salute
01 Ottobre 2024Il 28% degli over 65 italiani contribuisce attivamente alla società, ma la promozione di un invecchiamento in salute resta una sfida aperta, con un anziano su quattro che convive con almeno due malattie croniche

Gli over 65 italiani non si limitano a essere una parte passiva della popolazione: il 28% di loro offre sostegno ad amici, familiari e alla comunità. Tuttavia, nonostante questa straordinaria risorsa, un quarto di loro convive con almeno due malattie croniche. A confermarlo sono i dati della sorveglianza Passi d’Argento dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), diffusi in occasione della Giornata internazionale delle persone anziane.
Gli over 65 italiani sono una risorsa per la società da proteggere e tutelare, tanto che il 28% non si risparmia nel fornire aiuto ad amici, familiari e alla collettività nel suo complesso, ma almeno uno su quattro ha due malattie croniche all’attivo. Questo è l’identikit che emerge dagli ultimi dati disponibili della sorveglianza Passi d’Argento dell’Iss. L’occasione per fare il punto sul benessere e lo stato di salute degli over 65 è oggi, martedì 1° ottobre, la Giornata internazionale delle persone anziane.
Secondo il report dell’Istituto, il 17% degli over 65 si prende cura dei parenti con cui vive, il 14% di familiari o amici con cui non vive e il 5% partecipa ad attività di volontariato. Questa capacità o volontà di essere risorsa è una prerogativa femminile (31% fra le donne, 24% negli uomini) e si riduce notevolmente con l’avanzare dell’età (coinvolge il 34% dei 65-74enni ma appena il 13% degli ultra 85enni). Inoltre, è minore fra le persone con un basso livello di istruzione e tra chi ha difficoltà economiche.
Dai dati relativi al biennio 2022-2023, emerge che quasi il 10% degli intervistati dà un giudizio negativo del proprio stato di salute, riferendo che la propria salute “va male” o “molto male”. Il 13% sostiene di aver trascorso nel mese precedente almeno 2 settimane in cattive condizioni di salute per problemi fisici, il 10% a causa di motivi legati alla salute psicologica e il 7% di avere avuto limitazioni nel normale svolgimento delle proprie attività, per motivi fisici o psicologici, valori che crescono con l’età e sono più alti fra le donne.
Un ultra65enne su 4 ha almeno un problema di tipo sensoriale (vista, udito o masticazione) che non risolve neppure con il ricorso ad ausili, come occhiali, apparecchio acustico o dentiera. Si tratta di condizioni che aumentano velocemente con l’età: i problemi di vista coinvolgono il 3.5% dei 65-74enni ma salgono al 25.5% fra gli ultra85enni; i problemi di udito coinvolgono il 7.3% dei 65-74enni e salgono al 35.5% fra gli ultra85enni; analogamente, i problemi di masticazione riguardano il 7.2% dei 65-74enni e arrivano a coinvolgere il 27.3% degli ultra865enni. L’adesione al consumo di cinque porzioni al giorno di frutta e verdura differisce in base all’età, riducendosi dal 10.7% fra i 65-74enni al 5.9% fra gli ultra85enni.
L’autonomia nelle attività quotidiane è importante per il benessere dell’individuo. Perderla rende più vulnerabili e rappresenta un precursore o comunque un fattore di rischio per la fragilità e la disabilità. Il report Passi d’Argento non mostra significative differenze nella fragilità fra uomini e donne, ma questa cresce progressivamente con l’età (dall’8.9% dei 65-74enni al 32.7% fra gli ultra 85enni). La quasi totalità delle persone con fragilità riceve aiuto per svolgere le funzioni per cui non è autonomo, un aiuto che è sostenuto per lo più dalle famiglie (94.9%).
Il 20.9% degli intervistati ha subito una caduta negli ultimi 12 mesi, di cui quasi la metà (45.7%) ha riportato una frattura. Riguardo l’attività fisica, quasi il 40% degli over 65 autonomi riesce a svolgere attività di svago, sportive (sia strutturate che non) o domestiche (lavori di casa, giardinaggio, cura dell’orto o assistenza a persone), raggiungendo così i livelli raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Il 22,3% pratica qualche forma di attività, ma non raggiunge i livelli raccomandati, mentre il restante 37,7% risulta completamente sedentario.
Alle campagne vaccinali contro l’influenza del 2022-2023 ha aderito mediamente il 65.3% degli ultra 65enni e il 71% degli ultra65enni con patologie croniche. I dati di copertura sono ancora lontani dagli obiettivi di copertura minima (75%) e ottimale (95%) indicati nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2023-2025, anche se la partecipazione è aumentata negli ultimi anni, presumibilmente per effetto della pandemia di Covid-19. Nel periodo pre-pandemico, infatti, la copertura vaccinale contro l’influenza non aveva ha mai superato il 60%. Per gli esperti Iss “quanto osservato negli ultimi anni sottolinea la necessità di mantenere sempre alta l’attenzione sulle politiche di prevenzione e di investire e potenziare la comunicazione sui benefici della vaccinazione antinfluenzale soprattutto fra le persone anziane e con cronicità”.
La maggioranza degli italiani ultra 65enni non fuma o ha smesso di fumare da oltre un anno (26.8%), ma una persona su 10 è ancora fumatore (10.9%). Con l’avanzare dell’età diventa più difficile intercettare chi mantiene questa abitudine o l’ha avuta in passato perché gli effetti infausti dell’esposizione al fumo di sigaretta vanno manifestandosi. Così dalla classe di età 65-74 anni a quella degli over 85enni la quota di fumatori scende dal 15.7% al 2.5% e la quota di ex fumatori passa dal 28% al 20.9%.
Nel biennio 2022-23 il 17.4% degli ultra 65enne risulta avere un consumo di alcol definito “a rischio” per la salute (pari mediamente a più di una unità alcolica). Decisamente più frequente fra gli uomini, tale consumo si riduce con l’età (dal 21.4% fra i 65-74enni al 9.3% fra gli ultra 85enni). Preoccupante il numero di ultra 65enni che assume alcol pur avendo una controindicazione assoluta; quasi una persona su tre (28%) fra le persone affette da malattie del fegato.
Fonti:
https://www.iss.it/-/gli-over-65-una-risorsa-preziosa-per-la-societa
https://www.epicentro.iss.it/passi-argento/
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