testo unico farmaceutica
24 Marzo 2026In audizione sul Ddl delega per la riforma della legislazione farmaceutica, Assofarm chiede il mantenimento del diritto di prelazione dei Comuni, maggiore flessibilità nella pianificazione delle sedi e semplificazioni negli acquisti e nella digitalizzazione dei servizi

Il mantenimento e il rafforzamento del diritto di prelazione dei Sindaci nell’istituzione di nuove farmacie, insieme a misure di semplificazione organizzativa e digitale, sono tra le principali richieste avanzate da Assofarm nel corso dell’audizione presso la Commissione del Senato sul Disegno di Legge n. 1786 AS, che delega il Governo alla riforma della legislazione farmaceutica che porterà alla definizione di un Testo unico della farmaceutica.
La federazione, che rappresenta oltre 1.700 farmacie comunali, ha sottolineato la centralità del ruolo dei Comuni e delle farmacie pubbliche nell’evoluzione del Servizio sanitario nazionale. Secondo il presidente di Assofarm, Luca Pieri, si tratta di “un’iniziativa legislativa ambiziosa e necessaria per riordinare un quadro normativo attualmente frammentato. Il DDL rappresenta un’occasione storica per consolidare la Farmacia dei Servizi, trasformando i presidi territoriali in strutture stabilmente integrate nel SSN per l'erogazione di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie”.
Il punto cardine della posizione di Assofarm riguarda il mantenimento e il rafforzamento del diritto di prelazione dei Sindaci nell’istituzione di nuove farmacie. La federazione evidenzia come le farmacie comunali svolgano una funzione che va oltre la dimensione commerciale, configurandosi come presidi socio-sanitari a supporto delle politiche locali per la salute e per l’accesso alle cure, in particolare nelle aree rurali, interne o marginali.
Come ha ricordato ancora Pieri, “le Farmacie Comunali non sono semplici esercizi commerciali, ma presidi socio-sanitari che rappresentano snodi fondamentali delle politiche locali per la salute".
Secondo Assofarm, il diritto di prelazione consentirebbe di garantire la presenza del servizio anche nelle aree più fragili e di assicurare la continuità terapeutica, prevedendo che le sedi vacanti dopo i concorsi vengano offerte in prelazione al Comune senza ritardi.
Nel corso dell’audizione, Assofarm ha inoltre presentato alcune proposte operative per rendere più efficiente il sistema. Tra queste, la richiesta di maggiore flessibilità nella pianificazione territoriale delle farmacie, superando la rigidità della pianta organica basata esclusivamente sul criterio demografico e consentendo revisioni più tempestive in funzione dei bisogni reali delle comunità.
Un altro punto riguarda l’efficienza negli approvvigionamenti, con la proposta di eliminare l’obbligo di gara pubblica per l’acquisto di farmaci e parafarmaci destinati alla rivendita, equiparando le farmacie comunali a quelle private per garantire maggiore tempestività nelle forniture e possibili risparmi per la finanza pubblica. Sul fronte della digitalizzazione, tra le soluzioni indicate figura l’introduzione di strumenti come gli smart locker esterni per il ritiro dei farmaci acquistati, con l’obiettivo di facilitare l’accesso ai servizi anche al di fuori degli orari di apertura.
In conclusione, Pieri ha espresso l’auspicio che le proposte vengano recepite nel percorso legislativo: “Confidiamo che il Governo accolga questi principi nella legge di delega e nei successivi Testi Unici. Valorizzare le Farmacie Comunali significa investire in un sistema di cure primarie resiliente, capace di ridurre la pressione sugli ospedali e garantire equità di accesso alle cure per tutti i cittadini”.
credit photo: Freepik
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