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Distribuzione dei farmaci

26 Marzo 2026

Riclassificazione Pht: obiettivo è spostare il 90% dei farmaci in farmacia

Prosegue la strategia di spostamento dei farmaci dalla distribuzione diretta ospedaliera a quella territoriale, lo conferma il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato: l’obiettivo di arrivare al 90% dei medicinali erogati nelle farmacie convenzionate.

di Simona Zazzetta


farmacista paziente bancone donna

Portare i farmaci più vicino ai cittadini, migliorare l’aderenza alle terapie e mantenere sotto controllo la spesa pubblica, sono i tre pilastri della strategia che si fonda sull’idea di rafforzare la prossimità attraverso la distribuzione dei medicinali in convenzionata tramite le farmacie di comunità con la prospettiva di riclassificare fino al 90% dei farmaci oggi distribuiti in ospedale. Quella che è stata più volte chiamata dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato la “rivoluzione gentile” è stata da lui stesso illustrata nel corso di un evento al ministero. In sintesi, si fonda sull’idea di rafforzare la prossimità territoriale e di integrare la farmacia nel sistema di assistenza sanitaria, in particolare per i pazienti cronici e anziani.

Riclassificazione farmaci: dal Pht alla fascia A

“La novità che viene presentata oggi – ha detto Gemmato - è quella di spostare i farmaci dalla cosiddetta distribuzione diretta, ovvero negli ospedali, nelle farmacie pubbliche e private convenzionate, le farmacie sotto casa, migliorando l’aderenza terapeutica e la compliance terapeutica. Abbiamo già spostato due categorie di farmaci antidiabetici che sono le gliptine e le gliflozine. L’obiettivo è arrivare al 90% dei farmaci distribuiti nelle farmacie pubbliche e private convenzionate. Entro il 30 marzo, così come previsto dalla legge di Bilancio, verranno trasferite altre categorie di farmaci”. L’Aifa, infatti, sta valutando di procedere alla riclassificazione di ulteriori farmaci antidiabetici.

Il sottosegretario ha spiegato che nella legge di Bilancio è stato stabilito che “i farmaci attualmente distribuiti nel silos della diretta in A/PHT possano essere distribuiti nel silos della convenzionata in A”, precisando che “il secondo passaggio della rivoluzione gentile sarà quello di portare poi i farmaci che oggi sono presenti nella distribuzione diretta tout court in quella convenzionata, laddove possibile”.

Il 90% del Pht possono essere distribuito sul territorio

Secondo le analisi del tavolo tecnico che ha coinvolto società scientifiche, Ordini professionali e stakeholder, la quota di farmaci trasferibili al territorio è molto elevata. “Fatti 100 i farmaci che oggi si distribuiscono negli ospedali, 90 potevano essere distribuiti o possono essere distribuiti sul territorio. Rimanevano esclusi il 10% i farmaci che richiedono registri monitorati all’interno delle strutture ospedaliere. L’obiettivo della ‘rivoluzione gentile’ è quello di portare il 90% dei farmaci dalla distribuzione diretta alla distribuzione sul territorio andando incontro ai cittadini”.

Il tema della prossimità, ha sottolineato Gemmato, riguarda direttamente la gestione delle cronicità: “È fondamentale per cittadini malati cronici, che in Italia sono 27 milioni affetti da più patologie, di cui soltanto i diabetici sono quattro milioni. Favorendo la prossimità territoriale, il cittadino si cura meglio, non si ospedalizza, non si ammala o comunque si ritarda l’insorgenza dei sintomi”.

Spesa farmaceutica, Gemmato: non aumento, ma spostamento

Uno degli aspetti più discussi riguarda l’impatto economico della riforma della distribuzione. Su questo punto il sottosegretario ha ribadito che non si tratta di un incremento di spesa, ma di una diversa imputazione contabile.

“Il passaggio dei farmaci dalla diretta alla convenzionata non ha determinato un aumento di spesa ma ha portato uno spostamento di imputazione di spesa”, ha dichiarato”.

Anzi, al contrario, secondo i dati illustrati, il trasferimento delle prime classi di farmaci ha prodotto un risparmio. “Lo spostamento della distribuzione dei farmaci per il diabete ha determinato un risparmio nel trimestre di 9,2 milioni di euro. In proiezione, noi risparmieremo in un anno 36 milioni di euro. Abbiamo dunque ottenuto la quadratura del cerchio, perché noi portiamo il farmaco in prossimità del cittadino facendo contemporaneamente risparmiare le casse dello Stato”.

I costi della diretta: sconti, costi strutturali e furti

Nel corso dell’intervento sono stati richiamati anche alcuni elementi tecnici che incidono sulla sostenibilità del sistema distributivo. Come ha spiegato il sottosegretario, “la spesa per la distribuzione diretta si compone di tre elementi: il prezzo ex factory contrattato all’atto dell’autorizzazione all’immissione in commercio tra le Regioni e l’industria farmaceutica, il costo di distribuzione del farmaco e i costi strutturali legati alla gestione del magazzino”.

In origine, il trasferimento dei farmaci alla distribuzione convenzionata risultava difficile per la differenza di sconto applicata nei due canali. “Nella distribuzione diretta le Regioni hanno uno sconto medio del 50%, mentre nella convenzionata lo sconto era intorno al 35%, con un delta di circa il 20% fra le due distribuzioni”, ha ricordato Gemmato, spiegando che per superare questo ostacolo “abbiamo chiesto all’industria farmaceutica di retrocedere lo stesso sconto del 50% che veniva praticato alle Regioni anche alle farmacie pubbliche e private convenzionate, in modo da partire dalla stessa linea di base”.

Tra i fattori di costo rilevanti sono stati citati anche gli oneri legati alla gestione logistica e alla conservazione dei medicinali. “È evidente che ci sono costi strutturali: personale, magazzinieri, raffreddamento e conservazione dei farmaci, perché il farmaco va conservato a temperature controllate e, se deve seguire la catena del freddo, tra i 2 e gli 8 gradi. Anche le gare hanno un costo”, ha osservato il sottosegretario.

Un ulteriore elemento riguarda i furti di farmaci, che rappresentano una voce significativa di spesa. “Cito alcuni dati: nel 2024 abbiamo registrato furti per 8,6 milioni di euro, nel 2025 per 5 milioni di euro e nel 2026, solo nei primi due mesi, furti per un valore di 8 milioni di euro”, ha riferito Gemmato richiamando dati dei NAS. Tutte queste voci, ha aggiunto, incidono in modo rilevante sui costi complessivi della distribuzione: “tutte queste spese pesano mediamente per circa il 12% sui costi della distribuzione diretta”.

Aderenza terapeutica: il focus sono i percorsi non i canali distributivi

Il tema dell’aderenza alle terapie è stato richiamato anche dal presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Robert Nisticò che ha ricordato che domani ricorre la giornata mondiale dell’aderenza terapeutica: "Solo metà dei pazienti italiani è aderente alle terapie cardiovascolari. Nel diabete addirittura abbiamo il 23,9% dei pazienti che è aderente alle terapie. Il tema centrale è quello che il cittadino si avvicina al farmaco. È fondamentale arrivare sotto casa, soprattutto in zone remote, in zone interne, con una popolazione ormai molto anziana. L’Italia è il secondo Paese più longevo al mondo, il che vuol dire politerapie, cronicità, vulnerabilità. Ecco, se noi riusciamo a fare un passo verso quella direzione e quindi portare sempre più il farmaco al cittadino, può migliorare l’aderenza terapeutica”.

Per Erika Mallarini, docente della SDA Bocconi, il tema dell’aderenza terapeutica riguarda l’organizzazione complessiva della presa in carico del paziente e la capacità del sistema di costruire percorsi assistenziali integrati. “Noi non dobbiamo organizzare dei canali. Dobbiamo costruire dei percorsi. Il costo non sta nel canale”.
In questo contesto, ha spiegato la docente, la farmacia "non è un semplice punto di dispensazione, non è il punto di prossimità logistica: la farmacia è un presidio sanitario con un professionista sanitario all’interno che fa delle attività che non sono solo quelle della dispensa”. 

Secondo Mallarini, la chiave dell’aderenza sta nell’integrazione tra professionisti e nella capacità di accompagnare il paziente lungo tutto il percorso terapeutico. “garantendo l’aderenza a questi percorsi, perché dare il farmaco e basta, somministrare il farmaco e basta non è sufficiente. La vera risposta non è se il farmaco è accessibile, ma se possiamo dare una soluzione appropriata e fruibile che favorisca l’aderenza. La rivoluzione gentile della prossimità non è “ti sto vicino per darti un farmaco”, ma è un sistema che sta vicino al paziente. E allora dove devo guardare i costi sul costo della dispensa o sul costo della soluzione?”.

Fonte:

 https://www.youtube.com/watch?v=xH7V8fqoUZU&t=73s 

photo credits:Freepik

TAG: DISTRIBUZIONE IN CONVENZIONATA, FARMACIE, MARCELLO GEMMATO

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