Politica sanitaria
31 Luglio 2025La presentazione del disegno di legge delega per il Testo Unico legislazione farmaceutica ha acceso il confronto tra istituzioni e operatori del settore. Ecco le proposte per azioni e interventi concreti lanciate da Farmindustria, Adf e Egualia

Il Testo Unico della legislazione farmaceutica rappresenta un nuovo patto per la modernizzazione del sistema farmaceutico italiano basato su semplificazione normativa, equità di accesso ai farmaci e sostenibilità del settore, ora servono interventi concreti e mirati per rendere davvero efficace la riforma. È quanto chiede la filiera produttiva che ha partecipato al convegno “Verso il Testo Unico della legislazione farmaceutica”, organizzato alla Camera dei deputati dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato.
Per Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, il riordino legislativo è un’occasione che può segnare una svolta, ma solo se sostenuta da decisioni chiare e risorse adeguate:
“È un fatto positivo, che rappresenta un punto di partenza ulteriore nella visione del governo Meloni. Ringrazio il sottosegretario Gemmato per l’ascolto e il lavoro fatto. Abbiamo le idee chiare sulle nostre aspettative: serve aumentare le risorse destinate alla spesa farmaceutica, portandola all’1% del Fondo sanitario nazionale, pari a circa 1,4 miliardi, per riportare il payback ai livelli del 2023 e garantirci un orizzonte triennale su cui pianificare investimenti stabili”.
Cattani ha poi posto l’accento sulla necessità di riformare l’accesso ai farmaci innovativi: “Positivo anche il percorso avviato sull’early access. Bene tutte le iniziative che hanno spostato alcuni farmaci dalla distribuzione diretta alla convenzionata, contribuendo ad abbassare lo sfondamento. Ora serve andare oltre: accanto a un nuovo concetto di innovatività, che sia semplificato e riorganizzato, bisogna costruire un vero percorso di accesso anticipato ai farmaci innovativi. Dobbiamo fare in modo che, nel giorno in cui un farmaco viene approvato a livello europeo, sia subito disponibile anche per i cittadini italiani”.
Da qui l’appello alla concretezza: “Dobbiamo fare quello di cui abbiamo discusso oggi con il Governo: guardare all’Europa, cambiarla, ma anche cambiare noi stessi. Questo significa smettere di usare solo parole e passare alla concretezza dei fatti: risolvere il problema del payback, garantire l’accesso ai farmaci, potenziare l’attrattività industriale del Paese. Questi tre elementi possono garantire all’Italia un’industria farmaceutica ancora più forte, ancora più leader a livello mondiale, e capace di generare valore aggiunto per l’intera nazione”.
Walter Farris, presidente di ADF, ha voluto sottolineare l’importanza del dialogo aperto con le istituzioni e ha ribadito il sostegno di ADF al progetto del Testo Unico:
“Abbiamo accolto con favore, già lo scorso maggio, il progetto di redazione di un Testo unico della normativa farmaceutica, e confermiamo oggi la nostra piena disponibilità a contribuire a questa riforma”.
Il problema delle normative frammentate, secondo ADF, ostacola l’efficienza e genera disomogeneità: “La revisione di un quadro normativo che, a causa di stratificazioni e norme datate, spesso si presenta disomogeneo e complesso, genera incertezza applicativa e ostacola l’efficienza operativa degli operatori del comparto. La semplificazione e l’armonizzazione della legislazione sono quindi condizioni essenziali per garantire innovazione, competitività e un accesso sicuro ed equo ai farmaci per tutti i cittadini”.
Stefano Collatina, presidente di Egualia, ha portato l’attenzione sulle criticità che mettono a rischio la sostenibilità dell’intero comparto dei farmaci equivalenti con richieste puntuali: eliminazione del payback sugli acquisti diretti che oggi incide fino al 18% del fatturato; adozione dell’accordo quadro multi aggiudicatario per le gare pubbliche riferite ai prodotti fuori brevetto; adeguamento dei prezzi dei medicinali inferiori ai 5 euro; eliminazione del payback dell’1,83% sulla convenzionata.
Collatina ha riconosciuto la validità dell’iniziativa normativa, ma ha lanciato un avvertimento: “Condividiamo e apprezziamo la volontà di riordinare la normativa vigente del settore, promuovere un sistema più coerente con al centro i bisogni dei cittadini e garantire sostenibilità ed efficienza dell’intera filiera espressa dal sottosegretario Gemmato – ma ribadiamo che senza gli interventi elencati il settore non sarà più sostenibile e potrebbe cessare di svolgere il proprio ruolo essenziale a vantaggio del SSN e del Paese”.
“In questo scenario, gli equivalenti e i biosimilari non sono soltanto medicinali a basso costo – costituiscono un asset strategico che assicura terapie di qualità a milioni di pazienti, decisivi per la sostenibilità del SSN e per l’occupazione qualificata sul territorio”.
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