Sanità
31 Luglio 2024Il 30 luglio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero della Salute contenente le indicazioni per ottenere il certificato di oblio oncologico. Le procedure, i tempi per ottenerlo, la validità e gli ambiti di utilizzo

Il 30 luglio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero della Salute contenente le indicazioni per ottenere il certificato di oblio oncologico. Questo passaggio rende operativo il diritto dei pazienti oncologici a veder cancellati i limiti imposti fino ad oggi, riguardanti aspetti come mutui e adozioni, per coloro che hanno avuto una malattia oncologica.
Il nuovo decreto, intitolato "Disciplina delle modalità e delle forme per la certificazione della sussistenza dei requisiti necessari ai fini della normativa sull'oblio oncologico", segue un precedente decreto pubblicato lo scorso aprile, che elencava le patologie oncologiche per le quali si applicano termini inferiori rispetto a quelli previsti dalla legge sull'oblio oncologico del 2023. Questo decreto attuale rende finalmente operativo il diritto per i pazienti oncologici di vedersi cancellati i limiti precedentemente imposti.
Secondo l'articolo 1 del decreto, il "soggetto interessato, già paziente oncologico", deve presentare un'istanza, eventualmente corredata dalla relativa documentazione medica, per il rilascio del certificato che attesta l'avvenuto oblio oncologico. L'istanza può essere presentata a una struttura sanitaria pubblica o privata accreditata, a un medico dipendente del Servizio sanitario nazionale nella disciplina attinente alla patologia oncologica, al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta. Questi professionisti forniranno all'interessato le informazioni richieste dall'art. 13 del regolamento (UE) 2016/679 sulla protezione dei dati personali.
L'articolo 2 del decreto stabilisce che la certificazione deve essere rilasciata entro 30 giorni dalla richiesta, a condizione che, a giudizio della struttura o del medico certificante, siano soddisfatti i presupposti temporali (decennali o quinquennali) richiesti dalla legge n. 193 del 2023. Inoltre, i successivi decreti attuativi della stessa legge indicano termini inferiori di guarigione per specifiche patologie oncologiche.
Per quanto riguarda la tutela dei dati personali, il decreto prevede che l'istanza e i relativi allegati siano cancellati trascorsi dieci anni. Anche i soggetti deputati a ricevere la certificazione devono procedere alla cancellazione della stessa dopo dieci anni.
La certificazione che attesta l'avvenuto oblio oncologico serve “a coloro che hanno già dei contratti o delle assicurazioni in essere e che hanno la necessità di modificarne le clausole in qualche modo peggiorative” sottolinea il presidente dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), Franco Perrone in un commento rilasciato alle agenzie stampa. E chiarisce che l'oblio “è già un diritto ed è sancito dalla legge approvata il 5 dicembre 2023 che tutela gli ex pazienti oncologici dalle discriminazioni legate alla malattia. La legge prevede infatti che queste persone non siano più obbligate, trascorso il lasso di tempo dal termine dei trattamenti indicato per le varie neoplasie e che può variare da 1 a 5 o 10 anni, a fornire informazioni né a subire indagini in merito alla propria pregressa neoplasia". Quindi, aggiunge, “l'oblio è già previsto e non c'è bisogno che una persona dichiari o certifichi la sua condizione di “ex paziente”. Mentre la certificazione sarà necessaria “se un ex paziente ha già in essere un mutuo oppure ad esempio una assicurazione stipulati prima dell'entrata in vigore della legge e caratterizzati da clausole o tassi peggiorativi per il fatto di aver dovuto dichiarare di avere una neoplasia. Queste persone avranno quindi bisogno del certificato per dimostrare di rientrare ora nell'oblio oncologico al fine di poter modificare delle condizioni contrattuali o assicurative peggiorative legate alla passata dichiarazione di malattia. In questo caso, presentando il certificato si chiede l'eliminazione di tali condizioni peggiorative, ad esempio del calcolo di un premio più alto”.
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