Studi clinici: intervento del farmacista in screening pazienti migliora tassi di arruolamento
Il farmacista ospedaliero potrebbero avere un ruolo nello screening iniziale dei pazienti da arruolare negli studi verificando chi è adatto e chi no a partecipare
Al di là del suo ruolo nel controllare i farmaci somministrati nell'ambito dei trials clinici, il farmacista ospedaliero potrebbe essere coinvolto, come parte di team multidisciplinari, già nella fase di screening delle sperimentazioni, per valutare quali pazienti sono adatti a partecipare agli studi clinici; una strategia che raddoppierebbe i tassi di arruolamento. A parlarne, riportando la sua esperienza nell'ambito del progetto MYLUNG Consortium, è stata l'esperta Beth Koselke in un'intervista a Pharmacy Times, rilasciata in occasione dell'incontro 2022 dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO).
L'esperienza sul campo: raddoppia numero di pazienti arruolati
Il MYLUNG Consortium americano è un progetto che mette insieme ricercatori e fornitori all'interno del network oncologico USA e della ricerca in ambito tumorale, insieme a partner impegnati nelle scienze della vita e associazioni di pazienti. L'obiettivo è promuovere la ricerca nell'ambito del tumore del polmone non a piccole cellule in fase avanzata, soprattutto per quel che riguarda i test molecolari e gli ostacoli all'accesso a questi esami, fondamentali per avere terapie mirate e più efficaci. Nell'ambito del progetto, che consiste di uno studio osservazionale che valuta la fattibilità di testare biomarkers prima che un paziente inizi una terapia per il tumore del polmone, l'esperta ha sottolineato il contributo del farmacista nell'arruolamento, analizzando lo scenario prima e dopo l'intervento di questo professionista sanitario attraverso report settimanali. Dai risultati raccolti, l'esperta ha sottolineato che, con l'intervento del farmacista, è stato possibile raddoppiare i tassi di arruolamento tra i sei siti in cui questi professionisti sanitari erano coinvolti in questa fase. In particolare, ha spiegato Koselke, si è passati da 3,4 pazienti arruolati al mese a 6,6.
Farmacisti sottoutilizzati: coinvolti solo nel controllo delle somministrazioni
I farmacisti, dunque, coinvolti in team multidisciplinari, possono dare un contributo importante e fornire beneficio all'intero processo, dalle fasi di arruolamento. Attualmente, però, come sottolineato dalla stessa esperta, "una porzione sottoutilizzata di farmacisti è impiegata nell'arruolamento dei trials clinici". Generalmente, infatti, il ruolo di questi professionisti sanitari nel contesto delle sperimentazioni cliniche riguarda quello di assicurarsi che i pazienti ricevano il giusto farmaco, al corretto dosaggio e seguendo lo schema di somministrazioni indicato nella sperimentazione, quando, però, i pazienti sono stati già arruolati negli studi clinici. Tuttavia, ha spiegato Koselke, "i farmacisti possono avere un ruolo nello screening dei pazienti, quindi nel valutare se rientrano nei criteri di inclusione ed esclusione richiesti dagli studi". Quando i medici sono troppo oberati, "il farmacista può essere una risorsa per dare un'occhiata in più al processo", come ha concluso l'esperta.
Sabina Mastrangelo
Fonte
Pharmacy Times - https://www.pharmacytimes.com/view/expert-discusses-the-impact-of-pharmacist-intervention-in-clinical-trial-enrollment
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