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17 Settembre 2025

Carenza di farmaci, Corte conti Ue: conseguenze su pazienti e costi aggiuntivi per farmacisti e medici

La Corte dei conti europea ha pubblicato una relazione speciale sulla carenza dei farmaci in Europa: manca un sistema efficace, con conseguenze di salute e costi aggiuntivi per medici e farmacisti

di Redazione Farmacista33


Carenza di farmaci, Corte conti Ue: conseguenze su pazienti e costi aggiuntivi per farmacisti e medici

La carenza di farmaci in Europa ha raggiunto il picco nel 2023-2024, con 136 medicinali in carenza critica, tra cui antibiotici comuni e cure vitali. Il fenomeno ha smesso di essere un’emergenza ed è diventato un problema ricorrente per il quale però non c’è un sistema efficace per gestire le carenze gravi di medicinali e anche se ci sono state misure e risposte utili, persistono problemi strutturali e gli sforzi sono ancora in una fase iniziare. Con conseguenze di salute e costi aggiuntivi per medici e farmacisti. Sono le considerazioni della Corte dei conti europea che ha disposto Relazione speciale 19/2025 “Carenze critiche di medicinali – Le misure dell’UE hanno fornito un valore aggiunto, ma i problemi strutturali persistono” frutto di un audit che racchiude messaggi, constatazioni e raccomandazioni.

“L’UE ha bisogno di un rimedio efficace per porre rimedio alle carenze critiche e deve affrontarle alla radice, anche come una questione di autonomia strategica europea” ha dichiarato Klaus Heiner Lehne, Membro della Corte responsabile dell’audit.

Carenze comportano costi aggiuntivi per medici e farmacie

La carenza di medicinali è da tempo un problema significativo in tutta l’UE. Le farmacie ospedaliere e le farmacie di prossimità hanno segnalato un crescente numero di medicinali “in carenza” nell’ultimo decennio e carenze record nel 2023 e 2024. Per il 2024, il 53 % dei gruppi di farmacie di prossimità nei 25 paesi del SEE, nel Regno Unito e nella Macedonia del Nord hanno segnalato carenze di oltre 600 medicinali, nonostante le misure adottate dall’UE e dagli Stati membri per evitare e mitigare tali carenze.

In una delle prime considerazioni la Corte afferma che “le carenze di medicinali mettono a rischio la salute dei pazienti e possono rappresentare anche una grave minaccia per la salute pubblica. Comportano inoltre costi aggiuntivi significativi per i medici, le farmacie e il sistema sanitario. I medici e i farmacisti devono impiegare molto tempo per gestire le carenze e reperire terapie alternative".

Le carenze possono riguardare tutte le categorie di medicinali, compresi i medicinali innovativi brevettati, i generici non protetti da brevetto o i vaccini e diventano critiche quando un paese non dispone di alternative idonee ed è necessaria un’azione coordinata dell’UE per risolverla. Secondo la Corte il sistema per prevenire e mitigare le carenze critiche di medicinali va migliorato, in quanto non dispone ancora di un quadro giuridico adeguato né di informazioni tempestive e utili.

corte

Agenzia europea non ha poteri giuridici e informazioni sufficienti

Sebbene l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) abbia visto espandere il proprio ruolo negli ultimi anni, in particolare durante la pandemia di COVID-19, e abbia fornito un importante coordinamento per contribuire a ridurre l’impatto delle carenze, non dispone ancora sottolinea la Corte dei poteri giuridici necessari per aiutare i paesi dell’UE a venir fuori da una crisi sanitaria. 

Inoltre, non vengono messe a sua disposizione sufficienti informazioni sulle carenze per poterle prevenire. Dall’audit è inoltre emerso che l’EMA non disponeva di dati che contribuissero costantemente ad attenuare le carenze esistenti, in quanto le notifiche dell’industria erano spesso tardive e incomplete. 

Vulnerabilità della catena di approvvigionamento

La Commissione europea ha individuato molte cause profonde delle carenze, come le vulnerabilità della catena di approvvigionamento: parti della produzione – in particolare per gli antibiotici e gli antidolorifici – sono in larga misura esternalizzate in Asia.

Il lavoro da essa svolto per affrontare dette cause profonde è tuttavia solo all’inizio e si scontra con molte difficoltà. L’obbligo per l’industria di offrire un approvvigionamento continuo, ad esempio, non funziona bene nella pratica. Di fronte a crescenti carenze, molti paesi dell’UE hanno iniziato a costituire scorte di medicinali, il che potrebbe aggravare le carenze in altri paesi dell’UE in mancanza di reciproco coordinamento. Il primo elenco di medicinali critici a livello dell’UE è pertanto un passo importante, ma il lavoro svolto finora non ne ha garantito la disponibilità. In realtà, gli auditor della Corte hanno riscontrato che per alcuni di essi vi era una carenza critica dell’offerta.

Frammentarietà del mercato unico

Il mercato unico dei medicinali dell’UE è frammentato, il che ne ostacola la libera circolazione e disponibilità e contribuisce alla disparità di accesso ai medicinali. La maggior parte dei medicinali è autorizzata a livello nazionale e quelli autorizzati per l’intera UE non sono commercializzati in tutti i paesi, mentre le confezioni variano da un paese all’altro. Inoltre, la Commissione non ha affrontato adeguatamente gli ostacoli transfrontalieri agli scambi. Di conseguenza, è stato difficile attenuare le carenze mediante una possibile ridistribuzione dei medicinali.

La Commissione ha adottato le prime misure proponendo modifiche al diritto dell’UE. Una volta approvate, queste potrebbero apportare miglioramenti significativi al sistema, anche se la Corte avverte che potrebbero non affrontare tutte le problematiche, compresa la necessità di segnalare le carenze in tempo utile o di influenzare l’azione dell’industria in caso di carenza critica.

Fonte

https://www.eca.europa.eu/it/news/NEWS-SR-2025-19

https://www.eca.europa.eu/it/publications/SR-2025-19 

TAG: CARENZA DI FARMACI, CORTE DEI CONTI, EUROPA, FARMACISTI

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