Distribuzione dei farmaci
11 Marzo 2026Il sottosegretario alla Salute Gemmato ha annunciato che il Ministero, insieme ad Aifa, individuerà nuove categorie di medicinali da trasferire nella distribuzione territoriale. Dal rapporto Censis emerge un forte consenso dei cittadini allo spostamento dei farmaci dall’ospedale alla farmacia

Entro il 30 marzo il Ministero della Salute, insieme ad Aifa, individuerà nuove categorie di farmaci da riclassificare e trasferire nella distribuzione territoriale attraverso le farmacie. Lo ha annunciato il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato a margine della presentazione del rapporto Censis “La farmacia nella sanità di prossimità”, illustrando le prossime tappe del percorso di spostamento di alcuni medicinali dalla distribuzione ospedaliera alla rete delle farmacie.
Nel commentare i risultati dell’indagine, Gemmato ha dichiarato: “Il rapporto Censis, che conferma come oltre il 90% degli italiani identifichi la farmacia come struttura sanitaria di prossimità, è assolutamente in linea con quanto il governo sta facendo, con la mia delega, per rafforzare la sanità territoriale”.
Secondo il sottosegretario, i dati confermano la direzione intrapresa con lo sviluppo della farmacia dei servizi e con il rafforzamento della distribuzione dei medicinali sul territorio. “Il rapporto Censis conferma oggi ciò che il governo aveva intuito e percepito attraverso il contatto diretto con i cittadini. La farmacia dei servizi amplia la funzione dell’erogazione del farmaco – ha spiegato – integrandosi con i medici di medicina generale, i pediatri e le Case di comunità, contribuendo a colmare un gap sanitario ereditato dal passato e che stiamo diligentemente strutturando”.
Il tema della territorializzazione della dispensazione dei farmaci trova un ampio riscontro anche nei risultati dell’indagine Censis. Uno dei dati più rilevanti riguarda infatti l’apprezzamento dei cittadini per la possibilità di ritirare in farmacia medicinali e servizi che in precedenza erano disponibili solo presso ospedali o Asl. Secondo il rapporto, il 68,4% degli italiani ha già ritirato in farmacia farmaci o servizi che prima venivano distribuiti esclusivamente nelle strutture ospedaliere o nelle aziende sanitarie.
Il giudizio su questo modello organizzativo risulta largamente positivo. Il 93,8% degli intervistati ritiene che la dispensazione territoriale faccia risparmiare tempo, il 93,7% afferma che riduce gli spostamenti e il 93,0% che consente di diminuire i tempi di attesa. Inoltre, il 92,4% considera che semplifichi le procedure e il 90,7% che contribuisca ad avvicinare la sanità ai cittadini. Un ulteriore 89,4% degli intervistati ritiene che la distribuzione dei farmaci in farmacia migliori la continuità del rapporto tra pazienti cronici e farmacisti e favorisca l’aderenza terapeutica.
Valutazioni molto positive emergono anche per i servizi già offerti dalle farmacie. Tra quelli più apprezzati figura la distribuzione di farmaci e presidi per patologie croniche, indicata positivamente dal 94,1% dei cittadini.
In questo contesto si inserisce il percorso di revisione della distribuzione dei medicinali annunciato dal Ministero. “Abbiamo già trasferito alcune categorie di farmaci, come gliptine e glifozine, e entro il 30 marzo, insieme all’Aifa, identificheremo nuove categorie”.
Secondo Gemmato, l’obiettivo è rafforzare l’accesso alle terapie e migliorare la gestione delle patologie sul territorio. “Questo permetterà un migliore accesso ai farmaci, una maggiore aderenza e compliance terapeutica, riducendo ospedalizzazioni e sintomi conclamati, con un effetto positivo anche sulla sostenibilità del sistema sanitario pubblico nazionale”.
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