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12 Gennaio 2026

Farmacie 2040: hub sanitari con nuovi modelli di retribuzione dei farmacisti per garantire sostenibilità

La Vision 2040 del Pgeu disegna una farmacia di comunità trasformata in hub sanitario integrato, con servizi clinici, prevenzione e presa in carico dei pazienti, sostenuta da nuovi modelli di remunerazione e da una diversa valorizzazione del lavoro del farmacista per garantire sostenibilità e resilienza ai sistemi sanitari europei

di Simona Zazzetta


Farmacie 2040: hub sanitari con nuovi modelli di retribuzione dei farmacisti per garantire sostenibilità

Le 200 mila farmacie di comunità costituiscono l’infrastruttura sanitaria più capillare d’Europa e devono essere riconosciute come una componente strutturale dei sistemi sanitari, in grado di garantire accesso alle cure, continuità terapeutica e resilienza nelle crisi, che non si limita più alla dispensazione, ma diventa un vero presidio di assistenza primaria, con farmacisti che operano come professionisti clinici. Questo salto di ruolo richiede anche modelli di remunerazione in grado di valorizzare i servizi e investimenti nella forza lavoro che rafforzino il contributo professionale dei farmacisti.
Il Pgeu, nella  Vision 2040, descrive così un sistema di farmacie trasformate in centri sanitari multiservizio potenziati dal digitale, capaci di offrire screening, prescrizioni secondo protocolli definiti, consulenza farmacogenomica, monitoraggio delle malattie croniche e programmi strutturati di aderenza terapeutica, supportati da robotica avanzata, piattaforme digitali e strumenti predittivi per la gestione delle scorte. 
Ecco secondo il Pgeu le direttrici e gli obiettivi da centrare su cui i legislatori nazionali ed europei dovrebbero concentrare l’attenzione.

Assistenza farmaceutica sicura e continua  

Al centro c’è innanzitutto la funzione primaria della farmacia come garante dell’accesso continuo alle terapie. Le farmacie di comunità sono chiamate ad assicurare la disponibilità dell’intero spettro di medicinali e dispositivi medici, dai farmaci con prescrizione agli OTC, fino ai prodotti specialistici, alle terapie avanzate e alle preparazioni galeniche, offrendo al tempo stesso orari estesi e servizi continuativi che consentano ai pazienti di ricevere i trattamenti di cui hanno bisogno senza interruzioni. 
In questo modello la dispensazione non è un atto puramente logistico, ma il primo momento di presa in carico del paziente, in cui il farmacista fornisce informazioni chiare, affidabili e personalizzate per garantire un uso sicuro ed efficace dei medicinali.

La continuità della cura passa anche dalla capacità di sostenere l’aderenza terapeutica, una delle leve principali per migliorare gli esiti di salute e ridurre le complicanze evitabili. Attraverso consulenze mirate e interventi di follow-up, il farmacista accompagna il paziente lungo tutto il percorso di cura, intercettando precocemente problemi, difficoltà di assunzione o effetti indesiderati che potrebbero compromettere l’efficacia delle terapie. In questo quadro si inserisce anche il ruolo nella farmacovigilanza: grazie al contatto quotidiano con i cittadini, le farmacie diventano un osservatorio privilegiato per individuare, gestire e segnalare le reazioni avverse, contribuendo al monitoraggio della sicurezza dei trattamenti su scala di popolazione.

 Hub sanitario integrato: screening , campagne e vaccini

Altro punto è l’evoluzione della farmacia in vero e proprio hub sanitario integrato, in cui prevenzione, diagnosi e terapia entrano a far parte della pratica quotidiana. L’obiettivo è normalizzare una gestione proattiva della salute, trasformando ogni contatto con il cittadino in un’opportunità per intercettare i fattori di rischio e promuovere comportamenti salutari. Valutazioni del rischio cardiovascolare, screening del diabete, campagne di sensibilizzazione e programmi di screening oncologico, così come le iniziative vaccinali, sono destinati a diventare familiari quanto oggi lo è la dispensazione dei farmaci.

Questa integrazione dei servizi di sanità pubblica nella farmacia di comunità è destinata ad avere un impatto particolarmente rilevante nelle aree rurali e nei contesti socio-economicamente più fragili, dove l’accesso ad altri servizi sanitari è spesso limitato. Proprio in questi territori, sottolinea il Pgeu, “le farmacie continueranno a rappresentare un punto di riferimento stabile, con porte aperte e servizi avanzati a disposizione delle fasce di popolazione che più rischiano di restare escluse dai percorsi di prevenzione e cura”.

In questo contesto i farmacisti agiranno come esperti clinici di prima linea, gestendo in modo autonomo le condizioni autolimitanti, adattando le terapie croniche in collaborazione con i prescrittori e interpretando i test diagnostici point-of-care, esercitando una maggiore autonomia per prevenire le interruzioni dei trattamenti, in particolare in situazioni di carenza di medicinali in cui siano disponibili alternative terapeutiche.

Modelli retributivi equi per garantire la sostenibilità delle farmacie

 Un altro snodo centrale per il Pgeu sono i modelli retributivi che “devono evolversi per riflettere appieno il valore che i farmacisti apportano ai sistemi sanitari”. Entro il 2040, la sostenibilità della farmacia di comunità dipenderà da una forza lavoro “forte, ben distribuita, formata e professionalmente realizzata”.

Per affrontare le attuali carenze è necessario un investimento coordinato in retribuzioni eque, percorsi di carriera interessanti e una formazione moderna, allineata ai ruoli in espansione dei farmacisti. La mobilità transfrontaliera, il tutoraggio e lo sviluppo professionale continuo saranno essenziali per trattenere i talenti e garantire un equo accesso alle cure in tutte le regioni d'Europa”.

Per il Pgeu “collegare la retribuzione ai risultati, alla prevenzione e alla qualità dell'assistenza coglierà meglio il crescente ruolo del farmacista nella sanità clinica e pubblica. Questi modelli dovrebbero supportare l'erogazione di nuovi servizi, incentivare l'intervento precoce e consentire investimenti a lungo termine in forza lavoro, tecnologia e sostenibilità. Una base economica resiliente garantirà che le farmacie rimangano accessibili, innovative e in grado di soddisfare le future esigenze sanitarie”.

 Emergenze, trasformazione digitale e alla sostenibilità ambientale: formazione ad hoc

Un altro pilastro della Vision 2040 riguarda il ruolo della farmacia come rete di sicurezza sanitaria nelle emergenze. Il PGEU sottolinea che le farmacie di comunità, grazie alla loro diffusione capillare e alla fiducia delle comunità locali, devono essere pienamente integrate nei sistemi nazionali ed europei di preparazione e risposta alle crisi. Entro il 2040 dovranno avere responsabilità chiare nella gestione dei farmaci essenziali, nel triage di primo livello e nella distribuzione di vaccini, antivirali e dispositivi di protezione, con farmacisti formati su protocolli di emergenza, logistica e contrasto alla disinformazione sanitaria.

La Vision 2040 affida inoltre alla trasformazione digitale e alla sostenibilità ambientale un ruolo chiave nel futuro della farmacia di comunità. Un’infrastruttura solida di prescrizione elettronica, l’accesso ai fascicoli sanitari elettronici, lo scambio sicuro dei dati e gli strumenti di supporto decisionale basati sull’intelligenza artificiale dovranno garantire una continuità di cura fluida, liberando tempo per una relazione più qualificata con il paziente, mentre protocolli rigorosi di cybersicurezza e il pieno rispetto delle normative europee tuteleranno la fiducia dei cittadini. In parallelo, le farmacie saranno chiamate a integrare la sostenibilità ambientale nella pratica quotidiana, promuovendo l’uso responsabile dei medicinali, riducendo gli sprechi e favorendo il corretto smaltimento dei farmaci inutilizzati o scaduti, in un percorso che lega la salute delle persone a quella del pianeta.

Fonte:

https://www.pgeu.eu/wp-content/uploads/2026/01/PGEU_Vision-.pdf 

TAG: PHARMACEUTICAL GROUP OF THE EUROPEAN UNION (PGEU)

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