Aifa
09 Marzo 2026L’Aifa pubblica un’analisi tecnica sull'impatto economico della riclassificazione da A-Pht ad A e segnala alcuni rilievi metodologici nei calcoli proposti da Dataroom

Il calcolo dell’impatto economico della riclassificazione delle gliflozine non può essere ricondotto “a una mera semplificazione aritmetica” che non tenga conto di alcuni elementi. È, in estrema sintesi, il rilievo che Aifa solleva all’analisi proposta dal servizio Dataroom del Corriere della Sera nell’edizione del 23 febbraio, articolato poi in un’analisi tecnica (data check) predisposta dagli uffici afferenti alla competente Direzione Tecnico-Scientifica da cui emergono alcuni rilievi metodologici.
Dall’analisi tecnica dell’Aifa emergono, in sintesi, tre rilievi metodologici. In primo luogo, il calcolo “è stato effettuato partendo da un prodotto che non rappresenta i consumi prevalenti delle gliflozine e utilizzando i dati di una singola Regione, senza tenere conto dell'effettiva variabilità territoriale”. Inoltre “non sono stati considerati rilevanti elementi regolatori, e ciò ha condotto a una ricostruzione incompleta e metodologicamente non corretta del quadro complessivo”. E infine “è stato incluso nel calcolo un fattore non pertinente, quale il pay-back di ripiano dello sfondamento a livello nazionale del tetto degli acquisti diretti”.
Secondo l’Aifa, invece, il calcolo avrebbe dovuto considerare anche i “costi finanziari, amministrativi, di stoccaggio e di distribuzione dei medicinali, collegati agli acquisti diretti da parte delle strutture sanitarie regionali, che non sono nella disponibilità dell’Agenzia e che non fanno parte dell’ordinaria attività di monitoraggio della spesa farmaceutica”. Sono capitoli di spesa afferenti al bilancio delle Regioni e, precisa l’Agenzia, “il costo del servizio di distribuzione per conto è solo una delle componenti di tali oneri contabilizzati nel bilancio delle strutture sanitarie regionali. Tali elementi concorrono ad aggravare i costi collegati all’erogazione tramite acquisti regionali”.
L’Aifa sottolinea inoltre di aver svolto l’attività di riclassificazione delle gliflozine da A-Pht ad A in applicazione della normativa vigente, come previsto dall’articolo 1, comma 224 della legge 213/2023 e nell’ambito del proprio perimetro di operatività amministrativa. L’intervento, evidenzia l’Agenzia, è finalizzato ad aumentare i risparmi a vantaggio del Servizio sanitario nazionale e delle Regioni, attraverso il “recupero del valore degli sconti confidenziali negoziati da AIFA anche a fronte dell’erogazione dei medesimi medicinali nel canale della convenzionata” e tramite “un’ulteriore rinegoziazione del prezzo di cessione al SSN dei medicinali oggetto di riclassificazione”.
È previsto per il 12 marzo una riunione del Tavolo di Coordinamento tecnico AIFA-Regioni che servirà per acquisire le osservazioni delle Regioni, fornire eventuali chiarimenti tecnici (incluso il tema del pay-back di ripiano dello sfondamento a livello nazionale del tetto degli acquisti diretti) e richiedere i dati amministrativi aggiornati sulle confezioni erogate, qualora questi risultassero differenti da quelli utilizzati da AIFA e già comunicati dalle Regioni stesse nei flussi informativi ufficiali (Ministero della Salute e Tessera Sanitaria).
Data check Aifa
Fonte:
https://www.aifa.gov.it/-/riclassificazione-gliflozine-data-check
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