Medicina
17 Luglio 2026Il ministro della Salute rilancia il ruolo delle Case della Comunità, annuncia un monitoraggio del loro funzionamento e nuove risorse per personale e sanità territoriale. Lo Snami avverte: non devono trasformarsi in mini pronto soccorso, ma restare luoghi dedicati alla gestione dei pazienti cronici e fragili.

Le Case della Comunità rappresentano uno degli elementi centrali della riorganizzazione dell'assistenza territoriale prevista dal Pnrr e dal DM 77, ma il confronto sul loro ruolo operativo resta aperto. Da un lato il ministro della Salute Orazio Schillaci rilancia la necessità di renderle pienamente funzionanti e annuncia nuovi investimenti nella sanità territoriale; dall'altro lo Snami richiama l'attenzione sul rischio che queste strutture vengano utilizzate soprattutto per alleggerire i pronto soccorso, perdendo la loro funzione principale di presa in carico dei pazienti cronici.
In un'intervista al Sole 24 Ore, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha indicato le Case della Comunità come uno dei pilastri del nuovo modello di assistenza territoriale, assicurando che il Ministero, con il supporto di Agenas, monitorerà il loro funzionamento. "Non basta aprirle, devono funzionare bene", ha affermato il ministro, sottolineando che le strutture "non devono essere scatole vuote".
Secondo Schillaci, le oltre 1.200 Case della Comunità realizzate rappresentano "una vera svolta per il Servizio sanitario nazionale" e potranno contribuire sia a ridurre la pressione sui pronto soccorso sia a migliorare la presa in carico di anziani e pazienti cronici attraverso équipe multidisciplinari.
Il ministro ha inoltre annunciato una campagna informativa per far conoscere ai cittadini i servizi disponibili e la distribuzione delle strutture sul territorio, chiedendo alle Regioni di predisporne una mappatura.
Tra gli esempi citati, Schillaci ha richiamato l'esperienza dei "cold spot" attivati in Lombardia durante le recenti ondate di calore. Secondo il ministro, gli spazi climatizzati allestiti nelle Case della Comunità rappresentano "non solo un posto dove avere refrigerio, ma anche una visita medica, evitando l'afflusso nei pronto soccorso", offrendo un supporto soprattutto agli anziani e alle persone più fragili durante le emergenze climatiche.
Guardando alla prossima legge di Bilancio, Schillaci ha annunciato che chiederà un incremento del Fondo sanitario nazionale. "La priorità sono i professionisti sanitari: vogliamo più assunzioni e aumentare le loro remunerazioni", ha dichiarato, ricordando che sono già stati stanziati 600 milioni di euro destinati al funzionamento delle Case della Comunità.
Il ministro ha inoltre ribadito la necessità di ridurre le disuguaglianze territoriali e di rafforzare il ruolo dei medici di medicina generale all'interno del nuovo modello organizzativo, richiamando anche l'obiettivo di migliorare il monitoraggio delle liste d'attesa attraverso la piattaforma nazionale.
Di diverso avviso lo Snami, che in una nota diffusa oggi invita a non identificare le Case della Comunità come lo strumento principale per decongestionare i pronto soccorso.
Secondo il sindacato, "l'accesso libero può certamente intercettare bisogni sanitari occasionali, ma se le Case della Comunità verranno trasformate secondo vecchi modelli in una 'guardia medica' diurna, si perderà l'obiettivo più importante: la presa in carico dei pazienti cronici e fragili".
Per la presidente nazionale dello Snami, Simona Autunnali, "la vera sfida della sanità territoriale non è gestire l'emergenza, ma intervenire prima che essa si verifichi, attraverso un'efficace presa in carico della cronicità". Senza un'organizzazione dedicata, avverte il sindacato, si rischia di sottrarre risorse alle attività di prevenzione e gestione delle patologie croniche che costituiscono il cuore della medicina generale.
Lo Snami esprime inoltre preoccupazione per le disposizioni contrattuali che prevedono lo svolgimento di parte dell'attività dei medici di medicina generale nelle Case della Comunità.
Secondo il sindacato, questa impostazione rischia di ridurre il tempo dedicato agli studi medici e all'assistenza domiciliare, proprio mentre l'invecchiamento della popolazione richiede un rafforzamento della medicina di prossimità.
Per questo lo Snami chiede una maggiore valorizzazione della medicina generale, investimenti sul personale e una formazione universitaria specialistica, ribadendo che la priorità dovrebbe essere la prevenzione e la gestione della cronicità, considerate gli strumenti più efficaci per ridurre ricoveri e pressione sugli ospedali.
ph.cr.magnific
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
10/07/2026
La Giunta regionale della Campania ha approvato lo schema di accordo integrativo con Federfarma e Assofarm per l’attuazione della Farmacia dei servizi. Dal 1° settembre le farmacie potranno...
A cura di Redazione Farmacista33
09/07/2026
Il diabete e le altre malattie croniche sono destinate a esplodere nei prossimi decenni. La “ricetta” dello scienziato Camillo Ricordi: investire le risorse non sulla cura ma sulla prevenzione
A cura di Redazione Farmacista33
09/07/2026
Il Position Paper del progetto CURa individua cinque ambiti di intervento per aggiornare la governance dell’uso compassionevole dei medicinali, semplificare le procedure, uniformare l’accesso...
A cura di Redazione Farmacista33
09/07/2026
La Commissione Sanità del Senato approva nuovi emendamenti al disegno di legge delega sulla riforma della legislazione farmaceutica. Tra le novità aderenza terapeutica, aree interne, dati sanitari...
A cura di Redazione Farmacista33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)