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22 Marzo 2024 La farmacia può giocare un ruolo, come delineato dai processi di riforma e rilancio della sanità territoriale, per supportare il Piano nazionale per la gestione delle liste d’attesa

Analisi di prima istanza, funzionali al controllo degli indicatori per rilevare eventuali ingravescenze dei pazienti cronici da comunicare tempestivamente ai medici di medicina generale, prestazioni di telemedicina e telecardiologia, da effettuare anche in locali separati, somministrazione di vaccini, esecuzione di test con prelievo di campione biologico, dispensazione attiva del farmaco per controllare aderenza terapeutica e interazioni. Sono queste alcune delle direttrici in cui la farmacia può giocare un ruolo, come delineato dai processi di riforma e rilancio della sanità territoriale. Un percorso tanto più importante in uno scenario in cui carenza di personale medico e sanitario e liste di attesa rappresentano le criticità che più preoccupano per la tenuta del servizio.
Liste di attesa: al lavoro per Piano nazionale. Necessario mappare tutta l’offerta
Gli spunti sono emersi nel corso del convegno “Salute e Sanità, una sfida condivisa” organizzato ieri da Adnkronos che ha visto l’intervento del Ministro della Salute, Orazio Schillaci: «Le liste d’attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici sono una delle criticità al centro dell’attenzione e, tra le azioni di contrasto al fenomeno, diventa indispensabile monitorare appieno, Regione per Regione, l’effettiva offerta e le criticità» espresse da ogni territorio. Fondamentale poi è che vi sia una regia, «un centro unico di prenotazione, che raccolga le prestazioni delle strutture del Ssn e del privato convenzionato», in modo da avere una mappatura completa e più accessibile di quanto disponibile. Anche l’appropriatezza prescrittiva è un altro tema su cui lavorare, attraverso per esempio «protocolli, con l’obiettivo di ridurre esami inutili, dannosi per il cittadino e per le liste di attesa». Il Ministro ricorda poi la costituzione del Tavolo di lavoro sul tema, il cui obiettivo è anche quello di «redigere un Piano nazionale per le liste di attesa».
In merito alla fuga di medici e operatori sanitari all’estero, «verso Paesi dove trovano condizioni di pagamento e organizzative» più rispondenti alle proprie necessità «prosegue il nostro impegno, diretto anche a cercare di favorirne un ritorno in Italia. Stiamo facendo le valutazioni economiche per mettere appunto uno strumento, di natura anche fiscale».
Ruolo farmacia in telecardiologia e analisi per controllo indicatori di patologia
Ma centrale resta lo sviluppo della sanità di prossimità, veicolata anche attraverso il DM 77, ha sottolineato Marco Cossolo, presidente di Federfarma. «Il lavoro istituzionale è attualmente diretto soprattutto ad approfondire e declinare i diversi aspetti nell’applicazione degli Allegati, ma la strada è tracciata». Per quanto riguarda la farmacia, snodo di prossimità sul territorio, «sono quattro le principali direttrici: analisi di prima istanza, funzionali al controllo degli indicatori di eventuali ingravescenze o stabilizzazione dei pazienti cronici - da comunicare tempestivamente ai medici di medicina generale -, telemedicina e telecardiologia anche in locali separati, somministrazione di vaccini, esecuzione test con prelievo di campione biologico, dispensazione attiva del farmaco per controllare aderenza terapeutica e interazioni - quest’ultimo aspetto confermato anche dalle misure sul trasferimento di farmaci alla convenzionata contenute nella Legge Bilancio 2024».
Frammentazione regionale resta criticità da affrontare
Per Cossolo, restano comunque alcune criticità, prime tra tutte «la frammentazione e la diversa declinazione delle norme che viene fatta a livello regionale», ma anche la necessità di una maggiore integrazione tra tutti gli attori del territorio: «Penso che sarebbe necessario avviare un tavolo che veda la partecipazione di infermieri, farmacisti e medici di medicina generale, per mettere a punto un modello operativo che funzioni e sia in grado di rispondere a tutte le esigenze».
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