farmacia dei servizi
23 Ottobre 2025L'associazione degli ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata esprime preoccupazione per la nuova formulazione della norma rispetto alla bozza da cui sono la soppressione del riferimento esplicito all'obbligo di autorizzazione e accreditamento per l'integrazione delle farmacie nel Ssn

La nuova formulazione dell’articolo che nella Manovra 2026 norma la Farmacia dei servizi, che ha rimosso il riferimento esplicito all'obbligo di autorizzazione e accreditamento per l'integrazione delle farmacie nel Ssn “rischia di riaprire spazi interpretativi”. Lo sottolinea chiede l'Unione nazionale degli ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata (Uap) che chiede di fare chiarezza "con regole utili alla tutela della salute dei cittadini".
La presidente dell’Uap, Mariastella Giorlandino, ha espresso “forte preoccupazione per la nuova formulazione dell'articolo 68 (Farmacia dei servizi), che - rispetto alla precedente bozza dell'articolo 67 - risulta meno chiara sul regime autorizzativo e di accreditamento delle farmacie”. Per Giorlandino “la soppressione del riferimento esplicito all'obbligo di autorizzazione e accreditamento per l'integrazione delle farmacie nel Ssn rischia di riaprire spazi interpretativi in contrasto con il principio fondamentale di 'stesse regole per la stessa prestazione, sancito dal D.Lgs. 502/1992”.
Per l’Uap “l'erogazione di prestazioni sanitarie a carico del Ssn deve restare subordinata a requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici, come già previsto dalle lettere c-bis e c-ter dell'articolo 8 del D.Lgs. 502/1992. La capienza nel fabbisogno sanitario standard regionale costituisce un vincolo inderogabile per la contrattualizzazione e la remunerazione e ogni deviazione da tali regole configurerebbe una scorciatoia normativa inaccettabile, che metterebbe a rischio la sicurezza clinica e la parità di trattamento tra operatori del sistema sanitario”.
“Non vorremmo - afferma Giorlandino - che una modifica meramente lessicale si trasformasse in una porta aperta a nuove deroghe o scorciatoie. La farmacia di prossimità ha un ruolo importante, ma non può diventare un centro sanitario parallelo privo di controlli e requisiti". L’auspicio è che “il Parlamento approvi l'articolo 68 nella forma attuale, ma con un chiarimento esplicito sul rispetto delle regole di autorizzazione e accreditamento, respingendo ogni tentativo di deregolamentazione sanitaria che andrebbe a scapito della salute dei cittadini e della coerenza del sistema Ssn". Conclude l'associazione: "Prossimità sì, ma con sicurezza, legalità e parità di regole, applicando il D.Lgs. n. 502/1992 con i relativi requisiti”.
Contestualmente l’Unione “accoglie con favore l'impegno del Governo a destinare risorse significative all'adeguamento delle tariffe del nomenclatore nazionale (art. 67 del Ddl Bilancio 2026)” e si dichiara pronta a collaborare per “costruire un nomenclatore aggiornato e scientificamente fondato, capace di remunerare correttamente le prestazioni e di tutelare i pazienti, unico modo per l'abbattimento delle liste di attesa”
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