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28 Febbraio 2024 A margine dell’indagine dell’Osservatorio sulle cure di prossimità farmacisti, farmacie, medici e istituzioni si confrontano per disegnare l’assistenza territoriale indicata dal DM77

L'analisi dell'Osservatorio "Le cure di prossimità. Evoluzione e opportunità”, presentate ieri a Roma (Farmacista33 - 27 febbraio 2024) ha mappato i bisogni, proposte di miglioramento e strumenti operativi per una sanità territoriale efficace e per il futuro della farmacia dei servizi è necessario farmacia per “essere più vicini al paziente o meno vicini alla burocrazia”. Questo il commento di Andrea Mandelli a margine dell’evento che si è tenuto ieri presso Agenas realizzato da Fondazione Cannavò e Fofi, con la regia di Edra, in collaborazione con Federfarma, Fnomceo, Fimmg, Sifo, Assofarm, Fenagifar, Cittadinanzattiva, Università Bocconi.
I farmacisti: esperti del territorio pronti a lavorare in team multidisciplinari
L’analisi dell’Osservatorio, che è stata presentata, sicuramente conferma e conforta le previsioni federali nell'ambito dello studio del futuro della farmacia dei servizi – ha detto Mandelli. - I punti salienti che emergono sono sicuramente la necessità di semplificare, perché abbiamo bisogno di essere più vicini al paziente o meno vicini alla burocrazia. Abbiamo bisogno di lavorare in team, in questo senso il DM 77 può essere un primo passo che, anche alla luce delle revisioni che saranno messe a punto quei tavoli di lavoro, potrà essere una importante strategia per il futuro del paese. C’è anche una tema di formazione, che sia sempre più orientata a sviluppare team e a formare i professionisti del futuro sulle nuove necessità. Dobbiamo mettere a terra tutto quanto di buono è contenuto del Pnrr. È un compito gravoso da fare velocemente ma è anche un compito che abbiamo per il rispetto delle generazioni che verranno”.
Nelle cure di prossimità, c'è un cambio di paradigma in cui è “necessario superare la logica dei silos” ha commentato il presidente della Fondazione Cannavò Luigi D’Ambrosio Lettieri: “La fondazione Cannavò ha voluto, con l'Osservatorio, non soltanto individuare i punti di forza che sul territorio sono ampiamente dimostrati dal ruolo svolto dal farmacista e dalla funzione della farmacia come presidio polifunzionale della sanità territoriale, ma anche di individuare i punti in cui c'è bisogno di impegnarci con maggiore determinazione”. In questo scenario, “la sanità digitale occupa uno spazio fondamentale per il processo di estensione di tutto ciò che essa prevede, è fondamentale iniziale per esempio dalla telemedicina dalle attività in teleconsulto che consentiranno anche di portare i servizi resi dal nostro sistema sanitario anche nelle zone periferiche nelle aree rurali e nelle aree interne che sono sprovviste molto spesso di attività sanitaria strutturata ad eccezione della farmacia che esiste ovunque”. Infine, il fascicolo sanitario elettronico: “Rappresenta lo strumento che consente di creare interconnessioni a beneficio della qualità dell'assistenza e di una maggiore velocità nell'erogazione di risposte alla domanda di salute da parte dei cittadini”.
Una strategia per far funzionare le cure sul territorio, secondo Marco Cossolo uno dei problemi di mantenere sul territorio è “creare un sistema organico che coordini i vari professionisti sul territorio. Sicuramente qualcosa non è funzionato durante il covid e si è capito che bisogna migliorare se anche investito parecchi sono fare il tema importante. Gli allegati al DM 77 saranno lo strumento con cui capire come coordinare i vari professori del territorio”.
“Parlare di sanità di prossimità sembra un po’ scontato oggi è diventato imprescindibile” ha commentato Erika Mallarini SDA Bocconi, a margine della sua presentazione dei dat: “Il Covid ha fatto comprendere ai cittadini l'importanza di modificare un sistema che era ospedalecentrico, hanno capito quanto è importante che sia la sanità ad andare da loro. Inoltre, il sistema digitale utilizzato ha consentito che si diffondessero degli strumenti che prima sembravano riservati solamente a pochi”. Nell’osservatorio, ha aggiunto, si presentano “soluzioni concrete focalizzate sulla sanità digitale, in tutte le sue componenti, nell'ambito della visione dei medici, dei farmacisti ma anche dei pazienti e della farmacia di comunità. Il digitale va bene, però serve un punto di contatto. Ci muoviamo, quindi, verso un sistema phygital e cercheremo di fare delle proposte che possano essere accolte, affinché si possa finalmente andare a risolvere il problema della prossimità”.
“In un sistema molto frammentato è importante avere un Osservatorio che riesce a vedere dall'alto tutti i problemi e tutti i componenti e a proporre soluzioni – ha affermato Pier Luigi Bartoletti Vicesegretario vicario di FIMMG. “Sul territorio ci sono molte professioni, molti punti di vista diversi, ma bisogna trovare il punto comune. Tutto questo in virtù del fatto che il cittadino vive a casa e vicino casa deve trovare il più possibile i servizi, sia medici che non medici e soprattutto anche la porta d'ingresso all’eccellenza, perché oggi la sanità è ricca di innovazione”.
Istituzioni: investimenti su digitalizzazione per un domicilio come luogo di cura
Prosegue il grande investimento sul sistema sanitario e sulla sua digitalizzazione – ha affermato Domenico Mantoan, Direttore Generale Agenas con riferimento al Pnrr e all’utilizzo dei dati sanitari in telemedicina “per poter fare previsione, ricerca”. E ricorda che è stata data la “possibilità ad Agenas di concludere il percorso di intelligenza artificiale legata alle cure primarie al fine di identificare un algoritmo italiano per la cura e per l'utilizzo dei dati sanitari”.
L'Osservatorio ha permesso di ascoltare la voce dei cittadini, dei farmacisti e dei medici per mettere in evidenza le criticità e le opportunità, ha detto Marcella Marletta Coordinatore Comitato Scientifico Fondazione Cannavò. “Il cittadino sente ancora la lontananza e il team multidisciplinare, non è formato rispetto a questa prossimità e non ci sono modelli organizzativi in grado di coinvolgere nello stesso modo in tutta Italia. Emerge ancora una disparità tra le regioni e poca conoscenza del fascicolo sanitario elettronico. Non ci sono ancora esperienze perché il cittadino senta la prossimità. Serve formazione, come trasmissione di sapere all'intero team multidisciplinare. Ma anche al cittadino-paziente deve passare anche per una implementazione della digitalizzazione per un corretto uso di terapie digitali e di avanzamento delle tecnologie che permettano di arrivare veramente al domicilio del paziente”.
“L'Osservatorio di fatto vuole condividere le attività che hanno qualificato la professione in ambito territoriale– ha affermato Arturo Cavaliere Presidente SIFO –. In questo, i farmacisti territoriali e farmacisti dei servizi farmaceutici, ospedalieri e territoriali sono un link professionale vincente che alla luce del covid 19 e delle nuove riforme sanitarie – pensiamo appunto alla DM 77 –sempre di più qualificheranno il percorso terapeutico del paziente”.
La prossimità e il domicilio come luogo di cura sono al certamente al centro dell'attenzione anche delle politiche investimenti del Pnrr – ha affermato Americo Cicchetti direttore generale Programmazione del Ministero della Salute. “Nel percorso di digitalizzazione è fondamentale avere la possibilità di tracciare tutto quello che accade intorno al paziente dal punto di vista dei dati clinici ma anche economici”. I dati sono strumenti “preziosi per fare una programmazione che restituisca efficienza, efficacia e appropriatezza nell’utilizzo delle strutture del Ssn e di quelle previste dal DM 77 compresa la farmacia, per la corretta presa in carico del paziente. Il ruolo dell’Asl sarà centrale con i suoi meccanismi e prima di tutto il PAI”.
La prossimità non è più una sfida ma una necessità, ha detto Achille lachino, Direttore generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico del Ministero della Salute. “Noi che ci occupiamo di sanità pubblica abbiamo il dovere di coniugare il concetto di prossimità con quello di eccellenza. Abbiamo gli strumenti per farlo, in primis il sistema dei dispositivi medici”.
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