Politica e Sanità
16 Aprile 2025I paesi membri dell'Organizzazione mondiale della sanità hanno approvato un accordo storico volto a prepararsi e combattere meglio le future pandemie grazie allo studio dei patogeni e la condivisione di test e vaccini e misure di solidarietà verso i paesi poveri

Dopo oltre tre anni di trattative, i Paesi membri dell’Organizzazione mondiale della sanità – Oms hanno raggiunto un'intesa storica per rafforzare la risposta globale alle future pandemie. Il testo condiviso rappresenta una svolta nella cooperazione internazionale in ambito sanitario ed è un risultato definito “generazionale” dal direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha messo da parte le divisioni per un terreno comune a difesa della salute pubblica.
“Le nazioni del mondo hanno fatto la storia oggi a Ginevra - ha affermato il direttore generale dell'OMS. - Raggiungendo il consenso sull'accordo sulla pandemia, non solo hanno stabilito un accordo generazionale per rendere il mondo più sicuro, ma hanno anche dimostrato che il multilateralismo è vivo e vegeto e che nel nostro mondo diviso le nazioni possono ancora lavorare insieme per trovare un terreno comune e una risposta condivisa alle minacce comuni”. Il testo ha commentato è "equilibrato" e porta "maggiore equità".
"Si tratta di un accordo storico per la sicurezza sanitaria, l'equità e la solidarietà internazionale", ha affermato Anne-Claire Amprou, copresidente dell'organismo negoziale e ambasciatrice francese per la salute globale. A maggio il voto finale nel corso dell'Assemblea generale che inizierà il 19. L’accordo chiede anche i Paesi di rafforzare le capacità di prevenzione e sorveglianza, con piani nazionali che includano vaccinazioni, gestione dei rischi biologici e contrasto all’antibiotico-resistenza.
Il testo infatti punta su alcuni pilastri: dalla collaborazione scientifica allo scambio rapido di informazioni sui patogeni emergenti, fino a un sistema equo di accesso a vaccini, test e trattamenti. Una delle novità più rilevanti è l’istituzione del “Pathogen Access and Benefit Sharing System” (PABS), un meccanismo volto a garantire una condivisione trasparente e tempestiva dei dati con le aziende farmaceutiche per accelerare lo sviluppo e la distribuzione degli strumenti sanitari fondamentali.
Uno dei passaggi più discussi del negoziato è stato l’articolo 11, che riguarda il trasferimento di tecnologie per la produzione di prodotti sanitari correlati alle pandemie, in particolare a beneficio dei paesi in via di sviluppo. Il tema, già emerso durante la pandemia di Covid-19 con le asimmetrie nell’accesso ai vaccini, è stato oggetto di acceso dibattito. L’accordo ha trovato un compromesso sul principio del trasferimento tecnologico “concordato reciprocamente”, una formula che ha consentito di superare le resistenze dei Paesi in cui l’industria farmaceutica ha un forte peso economico.
Il documento stabilisce inoltre che i sistemi sanitari nazionali dovranno essere resi più resilienti, capaci di individuare tempestivamente nuove minacce biologiche e di attivare risposte rapide ed efficaci. Viene chiesto ai governi di rafforzare i piani di prevenzione e sorveglianza, includendo la vaccinazione, la gestione dei rischi biologici e la lotta all’antibiotico-resistenza. L’obiettivo è costruire un’infrastruttura sanitaria globale più solida e coesa, che possa evitare le gravi disuguaglianze vissute durante l’emergenza Covid-19.
Le discussioni si sono svolte in un clima di tensione tra le grandi potenze, con gli Stati Uniti che, pur assenti dal tavolo negoziale a causa delle scelte dell’amministrazione Trump, hanno continuato a far sentire il proprio peso, soprattutto con la minaccia di nuovi dazi sui prodotti farmaceutici. Le organizzazioni non governative hanno sottolineato l’urgenza di un’intesa e, pur riconoscendo che molti compromessi sono stati necessari, hanno accolto con favore il risultato. Medici Senza Frontiere ha parlato di un accordo che può offrire una base più equa e giusta per affrontare le prossime emergenze sanitarie globali: "Sebbene sia stato soggetto a numerosi compromessi, contiene molti elementi positivi che consentono di stabilire un nuovo quadro per una preparazione e una risposta alle pandemie più eque e giuste in futuro".
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