Cosmetica
17 Giugno 2026Parlamento e Consiglio Ue hanno raggiunto un accordo politico: per i cosmetici contenenti sostanze CMR saranno ridotti i tempi di permanenza sul mercato rispetto alla proposta iniziale della Commissione. Confermato inoltre l'obbligo di notifica dei nanomateriali prima della commercializzazione.

I cosmetici contenenti sostanze cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione (Cmr) dovranno essere ritirati dal mercato europeo più rapidamente rispetto a quanto previsto dalla proposta iniziale della Commissione europea. È uno dei principali risultati dell'accordo politico raggiunto tra Parlamento europeo e Consiglio sul pacchetto legislativo "Omnibus VI", che interviene su diverse normative in materia di sostanze chimiche, cosmetici e fertilizzanti con l'obiettivo dichiarato di semplificare gli adempimenti mantenendo elevati livelli di tutela per la salute e l'ambiente.
L'intesa prevede che, quando una sostanza Cmrviene vietata e non viene autorizzata a restare in uso attraverso una deroga, le aziende abbiano sei mesi di tempo per interrompere l'immissione sul mercato dei prodotti interessati e dodici mesi per cessarne completamente la disponibilità.
Si tratta di termini più stringenti rispetto a quelli proposti dalla Commissione europea, che prevedevano rispettivamente dodici e ventiquattro mesi. Allo stesso tempo, il nuovo sistema introduce una fase di transizione graduale che non era prevista dalle norme attualmente in vigore.
Le imprese che intendono continuare a utilizzare una sostanza riclassificata come CMR potranno presentare una richiesta di deroga entro dodici mesi dalla nuova classificazione. Il conteggio dei tempi per l'eventuale eliminazione del prodotto inizierà solo dopo la decisione sulla richiesta.
Nel caso in cui la deroga venga respinta per motivi di sicurezza, l'azienda avrà tre mesi per interrompere l'immissione sul mercato e nove mesi per ritirare completamente il prodotto. Se invece il diniego dipende dalla disponibilità di alternative adeguate, i tempi saranno più lunghi: ventiquattro mesi per cessare la commercializzazione e trentasei mesi per il ritiro definitivo.
L'accordo conferma inoltre l'obbligo di notificare alla Commissione europea i prodotti cosmetici contenenti nanomateriali prima della loro immissione sul mercato. Viene però eliminato l'attuale requisito che impone la notifica con almeno sei mesi di anticipo.
I co-legislatori hanno inoltre respinto la proposta della Commissione di prevedere alcune esenzioni per le sostanze Cmr in funzione della via di esposizione, mantenendo quindi un approccio più prudenziale.
Per accelerare la sostituzione delle sostanze considerate più problematiche nei prodotti cosmetici, la Commissione europea dovrà predisporre, entro un anno dall'entrata in vigore della normativa, linee guida dedicate all'analisi delle possibili alternative.
L'accordo riguarda anche il regolamento sulla classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze chimiche (Clp), introducendo maggiore flessibilità per l'etichettatura digitale e nuove regole per garantire la leggibilità delle informazioni per i consumatori.
Per i fertilizzanti, Parlamento e Consiglio hanno concordato una semplificazione del regolamento europeo con l'obiettivo di sostenere la competitività del settore e gli agricoltori. È stato tuttavia mantenuto l'obbligo di registrazione specifica per le sostanze classificate come particolarmente pericolose, nonostante la proposta della Commissione di applicare il regime Reach standard.
Fonte:
ph.cr.magnific
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