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09 Settembre 2024Per seconda volta nel giro di pochi mesi la farmacia ospedaliera del Policlinico della Federico II subisce un importante furto di farmaci: sono stati rubati farmaci chemioterapici per un valore di circa 680.000 euro

Per seconda volta nel giro di pochi mesi la farmacia ospedaliera del Policlinico della Federico II subisce un importante furto di farmaci: a giugno erano stati sottratti prodotti per un valore di circa 1 milione e 400mila euro (Farmacista33 ), la scorsa settimana sono stati portati via farmaci chemioterapici per un valore di circa 680.000 euro. Il crimine ha colpito l’unità di manipolazione chemioterapici antiblastici, Umaca, dell’Azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli dove operano farmacisti, infermieri e medici.
Secondo le indagini, riporta la stampa locale, i furti andrebbero ad alimentare un mercato clandestino e parallelo: i farmaci che hanno costi molto elevati verrebbero dirottate verso altri paesi, in particolare verso quelli dove il servizio sanitario nazionale non garantisce. I farmaci sottratti illegalmente vengono riveduti in quei mercati a prezzi inferiori rispetto a quelli reperibili sul mercato legale. I riscontri investigativi ci sono, nel 2019, per esempio, una inchiesta della Procura della Repubblica di Cremona portò alla luce un’associazione a delinquere di ladri, corrieri e piazzisti, ramificata in varie regioni italiane, che trafugava nelle strutture ospedaliere e nelle Asl farmaci antitumorali che erano poi smerciati all’estero. Un’altra ipotesi investigativa è che i farmaci chemioterapici restino in Italia e vadano ad alimentare un mercato parallelo per chi non può curarsi legalmente.
“Dopo che il furto è stato scoperto – racconta Giuseppe Longo, direttore generale del Policlinico federiciano in un’intervista all’edizione locale del Corriere – abbiamo naturalmente sporto denuncia ai carabinieri della stazione Vomero Arenella. Nell’esposto abbiano indicato tutti i farmaci presi, con i codici ed i numeri identificativi”.
Il furto è avvenuto all’Umaca, una struttura ubicata nel Padiglione numero 1 dell’azienda universitaria, l’ipotesi degli inquirenti è che chi ha agito aveva informazioni dettagliate su dove andare e su come muoversi. “Il furto dei farmaci chemioterapici – sottolinea Longo – non è un fenomeno isolato. Prima che accadesse a noi, era avvenuto anche in altre strutture sanitarie del territorio”.
Longo spiega che i chemioterapici “sono preparati molto delicati per la integrità dei quali è necessario che sia garantita in tutti i passaggi la catena del freddo. Chi utilizza medicinali rubati e trasportati chissà dove non ha alcuna garanzia circa la loro integrità”.
Ma le ricadute ci sono state anche per i pazienti che dovevano sottoporsi alle terapie, rinviate al giorno dopo “perché abbiamo rimpiazzato le scorte chiedendo forniture in urgenza alle aziende produttrici” spiega Longo.
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