Politica e Sanità
02 Aprile 2025Salute mentale: creare una rete di supporto inclusiva per garantire cure e diritti alle persone con malattie mentali gravi. Al Centro Studi Americani di Roma un confronto tra istituzioni ed esperti per promuovere una cultura della salute mentale

Le malattie mentali gravi, come la paranoia, il disturbo bipolare e la schizofrenia, rappresentano sfide complesse che coinvolgono fattori genetici, neurochimici e ambientali. L'importanza di un approccio integrato e multidisciplinare per affrontare queste patologie è stata al centro dell'evento "Malattie mentali gravi. Promuovere cultura per rafforzare la rete di supporto alla persona", organizzato da Edra Spa con il contributo non condizionante di Teva, tenutosi a Roma il 27 marzo presso il Centro Studi Americani.
Tra i temi centrali del dibattito, l'importanza di una diagnosi tempestiva e accurata è stata evidenziata per garantire percorsi terapeutici personalizzati, che integrino trattamenti farmacologici e supporto psicologico. Giuseppe Gambale, del Ministero della Salute, ha sottolineato che “dobbiamo entrare nell’ottica che, come istituzioni sanitarie, affrontare questa tematica richiede una "comunità di servizi", siano essi sociosanitari o articolati su più livelli. Da soli, come SSN, non riusciamo a rispondere adeguatamente a questo bisogno di salute. È necessario che, su questo tema, ci sia una grande alleanza di servizi intorno alla persona con problemi di salute mentale”.
Anche la ricerca genetica sta facendo progressi, ma permangono sfide, soprattutto in psichiatria. " Nel campo del sistema nervoso centrale, esistono terapie genetiche per l'Alzheimer, le malattie neurodegenerative e l'emicrania. Tuttavia, se ci spostiamo nel campo della psichiatria, non esistono ancora farmaci di questo tipo. Per questo, dobbiamo guardare al futuro, prevedendo lo sviluppo di nuove molecole, su cui stiamo già lavorando", ha affermato Giorgio Racagni, Past President della Società Italiana di Farmacologia.
Gemma Calamandrei, dell’Istituto Superiore di Sanità, ha evidenziato che c’è "bisogno di una visione più ampia e integrata, da cui emerga come esista un continuum tra diverse patologie mentali. È interessante notare, ad esempio, che i geni coinvolti nella schizofrenia, oggi considerata un disturbo del neurosviluppo, siano gli stessi riscontrati anche nel disturbo autistico".
La stigmatizzazione resta un ostacolo chiave, ritardando diagnosi e trattamenti. Emi Bondi, Presidente della Società Italiana di Psichiatria, ha ricordato che “sin dagli anni ’80 la psichiatria ha costruito il proprio operato sulla collaborazione e l’integrazione con gli altri attori del territorio. In questo contesto, il ruolo della medicina di base è fondamentale. Speriamo che le Case di Comunità possano finalmente favorire una maggiore sinergia tra i servizi, perché, purtroppo, anche i medici di medicina generale talvolta risentono dello stigma legato alle malattie mentali, incontrando difficoltà nell’indirizzare i pazienti verso il servizio specialistico più adatto”.
Un altro problema critico è l’accesso ai servizi di salute mentale. Fabrizio Starace, Presidente della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica, ha sottolineato che “Ci sono diversi ostacoli che limitano l’accessibilità: alcuni pazienti vengono seguiti, più o meno adeguatamente, nella sanità privata, altri ricevono cure in ambito informale, mentre molti subiscono una sorta di istituzionalizzazione domiciliare, soprattutto nei piccoli centri. La nostra priorità deve essere colmare questo divario e garantire un sistema di assistenza più inclusivo ed efficace”.
Fondamentale è la diffusione di una maggiore consapevolezza sociale sulla salute mentale. "Il mondo della psichiatria deve dialogare con tutti gli altri ambiti per diffondere conoscenza", ha dichiarato Francesco Baglioni, Direttore Generale della Fondazione Progetto Itaca ETS.
Anche il linguaggio ha un ruolo cruciale. " È fondamentale evitare etichette e non confondere la persona con la malattia, ma riconoscerla nella sua totalità. Inoltre, le testimonianze dirette sono strumenti essenziali: raccontare le storie di chi convive con questi disturbi aiuta a comprendere che le patologie mentali sono curabili e che, attraverso percorsi di cura personalizzati, è possibile recuperare una buona qualità di vita. Un altro aspetto cruciale è la formazione continua di tutti i professionisti che possono entrare in contatto con queste realtà: dagli insegnanti ai medici, fino alle forze dell'ordine, che spesso sono tra i primi a intercettare situazioni di disagio", ha sottolineato Daniela Mondatore di Cittadinanzattiva. "Le testimonianze dirette sono essenziali per comprendere che le patologie mentali sono curabili".
Teva Italia, come dichiarato dall’AD Umberto Comberiati, si impegna nella lotta alla stigmatizzazione e nella costruzione di reti di supporto: " L'impegno di Teva nei prossimi anni è anche quello di porsi come facilitatore nel promuovere la lotta alla stigmatizzazione e la costruzione di reti per l'identificazione del paziente affetto da malattie mentali gravi. Il farmaco è fondamentale, ma non rappresenta l'unica risposta. Continueremo inoltre a collaborare con i caregiver, portando avanti il progetto Humanizing Health Awards, avviato già diversi anni fa, per enfatizzare l’importanza verso un approccio più olistico al paziente che fornisca anche un supporto sociale, che spesso è un fattore determinante per i pazienti che soffrono di malattie mentali".
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