Politica e Sanità
24 Aprile 2025Approvata alla Camera la sezione stralcio della Cceps per accelerare la gestione dei procedimenti disciplinari pendenti nei confronti dei professionisti sanitari. Ora il testo passa al Senato

Ha ricevuto l’ok della Camera il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 25/2025 che tra le altre cose, introduce la sezione stralcio all’interno della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (Cceps) e anticipa il regolamento contenente la riforma complessiva della Commissione per conformarne riordino e disciplina. Con 141 voti a favore, 71 contrari e 2 astenuti, il testo passa all’esame del Senato.
La Cceps, lo si ricorda, è la Commissione incaricata di giudicare i ricorsi contro i provvedimenti disciplinari degli Ordini e la sua riforma è stata predisposta su impulso del Ministro Orazio Schillaci con l’obiettivo di tutelare i cittadini e gli stessi professionisti snellendo, per esempio, le procedure e rendendo le sanzioni immediatamente esecutive. Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute, ci sono 896 ricorsi pendenti (di cui oltre 600 maturati dal 2017 al 2022) tra ricorsi elettorali, iscrizione e cancellazione dagli Albi e provvedimenti disciplinari, di cui 64 tra sospensioni o radiazioni. L’accumulo è dovuto sia alla “scadenza” della Commissione in carica nel quadriennio 2016/2020, che ha lasciato oltre 400 ricorsi da trattare, fino alla sua ricostituzione nel gennaio 2021.
Sanzioni disciplinari sanitarie immediatamente esecutive: le novità della riforma della CCEPS
Inoltre, in assenza del Presidente, la Commissione, non ha potuto essere operativa e ciò ha contribuito ad alimentare l’arretrato: il 30 gennaio del 2023, infatti, si è dimessa la presidente, Elena Stanizzi, sostituita a giugno del 2023 da Antonio Pasca designato, come prevede la legge, dal Consiglio di Stato, il quale a sua volta ha rassegnato le dimissioni l’8 agosto 2024 ed è stato sostituito dall’attuale presidente Valeria Vaccaro nominata a febbraio 2025.
L’istituzione della sezione stralcio presso la Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, prevista dall’art. 21-quater del Ddl, come ricordato in Commissione Affari Sociali, “ha il fine di definire alcuni procedimenti pendenti al 31 dicembre 2024, demandando a un successivo regolamento la riforma complessiva della predetta Commissione, per allinearne la disciplina al riordino delle professioni sanitarie, intervenuto nel 2018”.
Il dettato di legge prevede che la sezione sia “composta da un presidente, nominato tra i consiglieri di Stato, nonché da quattro rappresentanti, di cui due supplenti, indicati dalle Federazioni nazionali degli Ordini delle professioni sanitarie. La partecipazione alla sezione stralcio non dà diritto a compensi, gettoni di presenza, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque denominati”.
Inoltre, per conformare la disciplina della Cceps “al complessivo riordino delle professioni sanitarie di cui alla legge 11 gennaio 2018, n. 3” il Ddl indica che “entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto è emanato, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro della giustizia, il regolamento contenente la riforma complessiva della predetta Commissione”.
La sezione stralcio era stata caldeggiata dalla FNOMCeO che nelle scorse settimane ha sottolineato come il blocco della Commissione abbia permesso a professionisti sospesi o radiati di continuare a esercitare, vanificando l’azione sanzionatoria degli Ordini.
I professionisti sanitari hanno diritto di fare ricorso alla Commissione sospendendo l’efficacia della sanzione sino alla pronuncia. “Allo stato attuale – sottolineano i medici – sono numerosi, a causa di alcuni intoppi e ritardi che hanno portato di fatto alla paralisi di questo organismo giurisdizionale speciale, i ricorsi ancora pendenti dinnanzi alla CCEPS. E questo, di fatto, vanifica l’azione sanzionatoria degli Ordini, facendo sì che medici sospesi o addirittura radiati continuino a esercitare”.
Il testo approvato introduce anche altre importanti novità per la sanità pubblica. Tra le misure principali: la possibilità per i medici di famiglia di restare in servizio fino a 73 anni (fino al 2026), l’assunzione di 121 nuove figure professionali al Ministero della Salute per rafforzare il sistema sanitario, e l’istituzione di un fondo straordinario da oltre 23 milioni di euro per la lotta alle dipendenze patologiche. Le nuove assunzioni mirano a velocizzare le liste d’attesa, migliorare la risposta alle emergenze sanitarie e accompagnare la digitalizzazione del sistema.
Fonte
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/03/14/25G00033/SG
https://www.camera.it/temiap/documentazione/temi/pdf/1478960.pdf?_1745489290723
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