Politica sanitaria
16 Giugno 2025Agire sulla prevenzione per ridurre i costi dell’assistenza e liberare risorse da investire in ricerca e innovazione. Il ministro Schillaci annuncia nuovi fondi e richiama l’urgenza di coinvolgere i cittadini negli screening gratuiti

“Oggi solo il 5% del Fondo sanitario nazionale è destinato alle attività di prevenzione. Vogliamo aumentare questa percentuale e in questa direzione va anche il lavoro che stiamo portando avanti con il Mef, grazie alle nuove regole di bilancio europee, affinché la spesa per la prevenzione sia considerata a tutti gli effetti un investimento”. È quanto ha dichiarato il ministro della Salute Orazio Schillaci nella giornata di inizio degli Stati Generali della Prevenzione, in corso a Napoli.
Per il ministro, “fare leva sulla prevenzione significa, nel lungo termine, ridurre i costi dell’assistenza, liberando risorse da investire in innovazione e ricerca». Un obiettivo concreto, che passa anche per l’aumento dell’adesione agli screening oncologici: «Nel 2023 sono stati inviati quasi 16 milioni di inviti per screening oncologici, ma solo la metà dei destinatari ha effettuato il test”.
I dati dell’Osservatorio nazionale screening mostrano una forte disomogeneità territoriale: per il tumore della cervice uterina, l’adesione media è del 41%, con un picco del 52% al Nord e un crollo al 31% al Sud. Lo screening mammografico registra un’adesione del 55%, mentre quello colorettale si ferma al 34% a livello nazionale e al 20% nel Mezzogiorno.
“È necessario rafforzare tutte le attività di coinvolgimento dei cittadini – ha sottolineato Schillaci – e dobbiamo intercettare le paure, superare i pregiudizi. Un italiano su 5, soprattutto al Sud, non sa che gli screening sono gratuiti”.
Accanto alla prevenzione secondaria, il ministro ha richiamato anche l’importanza degli stili di vita: “Quattro adulti su dieci in Italia sono in sovrappeso o obesi, con prevalenze più alte in Molise, Campania, Basilicata e Puglia. L’obesità infantile riguarda il 19% dei bambini, il 9,8% sono obesi e il 2,6% ha obesità grave”. Una situazione aggravata dalla sedentarietà, che interessa il 24% della popolazione, con un ulteriore 28% considerato solo parzialmente attivo.
“Dobbiamo rafforzare l’attenzione degli operatori sanitari su questi aspetti – ha aggiunto il ministro – e sostenere il coinvolgimento attivo dei cittadini nei percorsi di prevenzione. Ognuno deve sentirsi parte attiva del proprio percorso di salute”.
Il Piano nazionale della prevenzione, attualmente in aggiornamento, includerà strumenti digitali più efficaci e una maggiore integrazione con l’approccio One Health, inoltre Schillaci ha ricordato anche l’avvio della Rete italiana per lo screening polmonare, rifinanziata nella legge di Bilancio 2025, e la valutazione dell’estensione dello screening al carcinoma prostatico.
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