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Politica e Sanità

20 Febbraio 2025

Giornata del personale sanitario. Proposte per progettare il futuro delle professioni

Il 20 febbraio 2025 si è celebrata la quinta edizione della Giornata Nazionale delle Professioni Sanitarie con un evento organizzato dal Ministero della Salute in collaborazione con la Fofi

di Redazione Farmacista33


Giornata del personale sanitario. Proposte per progettare il futuro delle professioni

Il 20 febbraio in Italia si celebra la Giornata Nazionale del personale sanitario, sociosanitario, assistenziale e del volontariato, arrivata oggi alla quinta edizione. A ricordarla è stato l’evento organizzato dal Ministero della Salute e dalla FOFI in rappresentanza di tutti gli Ordini e le Federazioni nazionali dei professionisti sanitari, presso le Corsie Sistine del Complesso di Santo Spirito in Sassia a Roma

Schillaci: è necessario rinnovarsi

L'evento ha riunito rappresentanti di tutte le professioni sanitarie per riflettere sul presente e sul futuro del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha aperto l'incontro sottolineando l'importanza di questa giornata, nata durante la pandemia per riconoscere l'impegno straordinario dei professionisti in prima linea. Schillaci ha evidenziato come l'evento sia un'opportunità per confrontarsi “sulla necessità di rinnovarsi alla luce dei cambiamenti demografici, epidemiologici e tecnologici”.  

Ha inoltre riconosciuto le sfide attuali, tra cui l'invecchiamento della popolazione, l'aumento delle patologie croniche e la carenza di personale qualificato: 

“L’Italia vanta una maggiore aspettativa di vita rispetto ad altre Nazioni. Questo significa che viviamo di più ma abbiamo ancora con un’alta incidenza di patologie croniche. Oggi però abbiamo terapie più avanzate, grazie ai progressi della ricerca e alle innovazioni tecnologiche. I bisogni di salute sono diversi, sono sempre più socio-sanitari e richiedono approcci e risposte diversi e competenze adeguate e moderne. Sebbene il personale dipendente sia cresciuto negli ultimi anni, c’è ancora un problema di carenza, che si è determinato nel corso degli anni e si è acuito dopo il 2020. Dobbiamo fare i conti poi purtroppo con una disaffezione al servizio sanitario pubblico e le conseguenti difficoltà nel reclutare professionisti, con il picco della curva pensionistica, soprattutto per alcuni profili e con condizioni di lavoro che spesso non consentono un adeguato bilanciamento tra lavoro e vita privata. Alla luce di tutto ciò, lavoriamo per disporre di una forza lavoro in numero adeguato ma soprattutto competenze aggiornate”.

Il Ministro ha ribadito l'impegno del governo nel valorizzare il capitale umano del SSN attraverso investimenti, rinnovi contrattuali e misure per migliorare le condizioni lavorative, come la detassazione delle prestazioni aggiuntive per ridurre le liste d'attesa.

Mandelli: superare legge 3/2018, rivedere ruolo di ordini e federazioni

Nel suo intervento, il Presidente della FOFI, Andrea Mandelli, ha posto l'accento sulla necessità di ricordare il passato ma anche di progettare il futuro, rilanciando il ruolo degli ordini professionali. “Le analisi di contesto sono già state fatte ha dichiarato nel suo intervento - e bisogna dare atto al ministro e al sottosegretario della volontà di cambiare i modelli. Ora serve il coraggio di metterle in atto”.

Tra le criticità emerse, Mandelli ha menzionato la legge n. 3/2018: “La legge 3 del 2018 è superata, è nata prima del Covid. Il regolamento attuativo non è mai entrato a regime ed è il momento opportuno per cambiarla insieme. Abbiamo un grandissimo problema di carenza di professionisti, che è sia una carenza vocazionale sia una questione di insoddisfazione sulla remunerazione e sul riconoscimento del ruolo.”

Un altro tema centrale è stata la significativa carenza di professionisti sanitari: “Abbiamo un grandissimo problema di carenza di professionisti, che è sia una carenza vocazionale sia una questione di insoddisfazione sulla remunerazione e sul riconoscimento del ruolo. Dobbiamo tenere conto che il rapporto tra lavoro e tempo libero è cambiato dopo il Covid: c’è una diversa partizione della vita personale, che ha modificato il modo in cui si percepisce il lavoro. ed è fondamentale sburocratizzare: mancano i professionisti, non possiamo morire di scartoffie”.

Riguardo alle iniziative legislative in corso, Mandelli ha citato iniziative come l'Atto Camera 1640 e l'Atto Senato 1184, misure di semplificazione per promuovere l'erogazione dei servizi in farmacia, “che potrebbero darci una mano, a noi e ai medici, a fare meglio il nostro lavoro. Possiamo ragionare insieme per accelerarne l’attuazione”.

“Siamo in fase di progettazione – ha concluso Mandelli - ed è il momento di avanzare proposte. Gli ordini e le federazioni sono organi sussidiari dello Stato. Perché non dare loro un ruolo più attivo, vicariando lo Stato come previsto dall’articolo 18 della Costituzione? Potremmo così avvicinare ancora di più ai cittadini i servizi che lo Stato fatica a garantire. Analizziamo insieme quali competenze potrebbero essere affidate agli ordini per migliorare il sistema”.

E proprio sul tema del riordino delle professioni sanitarie, il ministro ha detto:
“Siamo certamente impegnati, per superare criticità che impattano sul  funzionamento degli Ordini e individuare misure per valorizzare le  funzioni di sussidiarietà così da rilanciare questo ruolo. La  revisione passa anche per l'adeguamento della disciplina della Commissione per gli esercenti le professioni (Cceps), che oggi non è nelle condizioni di operare con celerità (sono 900 i ricorsi pendenti) e c'è l'esigenza di renderla più funzionale, riordinando la composizione, l'organizzazione, le competenze e il procedimento. Il nostro è un impegno a 360 gradi, dunque, che conto si possa e si debba tradurre entro la fine dell'anno in uno provvedimento normativo di  riforma organica. Su questo stiamo lavorando”.

TAG: ANDREA MANDELLI, ORDINE DEI FARMACISTI, FARMACISTI

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