Politica e Sanità
04 Novembre 2024Confindustria Dispositivi Medici in audizione presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sulla manovra finanziaria: bloccare il payback per gli anni 2019-2024 e cancellarlo definitivamente a partire dal 2025

Bloccare il payback per gli anni 2019-2024 e cancellarlo definitivamente a partire dal 2025, identificare nuove forme di gestione e controllo della spesa e rimodulare i tetti di spesa dei dispositivi medici per allinearli alla reale domanda di salute e alla media europea del 7%, mitigare l’impatto del payback 2015-2018 con un ulteriore finanziamento statale, forme di rateizzazione e supporto per accesso al credito, psticipare di un anno la tassa dello 0,75% sul fatturato. Sono le richieste del presidente di Confindustria Dispositivi Medici, Nicola Barni, durante l’audizione presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sulla manovra finanziaria.
La proposta, mirata a ridurre il peso del payback si inserisce in un contesto di criticità per le aziende del settore, già provate dal carico fiscale e dalle conseguenze economiche di una spesa sanitaria non adeguatamente allineata ai bisogni reali della popolazione. Barni ha illustrato come il perdurare del payback metta a rischio la sostenibilità dell’intero comparto dei dispositivi medici, oltre che la qualità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), compromettendo il ricorso a innovazioni cruciali in ambito diagnostico e terapeutico.
“Riteniamo auspicabile – ha spiegato Barni - che si avvii un confronto permanente con le istituzioni per elaborare nuovi sistemi di governance del settore che permettano una programmazione virtuosa e accurata della spesa sanitaria in dispositivi medici, con meccanismi di controllo della spesa consapevoli e responsabili con l’obiettivo di un SSN sostenibile. Non possiamo scaricare sulle imprese, creando un danno collaterale per la filiera produttiva e distributiva, il fatto che la spesa non sia stata adeguata a coprire i reali fabbisogni di salute della popolazione, una popolazione che vive più a lungo ed è caratterizzata da un aumento progressivo delle patologie croniche”.
Oltre al blocco del payback per gli anni passati e alla sua cancellazione futura, Confindustria Dispositivi Medici chiede:
Secondo Barni, queste misure sono urgenti e rappresentano un segnale per l’avvio di un confronto collaborativo e costruttivo tra istituzioni e imprese.
Qualora il payback non fosse immediatamente bloccato per il futuro e gli sforamenti richiesti alle imprese fossero confermati senza ulteriori interventi, gli effetti sulla filiera della salute all’interno degli ospedali e sull’intero servizio sanitario pubblico sarebbero disastrosi. La crisi e il blocco delle catene di produzione e distribuzione significherebbero una minore disponibilità di dispositivi medici nelle strutture sanitarie pubbliche, un livello di innovatività nei device significativamente inferiore a disposizione dei medici con impatto immediato sulla qualità del lavoro di coloro che operano in corsia e nelle sale operatorie, sulla capacità di diagnostica preventiva e sulla quantità di percorsi formativi per i clinici.
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