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20 Giugno 2024Assofarm Lazio esprime la sua netta contrarietà, nel metodo e nel merito, nei confronti delle disposizioni emanate con l’art. 6 della Legge regionale n. 9/2024 del Lazio in materia di Distribuzione dei farmaci per conto del servizio sanitario regionale

Il Coordinamento regionale Assofarm Lazio esprime la sua netta contrarietà, nel metodo e nel merito, nei confronti delle disposizioni emanate con l’art. 6 della Legge regionale n. 9/2024 del Lazio in materia di Distribuzione dei farmaci per conto del servizio sanitario regionale
Le disposizioni della Regione Lazio in materia di Dpc che ha previsto una fortissima riduzione dell’aggio riconosciuto alle farmacie del territorio si traduce in un taglio medio nei bilanci delle farmacie attorno ai 20.000 euro annui ciascuna: il nuovo aggio ipotizzato non remunera nemmeno il mero costo del farmacista adibito al servizio. Lo sottolinea Enrico Cellentani Coordinatore Assofarm Lazio, che esprime la “netta contrarietà, nel metodo e nel merito”, nei confronti della Legge regionale n. 9/2024 del Lazio in materia di Distribuzione dei farmaci per conto del servizio sanitario regionale (DPC).
Farmacie comunali: condizioni sociali o territoriali marginali
La norma regionale ha previsto una fortissima riduzione dell’aggio riconosciuto alle farmacie del territorio per tale servizio, portandolo al livello minimo nazionale, “senza alcuna ponderazione né motivazione atta a giustificare il come ed il quanto di tale riduzione, che condurrebbe ad un taglio medio nei bilanci delle farmacie che potrebbe aggirarsi intorno ai 20.000 euro annui ciascuna” afferma Cellentani.
L nota di Assofarma ricorda che la Dpc un sistema grazie al quale alcuni farmaci importanti vengono acquistati da parte delle regioni ma distribuiti ai pazienti attraverso le farmacie. Meccanismo che agevola fortemente gli utenti che diversamente dovrebbero recarsi presso asl o ospedali.
“Il nuovo aggio ipotizzato non consente di remunerare nemmeno il mero costo del personale farmacista adibito alla gestione del servizio, che per ciascuna operazione oscilla tra i 6 e gli 8 euro, senza contare i costi di struttura, per aggi che in alcuni casi sarebbero dell’ordine di un euro”.
Il già precario equilibrio – aggiunge - in cui versano molte farmacie comunali, che spesso prestano la loro attività in condizioni sociali o territoriali a dir poco marginali, rischia di venire gravemente colpito da tale ingiusta iniziativa che, giova rammentarlo, è stata assunta all’insaputa delle rappresentanze di categoria che pure avevano in corso interlocuzioni dirette volte a trovare un punto di equilibrio tra i diversi interessi e legittime aspettative delle parti coinvolte”.
Farmacia dei servizi: sperimentazione ferma
“A fronte di tale unilaterale iniziativa la Regione Lazio è, peraltro, una delle poche in cui non è ancora partita alcuna sperimentazione in materia di remunerazione del SSN per la Farmacia dei servizi e che ha previsto l’uscita dal circuito delle farmacie dei presidi di diagnostica per diabetici”.
Assofarm Lazio, manifesta disponibilità a “operare per una revisione concordata della suddetta disposizione, in un quadro di intese e non di forzature, affinché si possa rafforzare e non indebolire il ruolo delle farmacie in generale e di quelle pubbliche in particolare, favorendo la distribuzione sul territorio dell’assistenza farmaceutica, l’equo riconoscimento dell’impegno delle farmacie, il consolidamento della farmacia dei servizi”. E confida di “trovare la disponibilità di tutti ad aprire un vero tavolo di confronto, sgombro da scelte unilaterali”.
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