Integratori
14 Gennaio 2026Le Associazioni dei farmacisti di parafarmacia denunciano di non essere state coinvolte nella costituzione del Tavolo di lavoro sugli integratori alimentari, nonostante rappresentino oltre 4.000 professionisti impegnati nel consiglio ai cittadini. In una lettera al sottosegretario Gemmato chiedono le motivazioni dell’esclusione e l’inserimento tra i partecipanti

Le Associazioni dei farmacisti che operano nelle parafarmacie non sono state coinvolte né consultate per la partecipazione al Tavolo di lavoro sugli integratori alimentari istituito al Ministero della Salute, pur rappresentando oltre 4.000 farmacisti che svolgono quotidianamente un ruolo sanitario di consiglio e informazione ai cittadini sull’uso degli integratori. Chiedono chiarimenti al Sottosegretario Marcello Gemmato in quanto ritengono “incomprensibile l’esclusione da un confronto che riguarda direttamente sicurezza, correttezza dell’informazione e uso appropriato degli integratori”.
In una nota congiunta le sigle del settore dichiarano di aver appreso esclusivamente dalla stampa specializzata dell’avvenuta costituzione del Tavolo.
“Riteniamo incomprensibile – scrivono in una lettera a gemmato – l’esclusione dei farmacisti di parafarmacia da un confronto che riguarda direttamente la sicurezza, la corretta informazione al consumatore e l’uso appropriato degli integratori, ambiti nei quali questi professionisti svolgono un ruolo sanitario riconosciuto e fondamentale”.
Secondo le Associazioni, “la mancata rappresentanza dei farmacisti di parafarmacia costituisce una grave lacuna nel confronto tecnico-scientifico, soprattutto in un settore caratterizzato da un mercato in forte espansione e da un confine spesso delicato tra integrazione alimentare e ambito terapeutico”.
Al Sottosegretario chiedono le motivazioni che hanno portato alla loro esclusione dal Tavolo e di valutare l’inserimento delle rappresentanze dei farmacisti di parafarmacia tra i soggetti partecipanti ai lavori o ai gruppi tecnici.
“Un Tavolo che ambisce a garantire regole uniformi e maggiore tutela per i cittadini – concludono le Associazioni – non può prescindere dal contributo di migliaia di farmacisti che ogni giorno operano a diretto contatto con i consumatori”.
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