farmacia dei servizi
09 Ottobre 2025L’Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata esprime forte preoccupazione per l’approvazione in Senato del Disegno di legge Semplificazioni che amplia prestazioni sanitarie erogabili in farmacie

Le strutture sanitarie accreditate rispondono ai dettami del D.Lgs. n. 138/2024 con obblighi di sicurezza informatica, gestione del rischio e incident reporting, mentre le pur erogando prestazioni analoghe e trattando dati sanitari sensibili, non sarebbero soggette a tali vincoli e l’ampliamento delle prestazioni sanitarie che potranno erogare è “una svolta impropria e pericolosa”. Così l’Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata (Uap) commenta le previsioni del Ddl Semplificazioni in merito alla Farmacia dei servizi.
In una nota la Uap ricorda che in quanto operatori sanitari e strutture sanitarie pubbliche e private accreditate rientrano nel campo di applicazione della Direttive EU 2022/2555 (NIS2) e del suo recepimento nazionale di cui al D.Lgs. n. 138/2024, con obblighi di sicurezza informatica, gestione del rischio e incident reporting, anche in ordine alla trasmissione dei dati sensibili al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE).
L’associazione pone una serie di questioni legate al fatto che le farmacie “pur erogando prestazioni analoghe e trattando dati sanitari sensibili, non sarebbero soggette a tali vincoli”: la riservatezza dei dati di un cittadino affetto da patologie i cui dati vengono trasmessi dalle farmacie alle ASL o in telemedicina, l’applicazione della Direttive UE sulla sicurezza informativa. “Il mancato adempimento a tali norme per le strutture sanitarie private accreditate può essere causa di risoluzione del rapporto con il SSR e/o di mancata assegnazione del budget SSR nel 2026”.
L’Uap esprime forte “preoccupazione per l’approvazione in Senato del Disegno di legge Semplificazioni, che - pur perseguendo l’obiettivo di snellire procedure e accelerare i servizi - introduce, nel settore sanitario, misure che rischiano di compromettere la qualità e la sicurezza dell’assistenza ai cittadini”. E la norma che amplia le prestazioni sanitarie erogabili dalle farmacie rappresenta, secondo UAP, “una svolta impropria e pericolosa, poiché apre alla possibilità di eseguire test diagnostici e prestazioni di natura clinica in contesti privi dei requisiti di competenza, controllo e responsabilità propri della medicina di laboratorio”.
“La salute non può essere trattata come un ambito di semplificazione burocratica - ha dichiarato la presidente di Uap Mariastella Giorlandino. - Ogni prestazione diagnostica comporta atti medici, responsabilità professionali e standard di qualità che le farmacie, per loro natura, non possono garantire. Siamo di fronte a un intervento che appare più il frutto di un’azione lobbistica che di una riflessione sulla qualità del servizio erogato. Non si fa sanità con le semplificazioni”.
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