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24 Ottobre 2023 Disagi per i pazienti per ritirare i farmaci ospedalieri in Emilia-Romagna: in coda per ore. Mignani (Ordine dei farmacisti): chiedete alla farmacia territoriale se sono reperibili

Per ritirare i farmaci prescritti dallo specialista ospedaliero, i cittadini devono fare ore e ore di attesa nelle farmacie ospedaliere dell’Emilia-Romagna. I pazienti a volte devono assentarsi dal lavoro prendendo permesso o mezza giornata di ferie per poter ritirare la cura. Il problema, momentaneamente superato durante la pandemia quando le farmacie territoriali distribuivano gratuitamente i farmaci ospedalieri, ora si è riproposto. A segnalare nuovamente i disagi che si registrano sul territorio è il presidente dell’ordine dei farmacisti dell’Emilia-Romagna Giulio Mignani che chiarisce la situazione in corso e ricorda ai cittadini di chiedere alla propria farmacia di fiducia se lo stesso farmaco è reperibile anche lì. Lo riporta la stampa locale, NewsRimini.
Grande richiesta a fronte di poche farmacie ospedaliere
Innanzitutto, dice Mignani, “Il problema non è dovuto ad una cattiva gestione o a qualche mancanza, ma è dovuto all’altissima percentuale di utenti che deve ritirare farmaci acquistati dall’ospedale e pochi punti di distribuzione”. Infatti le farmacie ospedaliere sono poche (3 o 4 a provincia) rispetto al numero di utenti, ma l’Ordine dei farmacisti e l’Ausl Romagna stanno comunque lavorando per trovare risposte al problema. Qualcosa è stato già fatto ma si tratta di un percorso lungo. L’obiettivo, spiega Mignani, è quello di “spostare il più possibile sul territorio, unendo i risparmi che possono derivare dall’acquisto centralizzato alla capillarità della distribuzione. Quando le farmacie distribuiscono un farmaco ospedaliero si accontentano di un piccolo margine di pochi euro”. Anche perché solitamente quelli distribuiti negli ospedali sono farmaci nuovi o terapie innovative con costi molto elevati e devono essere costantemente monitorati. “Questi farmaci – continua Mignani – vengono prescritti dallo specialista ospedaliero che redige il piano terapeutico e poi il medico di base li prescrive sulla base di questo piano. Bisogna quindi passare dall’ospedale per farlo vidimare e controllare. L’ultima novità è che questo controllo del piano terapeutico può essere fatto anche nella farmacia del territorio”.
A breve dispositivi medici per diabetici reperibili in farmacia
In realtà poi molti farmaci, come quelli per diabetici, sono già reperibili in farmacia: “gli utenti dovrebbero chiederne la disponibilità al proprio medico di base o allo stesso farmacista. Spesso la risposta è ‘si’. Mignani accenna anche ad una possibilità a cui si sta lavorando e che riguarda i dispositivi medici, in particolare quelli per i diabetici: “Tra pochi mesi dovrebbero tornare in farmacia i device per i diabetici aghi, penne, strisce per la misurazione, i nuovi lettori quelli a contatto corporeo”. Questo riporterà “la sanità più vicina al cittadino, sul territorio. In farmacia e i farmacisti possono fare molti tipi di analisi esami. L’idea è quella di tornare ad utilizzare la farmacia come terminale finale del sistema sanitario”.
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