Politica sanitaria
21 Ottobre 2025In Emilia-Romagna a tre mesi dall’introduzione dei nuovi ticket sulle ricette dei farmaci, Forza Italia denuncia una riduzione delle vendite di medicinali e delle prescrizioni: “I cittadini rinunciano alle cure”

La riforma dei ticket introdotta dalla Regione Emilia-Romagna all’inizio di maggio ha determinato un calo delle confezioni di farmaci venduti (-6.6%) e delle ricette emesse (-7%) per il loro acquisto. Lo ha dichiarato, stando a quanto riporta l’edizione locale de Il Resto del Carlino, il presidente del gruppo regionale di Forza Italia, Pietro Vignali.
Dal 2 maggio 2025, la Regione ha introdotto un nuovo sistema di compartecipazione alla spesa: ai cittadini non esenti è richiesto un contributo di 2,20 euro per confezione, fino a un massimo di 4 euro per ricetta. Restano esenti dal pagamento circa 1,65 milioni di persone, pari a un terzo della popolazione regionale, tra cui pazienti oncologici, affetti da patologie croniche o rare, invalidi, disoccupati e cittadini in condizioni di disagio economico. Confermata inoltre la gratuità delle prime visite specialistiche per le famiglie con almeno due figli a carico fino ai 14 anni.
Nel presentare la misura, il presidente della Regione Michele de Pascale e l’assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi avevano sottolineato che la riforma si è resa necessaria per fronteggiare l’aumento della spesa farmaceutica, destinata a crescere anche nel 2025, a causa dell’introduzione di farmaci innovativi e del progressivo invecchiamento della popolazione.
Tuttavia, i dati diffusi da Vignali mostrerebbero un impatto significativo sull’accesso alle cure: “In Emilia-Romagna, in appena tre mesi le vendite di medicinali sono crollate di 1.310.000 confezioni (-6,6%) e le ricette sono diminuite di 754.700 (-7%). L’introduzione dei ticket sui farmaci di de Pascale si sta già rivelando un boomerang – afferma Vignali – migliaia di persone stanno rinunciando alle cure o riducendo l’uso di farmaci essenziali, semplicemente perché non possono più permetterseli”.
Per Vignali il ticket non rappresenta una misura di razionalizzazione, ma “una tassa sulla salute che colpisce i cittadini più fragili e penalizza chi soffre di malattie croniche, scaricando sulle famiglie i costi di una gestione inefficiente del sistema sanitario”.
“il ticket sui farmaci non è una misura di razionalizzazione, ma una tassa sulla salute. Colpisce i cittadini più fragili, penalizza chi ha patologie croniche e scarica sulle famiglie i costi di una gestione inefficiente del sistema sanitario regionale”. Il dato ribadisce Vignali indica che “emiliani e romagnoli stanno rinunciando a curarsi. È l’esatto contrario del principio di equità su cui dovrebbe basarsi la sanità pubblica. L’Emilia-Romagna sta tradendo la sua stessa tradizione di solidarietà. Invece di tutelare i più deboli, sta costruendo una sanità sempre più iniqua dove si cura solo chi ha le risorse”.
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