiare è destinatario del reddito di cittadinanza). Va osservato che questo adempimento genera un pesante onere burocratico di cui si deve far carico il datore". Tra le altre categorie per le quali è previsto l'automatismo ci sono anche i disoccupati (per i quali il bonus verrà erogato con l'Assegno,) i pensionati (nel cedolino) e i beneficiari del reddito di cittadinanza (sulla card ricevuta) e in questo caso l'importo viene conferito direttamente dall'Inps. Le altre categorie di lavoratori, invece, dovranno presentare una domanda.

Contributo per lavoratori autonomi e professionisti

Va detto poi che il bonus è stato allargato anche ai lavoratori autonomi e professionisti: sarà istituito un fondo del valore di 500 milioni di euro (nelle prime bozze circolate la cifra prevista era di 400 milioni). Sarà poi un decreto ministeriale, emanato entro 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, a definire criteri di reddito e modalità per le erogazioni. "Sempre l'Inps poi" si legge in un approfondimento di settimana scorsa del Corriere "dovrà ricevere domanda anche dai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co) con contratto attivo alla data di entrata in vigore del decreto che intendono ricevere l'indennità. Anche in questo caso il reddito derivante dal rapporto di lavoro non deve essere superiore ai 35 mila euro nel 2021".

Rivista la disciplina del bonus formazione del personale

Infine, c'è un altro importante intervento contenuto nel Decreto Aiuti che riguarda la revisione della disciplina del bonus formazione 4.0: "le aliquote del credito d'imposta per le spese di formazione del personale dipendente, finalizzate all'acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese" fa il punto la Fondazione dei consulenti del lavoro, "aumentano dal 50% al 70% per le piccole imprese e dal 40% al 50% per le medie imprese, a condizione che le attività formative siano erogate dai soggetti individuati da un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico - da emanare entro il 17 giugno - e i risultati siano certificati secondo le modalità che saranno stabilite dallo stesso decreto. Per i progetti di formazione avviati successivamente al 18 maggio che non soddisfino tali condizioni, invece, le misure del credito d'imposta sono diminuite al 40% per le piccole imprese e al 35% per le medie imprese".

Francesca Giani

TAG: FARMACISTI, BUSTA PAGA

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