spesa farmaceutica
17 Luglio 2026Riceviamo e pubblichiamo la riflessione del presidente dell'Ordine dei farmacisti di Bari e Bat Luigi d'Ambrosio Lettieri sul rapporto tra sostenibilità della spesa farmaceutica, appropriatezza prescrittiva, innovazione terapeutica e tutela del diritto dei cittadini ad accedere alle cure.

La ridefinizione della governance della spesa farmaceutica approvata dalla Regione Puglia ha riacceso il confronto sulle strategie per garantire la sostenibilità del Servizio sanitario. In questo contesto, il presidente dell'Ordine dei farmacisti di Bari e Bat, Luigi d'Ambrosio Lettieri, interviene con una riflessione sul rapporto tra contenimento della spesa, appropriatezza prescrittiva e autonomia professionale del medico, soffermandosi anche sull'impatto dell'innovazione terapeutica, della gestione delle cronicità e sul contributo che la farmacia territoriale può offrire per promuovere aderenza terapeutica e uso appropriato dei farmaci. Di seguito il testo integrale del suo intervento.
"Ogni amministratore pubblico ha il dovere di governare con rigore le risorse affidategli. Contrastare gli sprechi, prevenire inefficienze, eliminare fenomeni corruttivi e perseguire l'appropriatezza nell'utilizzo del denaro pubblico rappresentano principi irrinunciabili di buona amministrazione. In sanità questo dovere assume un valore ancora più elevato, perché riguarda risorse destinate alla tutela della salute, uno dei diritti fondamentali garantiti dall'articolo 32 della Costituzione.
È dunque pienamente condivisibile l'obiettivo della Regione Puglia e riportato dagli organi di stampa, di rafforzare il governo della spesa farmaceutica, intensificando i controlli sull'appropriatezza prescrittiva e ricercando ogni possibile margine di efficientamento del sistema.
Tuttavia, quando si affronta il tema della spesa farmaceutica occorre evitare semplificazioni che rischiano di trasformare un problema complesso in una questione che non è solo contabile. La spesa farmaceutica, infatti, non è una spesa come le altre, perché rappresenta il costo dell'innovazione terapeutica, dell'allungamento della vita, della gestione della cronicità e del progresso scientifico.
Negli ultimi vent'anni l'aspettativa di vita della popolazione è aumentata sensibilmente e parallelamente è cresciuto il numero dei pazienti affetti da patologie croniche, spesso pluripatologici, che richiedono trattamenti continuativi. A ciò si aggiunge la straordinaria evoluzione della ricerca scientifica: ogni anno diventano disponibili farmaci innovativi capaci di modificare radicalmente la prognosi di numerose malattie oncologiche, rare, autoimmuni e cardiovascolari. Si tratta di terapie che migliorano la qualità della vita, riducono ricoveri e complicanze, diminuiscono gli effetti indesiderati rispetto ai trattamenti tradizionali e, in molti casi, consentono ai pazienti di tornare ad una vita pressoché normale.
Naturalmente tutto questo ha un costoEd è proprio qui che emerge la vera sfida della politica sanitaria in Puglia e in tutto il Paese: garantire la sostenibilità economica senza compromettere il diritto dei cittadini ad accedere alle migliori cure disponibili.
I dati dell'AIFA mostrano con chiarezza dove si concentra oggi la criticità. Nel 2025 la spesa farmaceutica per acquisti diretti — cioè quella sostenuta principalmente dagli ospedali e dalla distribuzione diretta— continua a registrare un significativo superamento del tetto programmato sia a livello nazionale sia in Puglia. La dinamica è fortemente influenzata dall'introduzione di terapie innovative che hanno costi elevatissimi e dall'aumento della domanda assistenziale.
Anche la spesa convenzionata, cioè quella relativa ai medicinali dispensati dalle farmacie territoriali, ha registrato un incremento ma resta dentro il tetto programmato. Tale crescita, però, non può essere letta esclusivamente come indice di maggiore consumo. Essa è infatti influenzata anche da precise e condivisibili scelte nazionali, come il trasferimento di alcuni medicinali dal canale della distribuzione diretta alla distribuzione convenzionata, provvedimento che, secondo Aifa, ha consentito risparmi, ha agevolato l’accesso dei cittadini alle terapie e ha modificano la collocazione contabile della spesa senza determinare un aumento dei consumi reali.
In questo contesto è certamente opportuno rafforzare i controlli sull'appropriatezza prescrittiva che rappresenta uno strumento fondamentale sia per migliorare la qualità delle cure sia per evitare sprechi. Ogni prescrizione deve essere fondata sulle evidenze scientifiche, sulle indicazioni autorizzate e sulle reali necessità cliniche del paziente. Ma proprio perché l'appropriatezza è un criterio clinico, non può trasformarsi in un vincolo esclusivamente economico.
Occorre evitare che il controllo della spesa finisca, anche indirettamente, per limitare l'autonomia professionale del medico che opera secondo scienza e coscienza, nel rispetto delle evidenze scientifiche, dei principi etici e delle regole deontologiche.
Nessuna politica di contenimento della spesa dovrebbe tradursi in una pressione tale da condizionare la libertà prescrittiva quando questa è esercitata nell'interesse del paziente. L'obiettivo deve essere quello di eliminare le prescrizioni inappropriate, non quello di impedire quelle appropriate.
La sostenibilità economica e la qualità dell'assistenza non sono valori alternativi. Sono due facce della stessa medaglia. Una prescrizione appropriata evita ricoveri, complicanze, accessi impropri al pronto soccorso e, nel medio-lungo periodo, genera risparmi ben superiori al costo del farmaco.
Per questa ragione la vera governance della spesa farmaceutica non può limitarsi a fissare tetti o introdurre controlli. Essa richiede investimenti nella digitalizzazione, nei sistemi di supporto alle decisioni cliniche, nella formazione continua dei professionisti, nella farmacovigilanza, nella promozione dei farmaci equivalenti e biosimilari quando clinicamente appropriati e nella piena integrazione tra ospedale, territorio e farmacia di comunità.
La farmacia territoriale, in particolare, può rappresentare un alleato prezioso delle politiche regionali di appropriatezza attraverso attività di aderenza terapeutica, riconciliazione farmacologica, educazione sanitaria e monitoraggio dei pazienti cronici.
In definitiva, governare la spesa è un dovere e ridurre gli sprechi è una necessità.
Contrastare le inappropriatezze è un obiettivo condivisibile. Ma il parametro con cui misurare il successo di ogni politica sanitaria non può essere soltanto il rispetto di un tetto di spesa perché il vero indicatore di efficacia resta la capacità del Servizio sanitario di garantire ad ogni cittadino, nei tempi giusti e senza discriminazioni, la migliore terapia disponibile.
La sostenibilità economica va ricercata attraverso la razionalizzazione della spesa e un adeguato finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale. Perché essa non è il fine del sistema sanitario; è la condizione necessaria affinché il diritto costituzionale alla salute possa continuare ad essere garantito, anche alle generazioni future".
Luigi d’Ambrosio Lettieri
Presidente Ordine Farmacisti BARI-BAT
ph.cr.magnific
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