Pillola gratuita. Dopo rinvio del Cda Aifa Lorenzin (Pd) chiede accesso ad atti delle Commissioni
Il governo deve fare chiarezza sulla rimborsabilità della pillola anticoncezionale, lo sottolinea l'ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin (Pd) sulla sua pagina Facebook e sui social
La pillola anticoncezionale va a carico della sanità pubblica o no? Il governo deve fare chiarezza. Lo sottolinea l'ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin (Pd) sulla sua pagina Facebook e sui social. Il CdA dell'Agenzia del farmaco - organo del ministero della Salute - non ha ancora deciso. Ma il verdetto era atteso già il 24 maggio scorso.
Lorenzin: accedere agli atti di Cts e Cpr per capire come stanno davvero le cose
Lorenzin sottolinea che il silenzio del Consiglio d'amministrazione guidato dal presidente Giorgio Palù mina l'indipendenza degli organi tecnici dell'Agenzia. E cioè dell'attuale Commissione Tecnico Scientifica e del Comitato Prezzi e Rimborsi dell'Aifa: a fine aprile era stato reso noto che quest'ultimo il 21 aveva dato il via libera. In realtà entrambi gli organismi, in base alla legge di riforma Aifa, si erano pronunciati mentre erano in prorogatio, in attesa di essere accorpati in un'unica commissione con un direttore scientifico. Quell'attesa doveva durare fino a giugno, in base alla legge Aifa, ma in realtà i due organismi resteranno insediati fino ad ottobre, come prevede il recente decreto-legge 4 maggio "disposizioni urgenti in tema di Pubblica Amministrazione". Il timore è che restino organi azzoppati e tutte le loro decisioni possano essere viste come sindacabili dal consiglio di amministrazione Aifa. «La riforma dell'Agenzia non è ancora attuata ma sembra già evidente l'interferenza della politica con le decisioni di organi terzi come Cts e Cpr Aifa», scrive Lorenzin. E aggiunge: «A questo punto vogliamo accedere agli atti di Cts e Cpr per capire come stanno davvero le cose. Quello che sta succedendo è chiaramente una decisione che non ha nulla di tecnico. Almeno dicessero apertamente che non vogliono rendere gratuita la pillola anticoncezionale e si assumessero la responsabilità politica di questa scelta».
In merito alla concessione della pillola a carico del Servizio sanitario, il costo stimato della contraccezione a carico della collettività sarebbe 140 milioni di euro; tenendo presente che in Lazio, Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte, Puglia e Trentino la pillola è già in prontuario, dispensata gratuitamente nei consultori. Leggermente diverse da una regione all'altra, le normative regionali comunque danno priorità alle giovani fino a 25 anni e alla fascia successiva tra 25 e 46 anni declinata in base al reddito ed alle condizioni di occupazione. In una recente audizione il ministro dei rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha spiegato che la stima di una copertura da 140 milioni di euro comprende i contraccettivi "daily" e non i nuovi "depot", perché è prioritario «garantire che la scelta di Cts e Cpr sia in linea con il tetto di spesa farmaceutica programmato». All'audizione ha fatto seguito un'interrogazione della stessa senatrice Lorenzin al ministro della Salute Orazio Schillaci, in cui si ricorda che attualmente la spesa delle donne in contraccettivi orali è ben 230 milioni di euro all'anno e che nel 2022 nella spesa farmaceutica convenzionata si sono risparmiati 727 milioni: una parte, anziché al ripiano del budget per la spesa per acquisti diretti (ancora una volta sforato) potrebbe andare a coprire questa necessità.
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A cura di Redazione Farmacista33
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