Vaccini
07 Maggio 2024In Italia sono stati disattesi gli obiettivi della Circolare del Ministero della Salute di agosto 2023: la copertura vaccinale anti-Covid nel 2023 è rimasta al 13% tra le più basse in Europa. SItI e Simit lanciano 5 proposte per raggiungere il 75% dei pazienti fragili

Nel 2023 l’Italia ha raggiunto una copertura vaccinale contro il COVID-19 del 13% circa, disattendendo gli obiettivi della Circolare del Ministero e tra le più basse in Europa con la conseguenza di 10mila decessi e 82mila ricoveri. Lo segnalano gli igienisti della SItI e gli infettivologi della SIMIT che propongono, tra le altre cose, tempistiche precise per definire le popolazioni target e garanzie di approvvigionamento e scorte di dosi di vaccini a Rsa, Mmg e farmacie con l’obiettivo di raggiungere il 75% dei pazienti fragili.
Disattesi gli obiettivi posti dalla Circolare del Ministero
Nell’ultimo anno, in Italia, le coperture vaccinali anti-Covid sono rimaste a livelli molto bassi sebbene il coronavirus resti una grave minaccia per la popolazione fragile: secondo i dati dell’ultima stagione invernale in Italia si sono contati “ben 10mila decessi e 82mila ricoveri, soprattutto tra anziani e pazienti fragili, come malati cronici e immunodepressi, il più delle volte non vaccinati”.
Il tasso di copertura vaccinale anti-Covid nell’ultimo anno è rimasto particolarmente basso: sono state infatti somministrate poco più di due milioni di dosi. Ipotizzando anche che i destinatari siano stati solo soggetti anziani e fragili, il tasso di copertura in queste popolazioni resta fermo al 13%, uno dei livelli più bassi in Europa, come riportano i dati dell’ECDC.
Disattesi quindi gli obiettivi posti dalla Circolare del Ministero della Salute del 14 agosto 2023, la Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI) insieme alla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT), hanno redatto un Documento congiunto per stimolare alcune azioni urgenti per favorire una più ampia diffusione della copertura vaccinale nella prossima stagione. L'approccio corretto e vincente prevede più vaccini diversi che possano rispondere all'appropriatezza vaccinale individuale, in sostanza un vaccino "giusto" per ogni singolo paziente, una sorta di prevenzione sartoriale per una larga fetta di cittadini.
Le 5 azioni proposte dal documento SItI e SIMIT
Il documento “Proposte di azioni urgenti per la prossima campagna vaccinale COVID-19 in Italia” redatto dagli specialisti di SItI e SIMIT si propone come punto di partenza per accendere i riflettori sulla campagna vaccinale della prossima stagione 2024-2025. L’obiettivo da perseguire è incrementare la copertura vaccinale contro il COVID-19 sino ai livelli dell’antiinfluenzale (minimo 75% nel target per età e nei soggetti a rischio).
Per favorire il raggiungimento di questo fine, vengono proposte cinque azioni da avviare quanto prima:
“Una scorretta e non incisiva informazione, insieme ad una non brillante organizzazione – precisa la Prof.ssa Roberta Siliquini, Presidente SItI – ci pone come maglia nera europea per la protezione di anziani a fragili. Ci auguriamo che, con il contributo di tutti, la prossima campagna vaccinale possa risultare più efficace nel prevenire una patologia che rimane, per questi soggetti, di importante severità. E’ necessario, inoltre, poter garantire un accesso equo a tutti i diversi vaccini disponibili nell’ottica di una prevenzione personalizzata.”
“Ad oggi il COVID-19 rappresenta ancora una minaccia per il SSN, pur non essendo più un’emergenza come negli scorsi anni – sottolinea Roberto Parrella, Presidente SIMIT – I numeri relativi a decessi e ospedalizzazioni, con una concentrazione di casi con un grado di severità moderato e grave nelle popolazioni più anziane e con condizioni di aumentato rischio (patologie croniche, immunodepressione) sono eloquenti, senza dimenticare le possibili conseguenze come il Long Covid. La vaccinazione resta lo strumento più efficace per la prevenzione della malattia ed è importante che venga effettuata nei mesi iniziali della stagione autunnale prima di un possibile periodo critico di diffusione del virus come già accaduto negli anni scorsi”.
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