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13 Novembre 2025

Emicrania nei Lea, urgente per pazienti e neurologi. Dal Ministero impegno per una revisione

Pazienti, medici e istituzioni concordano sull’urgenza di aggiornare i Livelli Essenziali di Assistenza per garantire equità di accesso e uniformità di trattamento che consentirebbe di strutturare percorsi di cura continuativi con PDTA dedicati, terapie specifiche e approcci integrati farmacologici e non farmacologici sostenuti dal Servizio sanitario nazionale

di Redazione Farmacista33


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Pazienti, medici e specialisti concordano sull’urgenza di aggiornare i Livelli Essenziali di Assistenza per riconoscere l’emicrania come patologia cronica e invalidante, assicurando così equità di accesso e uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale. L’inserimento nei Lea rappresenterebbe un passo decisivo per garantire ai pazienti un percorso di cura strutturato e continuo, con PDTA dedicati, accesso tempestivo alle terapie specifiche e la possibilità di integrare gli interventi farmacologici e non farmacologici all’interno di un sistema assistenziale sostenuto dal Servizio sanitario nazionale. È con questi obiettivi che al Senato si è tenuto l’evento “L’emicrania nei LEA: scelta di civiltà, sanitaria e sociale”, promosso dalla senatrice Beatrice Lorenzin e realizzato da Edra S.p.A. con il contributo non condizionante di Pfizer.

Legge 81/2020 sulle cefalee rischia di restare sulla carta

L’evento ha riunito istituzioni, società scientifiche e associazioni di pazienti. Lorenzin ha ricordato come la legge 81/2020 sulle cefalee, pur rappresentando una conquista, “rischi di restare solo sulla carta senza un reale inserimento nei Lea e senza un PDTA dedicato. Serve maggiore consapevolezza tra cittadini e medici, e un impegno concreto delle Regioni affinché questa battaglia di civiltà diventi finalmente una realtà di cura e di prevenzione”. Al confronto, moderato da Ludovico Baldessin, Chief Business and Content Officer di Edra S.p.A, hanno partecipato esponenti del mondo scientifico tra cui Alessandro Padovani (Società Italiana di Neurologia), Simona Sacco (Società Italiana per lo Studio delle Cefalee), Piero Barbanti (ANIRCEF), Paolo Sciattella (Università Tor Vergata) e Alessandra Sorrentino (Alleanza Cefalalgici).

“Ho sostenuto con convinzione la legge 81/2020 sulle cefalee, perché rappresenta una conquista importante per milioni di persone che convivono ogni giorno con il dolore. Tuttavia, senza un reale inserimento nei Lea e senza un PDTA dedicato, questa norma rischia di restare solo sulla carta. Serve maggiore consapevolezza non solo tra i cittadini, ma anche tra i medici, e un impegno concreto delle Regioni affinché questa battaglia di civiltà diventi finalmente una realtà di cura e di prevenzione”, ha dichiarato la Senatrice Lorenzin.

Padovani ha ricordato che “la legge 81 del 2020 aveva aperto grandi speranze per garantire equità di accesso e sostenibilità nei percorsi diagnostici delle cefalee, ma oggi serve uno sforzo concreto per rendere quella visione reale. Dobbiamo ricostruire una filiera di presa in carico che non si limiti ai centri di eccellenza, ma coinvolga anche gli ospedali territoriali, così da offrire risposte efficaci e sostenibili a tutti i pazienti, senza creare nuove disuguaglianze”.

Per Sorrentino la direzione è equità di accesso e tempestività nella diagnosi e nel trattamento su tutto il territorio: “La possibilità di essere curati e tutelati non può e non deve dipendere dal luogo di residenza. L'emicrania è una patologia complessa e comorbida per cui è necessario un approccio che contempli terapie farmacologiche e strategie non farmacologiche, ma spesso i pazienti rinunciano a intraprendere il percorso terapeutico o lo abbandonano perché l'accesso ai farmaci specifici è ancora un percorso a ostacoli e le terapie non farmacologiche sono spese out of pocket che non tutte le persone possono sostenere. Inserire l'emicrania nei LEA significa fare un ulteriore passo necessario affinché la patologia sia riconosciuta non solo come malattia sociale, ma come malattia invalidante e dare ai pazienti uno strumento ulteriore di prevenzione, cura e tutela”.

Revisione dei Lea per includere emicrania

Dalla tavola rotonda istituzionale è emersa la necessità di una revisione dei Livelli Essenziali di Assistenza che includa l’emicrania tra le patologie croniche riconosciute, garantendo equità di trattamento e uniformità di accesso su tutto il territorio nazionale. 
“La Legge 81 del 2020 ha riconosciuto l’emicrania come malattia sociale, ma ora serve fare il passo decisivo: inserirla nei Lea. Non possiamo lasciare milioni di pazienti senza un diritto effettivo di cura. È tempo di passare dalle parole ai fatti – sostiene la senatrice Elena Murelli, capogruppo Lega in commissione Sanità, Lavoro e Affari Sociali – garantire equità, accesso e dignità a chi convive ogni giorno con questa patologia, specialmente le donne. L’emicrania non è un disturbo passeggero, ma una vera emergenza sociale e sanitaria”.

Sullo stesso fronte, il senatore Ignazio Zullo ha richiamato l’urgenza di aggiornare l’allegato 8 dei Lea del 2017 “per includere patologie croniche e invalidanti come l’emicrania che, pur non essendo facilmente oggettivabili, hanno un impatto sociale e sanitario enorme. Una revisione dei Lea è lo strumento migliore per garantire equità e uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale”.

Da parte della Commissione Lea, Giovanni Corrao ha sottolineato la necessità di “creare un vero collegamento tra dati scientifici e decisioni istituzionali, per garantire scelte sagge, sostenibili ed eque. L’emicrania è una patologia di grande impatto, ma ancora sottovalutata: servono PDTA credibili, basati su evidenze solide, e un robusto piano di monitoraggio che misuri l’efficacia reale delle azioni messe in campo. Solo così potremo costruire un sistema di cura in continuo miglioramento”. 

A chiudere i lavori, Francesco Saverio Mennini, Capo del Dipartimento della Programmazione, dei Dispositivi Medici, del Farmaco e delle Politiche in favore del SSN – Ministero della Salute, ha ribadito l’impegno del Ministero: “È indispensabile considerare l’inserimento dell’emicrania nei Lea all’interno di un percorso strutturato e al Ministero della Salute stiamo lavorando per integrare i dati di tracciabilità di farmaci e dispositivi con quelli provenienti dalle SDO, così da sviluppare modelli previsionali e strumenti di monitoraggio in grado di misurare l’impatto reale delle terapie e dei percorsi di cura. Un aspetto cruciale riguarda l’eterogeneità regionale: è inaccettabile che in alcune regioni i pazienti accedano rapidamente alle terapie e in altre attendano mesi. Garantire equità e omogeneità di accesso alle cure è un obiettivo prioritario del Ministero. In questa direzione, sarà fondamentale anche la definizione di standard minimi obbligatori per i centri cefalea, perché solo così possiamo assicurare che il paziente venga trattato in strutture realmente qualificate e in grado di offrire percorsi di presa in carico efficaci e sostenibili”.

TAG: EMICRANIA, LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA (LEA)

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