Violenze urbane in Francia: farmacie di turno possono rifiutare di prestare servizio di guardia
A seguito delle violenze urbane degli ultimi giorni le farmacie francesi potranno rifiutarsi di prestare servizio di guardia per motivi di scurezza
Di fronte al rischio di violenza urbana, che da alcuni giorni sta interessando la Francia, i farmacisti di turno possono esercitare il diritto di recesso del servizio di guardia. Questa è la decisione presa durante una riunione di crisi tra il gabinetto del ministero della Salute, la direzione generale della sanità (Dgs), il Consiglio nazionale dell'ordine dei farmacisti (CNOP) e le due organizzazioni sindacali (FSPF e USPO), per far fronte alle richieste di alcuni titolari dopo che diverse farmacie sono state prese di mira dalla violenza urbana in risposta alla morte d di Nahel, un giovane di 17 anni ucciso da un agente di polizia martedì 27 giugno. Lo riporta "Le quotidien du pharmacien", il giornale dei farmacisti francesi.
In Francia farmacie bruciate e saccheggiate
Le violenze urbane, che si sono verificate quasi ovunque in Francia, non hanno risparmiato le farmacie: dalla cronaca si apprende che alcune farmacie sono state bruciate e saccheggiate, in particolare a Montataire (Oise), Montargis (Loiret), Montreuil (Seine-Saint-Denis), Maxéville (Meurthe-et-Moselle), Saint-Pierre-des-Corps (Indre-et- Loire), Gaillon (Eure) e al porto di Reunion. Un certo numero di titolari ha manifestato il proprio rifiuto ad assicurare l'obbligo di assistenza. Una situazione problematica poiché i farmacisti sono gli unici operatori sanitari soggetti all'obbligo di continuità assistenziale. Nel corso di un incontro con i rappresentanti della professione e il Ministero della Salute, si è deciso di inviare un messaggio a tutte le farmacie attraverso l'Ordine dei Farmacisti. Anche se la stesura di questo messaggio è in corso di validazione, Le quotidien ne ha riportato il contenuto.
"I farmacisti che ritengono di dover esercitare il diritto di recedere dal regime di guardia per motivi di sicurezza devono riferire alla propria Agenzia sanitaria regionale (ARS), affinché questa possa adottare misure per garantire l'accesso alle cure sul territorio", spiega Philippe Besset, presidente della Federazione dei sindacati farmaceutici francesi (FSPF). Tra le misure che si potrebbero prendere: la requisizione di alcune farmacie. "Ma in questo caso, le forze dell'ordine saranno distaccate per garantire la sicurezza della farmacia", precisa Besset. Inoltre, i sindacati stanno lavorando per fornire l'elenco di tutte le farmacie di turno nei prossimi tre giorni e tre notti, in modo che l'Ars, di concerto con il prefetto, possa integrarle nei perimetri di sicurezza. Secondo Pierre-Olivier Variot, presidente dell'Unione dei farmacisti di comunità (USPO), ci sono stabilmente, al di fuori dell'orario di lavoro, 1.150 farmacie di turno in tutto il territorio.
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A cura di Redazione Farmacista33
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