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Politica e Sanità

13 Gennaio 2026

Riforma del SSN, via libera al ddl delega. Schillaci: superare la separazione tra DM 70 e DM 77

Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge delega per la riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale. Previsti decreti attuativi entro il 2026 per integrare ospedale e territorio, aggiornare la classificazione delle strutture, introdurre ospedali di terzo livello ed elettivi e rafforzare l’assistenza ai cronici e ai non autosufficienti

di Redazione Farmacista33


Sala Consiglio dei Ministri (Palazzo Chigi, Roma)

Il Consiglio dei ministri del 12 gennaio ha approvato con procedura d’urgenza il disegno di legge delega che avvia una riforma strutturale del Servizio sanitario nazionale, puntando su integrazione tra ospedale e territorio, nuova classificazione delle strutture e revisione del modello organizzativo per ridurre le liste d’attesa e rendere più omogeneo l’accesso alle cure. Il provvedimento affida al Governo il compito di riscrivere l’architettura del SSN attraverso decreti legislativi che dovranno rafforzare la sanità di prossimità, migliorare l’appropriatezza clinica e organizzativa e aggiornare la governance del sistema, mantenendo i principi di universalità, equità e solidarietà.

Il disegno di legge, proposto dal ministro della Salute Orazio Schillaci è collegato al Documento programmatico di finanza pubblica 2025. I decreti legislativi attuativi dovranno essere adottati entro il 31 dicembre 2026 e saranno finalizzati all’integrazione e alla revisione del modello organizzativo del SSN, con particolare attenzione alla centralità della persona, alla prossimità nell’accesso alle cure, alla sicurezza e alla qualità delle prestazioni, in condizioni di sostenibilità del sistema.

Liste d’attesa e ospedali: riorganizzazione e standard minimi

L’obiettivo prioritario indicato dal provvedimento è l’abbattimento delle liste d’attesa, garantendo tempi certi per visite ed esami diagnostici attraverso una maggiore appropriatezza clinica e organizzativa. In questa prospettiva, la riforma valorizza l’assistenza territoriale e ne rafforza l’integrazione con l’assistenza ospedaliera, per rispondere in modo più efficace ai bisogni assistenziali complessi e multidisciplinari della popolazione e per accrescere la resilienza complessiva del SSN.

Sul versante ospedaliero, la delega prevede l’aggiornamento della classificazione delle strutture con l’introduzione degli ospedali di terzo livello, individuati come strutture di eccellenza con bacino di utenza nazionale o sovranazionale, finalizzate anche a ridurre la mobilità sanitaria. Accanto a questi, saranno individuati gli ospedali elettivi, strutture per acuti prive di pronto soccorso destinate ad accogliere pazienti acuti non urgenti provenienti da ospedali di livello superiore. 
Tra gli obiettivi rientra anche il miglioramento dell’appropriatezza dell’offerta ospedaliera attraverso la definizione di standard minimi per le attività di ricovero, articolati per area di attività e per ambito territoriale, in coerenza con la disciplina dell’ospedale di comunità.

Il provvedimento introduce inoltre nuovi criteri per il dimensionamento delle unità operative complesse in relazione al bacino di utenza e riconosce il valore delle buone pratiche clinico-assistenziali e organizzative, prevedendone una valorizzazione anche sotto il profilo del riconoscimento giuridico.

Assistenza territoriale: più attenzione alla non autosufficienza

Per l’assistenza territoriale, il disegno di legge punta a garantire un adeguato livello di cure alle persone non autosufficienti e a quelle affette da patologie croniche complesse, attraverso la definizione di standard di personale, la garanzia della continuità assistenziale e la promozione della domiciliarità, anche per quanto riguarda l’accesso ai farmaci.
In questo quadro è previsto il rafforzamento dell’integrazione tra interventi sanitari e socio-assistenziali e la valorizzazione della bioetica clinica come strumento di umanizzazione delle cure, insieme al riordino dei servizi di salute mentale e al potenziamento dei sistemi informativi sanitari.

La delega prevede infine un riordino della disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, con l’obiettivo di rafforzarne il contributo all’assistenza territoriale e alla presa in carico dei pazienti.

A completare l’impianto della riforma è il rafforzamento del monitoraggio sui livelli essenziali di assistenza, finalizzato a superare le disparità territoriali e a garantire standard elevati di cura in tutto il Paese, nel rispetto delle competenze delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano.

Schillaci: superare la separazione tra DM 70 e DM 77 

Obiettivo della riorganizzazione, ha sottolineato il ministro della Salute Orazio Schillaci durante la conferenza stampa al termine del Cdm, è “una sanità più moderna e coerente con gli sviluppi Pnrr e in grado di rispondere meglio alle esigenze di salute, che sono cambiate negli ultimi anni. Questo provvedimento vuole garantire e rendere effettivi la tutela della salute in coerenza con l'articolo 32 della Costituzione, aggiornando la governance del Ssn istituito nel 1978 e che rappresenta ancora oggi un modello anche all'estero”.

Il ministro ha aggiunto che la riforma rafforzerà “l'integrazione tra ospedale e territorio con nuovi modelli di presa in carico in particolare per la non autosufficienza e per le cronicità. Ricordo che fino ad oggi avevamo il Dm 70 del 2015 che si occupava di assistenza ospedaliera e il Dm 77 del 2022 che si occupava di assistenza territoriale. Oggi non possiamo non avere una visione congiunta di quella che è la sanità territoriale e ospedaliera. Quindi vorremmo avere un sistema più efficiente, moderno, potenziale la tutela della salute”.

Quanto alla rete ospedaliera, l’aggiornamento della classificazione delle strutture punta ad avere “nuovi ospedali di riferimento nazionali – di terzo livello – per ridurre la mobilità sanitaria”. Accanto a questi, Schillaci ha spiegato che saranno individuati anche “ospedali elettivi per punti privi di pronto soccorso dove trasferire i pazienti acuti non urgenti da altre strutture di livello superiore”.

Il provvedimento, ha concluso il ministro, dedica infine “attenzione alla promozione della domiciliarità e all'erogazione dei farmaci per le persone non autosufficienti”.

Fonte:

https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-155/30739 

TAG: SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, RIFORMA, CONSIGLIO DEI MINISTRI

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