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20 Maggio 2024Le associazioni di pazienti, Cittadinanzattiva e Anmar (pazienti reumatici) esprimono posizione favorevole sulla Determina Aifa che ha spostato oltre 200 farmaci per i diabetici alla distribuzione in regime convenzionale nelle farmacie di comunità

Trovare i farmaci già disponibili nella propria farmacia di riferimento va incontro ai cittadini con patologia cronica e con i farmacisti in un ruolo sempre più attivo per accrescere i livelli di aderenza, ci sarà a medio termine anche un risparmio per il Servizio sanitario. Questa la posizione espressa dalle associazioni di pazienti, Cittadinanzattiva e nello specifico Anmar di pazienti reumatici, sulla Determina Aifa che ha spostato oltre 200 farmaci per i diabetici alla distribuzione in regime convenzionato nelle farmacie di comunità. Le associazioni sono intervenute in un dibattito aperto in seguito alle ipotesi che le Regioni avrebbero sollevato in merito ai costi generati dalle nuove norme sulla farmaceutica, tetti di spesa e riclassificazione dalla classe A-PHT alla classe A, introdotte con l’ultima legge di bilancio.
Le associazioni: vantaggi innegabili ai pazienti
Secondo il commento di Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva rilasciato all'Adnkronos, la scelta "va incontro alle esigenze delle persone, specie quelle più anziane o con difficoltà di mobilità, perché facilita l'accesso al farmaco e la possibilità dell'aderenza terapeutica. Trovare i farmaci già disponibili nella propria farmacia di riferimento, specie se i farmacisti svolgeranno un ruolo sempre più attivo per accrescere i livelli di aderenza, è una misura che va incontro ai cittadini con patologia cronica e, a medio termine, potrà costituire anche un risparmio per il Servizio sanitario. Come considerazione generale - spiega Mandorino - ci piacerebbe vedere i diritti dei cittadini sempre al centro delle scelte di politica pubblica di Governo centrale e Regioni, anziché vederli evidenziati quando si tratta di dividersi come in questo caso e ignorati in altri, e ci riferiamo, ovviamente, ai Livelli essenziali di assistenza e all'ennesima proroga di qualche settimana fa al loro aggiornamento”.
Stessa linea espressa da Silvia Tonolo, Presidente di ANMAR ODV (Associazione Nazionale Malati Reumatici) che con una nota commenta le ipotesi di aumento dei costi delle Regioni: “La distribuzione in farmacia di alcune terapie porterà vantaggi innegabili ai pazienti reumatici. Rendere più accessibile un farmaco determina cure migliori e anche una maggiore aderenza. Si paventa un aumento delle spese per le Regioni ed un danno economico per i cittadini, a fronte del passaggio di alcuni farmaci per il diabete dalla diretta alla convenzionata. Va sottolineato che lo spostamento comporterà benefici per l'intera collettività e nello specifico ai pazienti colpiti da malattie croniche. L'Italia è un Paese che presenta aree interne spesso carenti di infrastrutture e sprovviste di servizi essenziali. In questi contesti la farmacia è il primo e il più accessibile presidio sanitario, presente capillarmente anche nelle aree più remote. È evidente che sia più agevole per il malato reumatico, spesso anziano e con difficoltà motorie, ritirare il farmaco nella farmacia sotto casa piuttosto che percorrere chilometri per raggiungere una struttura sanitaria aperta per poche ore solo alcuni giorni a settimana. A nostro avviso rendere più equo l'accesso ai farmaci per i malati cronici significa garantire il diritto alla salute. Si tratta di un diritto fondamentale dell'individuo e significa anche rendere sostenibile il sistema sanitario per la diminuzione di costi sociali legati alle patologie croniche".
Interrogazione a ministro Schillaci
Il dibattito mediatico sui costi in seguito a queste misure, si è aperto nei giorni scorsi quando sono circolate le valutazioni delle Regioni in merito all’ipotesi di un aumento di spesa da 600 milioni di euro. Ipotesi su cui Marco Furfaro, capogruppo PD in Commissione Affari sociali e membro della segreteria nazionale Pd ha annunciato un’interrogazione al ministro della salute Orazio Schillaci: “Le nuove norme sulla farmaceutica, introdotte con l’ultima legge di bilancio, ipotizzano per le regioni un aumento di spesa da 600 milioni di euro. Dai nuovi tetti di spesa al nuovo sistema di remunerazione delle farmacie fino allo spostamento di alcuni farmaci dall’ospedaliera alla convenzionata l’impatto sui già pericolanti bilanci regionali potrebbe essere pesante. Presenterò un'interrogazione al ministro Schillaci per avere chiarimenti urgenti. Una decisione assurda: sono costi che il governo ha deciso per l'ennesima volta di scaricare sui cittadini e sulle regioni”.
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