Ricette false
03 Luglio 2026Un'indagine del Nas ha portato alla luce un presunto sistema fraudolento basato su ricette false e rimborsi per medicinali che non sarebbero mai stati dispensati. Le misure cautelari riguardano medici e farmacisti, indagati a vario titolo per corruzione, truffa aggravata ai danni del Servizio sanitario nazionale e falsità ideologica.

Prescrizioni intestate a pazienti ignari, emesse senza alcuna indicazione clinica e utilizzate per ottenere indebiti rimborsi dal Servizio sanitario nazionale e regionale. È l'ipotesi al centro dell'inchiesta dei Carabinieri del Nas di Reggio Calabria, che ha portato all'esecuzione di sei misure cautelari nei confronti di medici e farmacisti, indagati a vario titolo per corruzione, truffa aggravata ai danni del Ssn e falsità ideologica.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il presunto meccanismo fraudolento si basava sull'emissione di ricette formalmente intestate a pazienti inconsapevoli, ma redatte in assenza di visita medica e di qualsiasi necessità terapeutica. Le prescrizioni avrebbero consentito di richiedere rimborsi per medicinali che, secondo l'accusa, non sarebbero mai stati effettivamente dispensati.
In cambio delle prescrizioni, ai medici di medicina generale coinvolti sarebbe stato corrisposto un importo pari al 10% del valore dei farmaci indicati nelle ricette.
L'ordinanza cautelare è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura.
Sei i destinatari delle misure: tre persone sono state poste agli arresti domiciliari, per due è stato disposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre nei confronti di un medico è stata applicata una misura interdittiva con sospensione dall'esercizio dell'ufficio pubblico e divieto di esercitare la professione per sei mesi.
Secondo quando reso noto alla stampa, l'indagine ha coinvolto almeno tre medici di medicina generale e la titolare di una farmacia che, secondo gli inquirenti, avrebbe operato con la complicità del padre, anch'egli medico, e di un dipendente della farmacia. Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nas attraverso intercettazioni, perquisizioni e sequestri documentali, avrebbero consentito di ricostruire un presunto sistema organizzato finalizzato a conseguire indebite erogazioni a carico del Servizio sanitario nazionale e regionale. Secondo l'ipotesi accusatoria, l'obiettivo era ottenere rimborsi pubblici correlati a farmaci prescritti ma mai consegnati ai pazienti.
L'inchiesta è tuttora nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni formulate dalla Procura dovranno essere vagliate nel prosieguo del procedimento e la responsabilità degli indagati potrà essere accertata solo con sentenza definitiva.
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