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21 Luglio 2026

Revisione del Prontuario farmaceutico sotto esame: il nodo dei nuovi criteri di rimborso

La proposta di nuovi criteri nell'ambito della revisione del Prontuario farmaceutico continua ad alimentare il confronto tra politica, filiera e istituzioni. Si converge sulla necessità di tutelare l'accesso alle cure e di evitare ricadute sui cittadini, ma restano i nodi su criteri: il Ministro Schillaci ha annunciato un imminente incontro con Aifa.

di Simona Zazzetta


Revisione del Prontuario farmaceutico sotto esame: il nodo dei nuovi criteri di rimborso

La revisione del Prontuario farmaceutico torna al centro del dibattito dopo le proposte di aggiornamento dei criteri di rimborso dei farmaci a brevetto scaduto ipotizzate nelle scorse settimane. Se da un lato l'obiettivo dichiarato è rendere più efficiente e sostenibile il sistema, dall'altro il confronto si è progressivamente allargato coinvolgendo Parlamento, filiera e Ministero della Salute, con richieste condivise di salvaguardare l'accesso alle cure, la continuità terapeutica e l'equilibrio del sistema produttivo.

L'ipotesi allo studio di Aifa

Nell'ambito della revisione del Prontuario farmaceutico, lo si ricorda, l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) starebbe valutando un nuovo criterio per definire il prezzo di riferimento dei medicinali a brevetto scaduto. L'ipotesi prevede di superare l'attuale confronto tra farmaci con lo stesso principio attivo per estenderlo a gruppi terapeutici più ampi, comprendenti molecole diverse ma utilizzate per le stesse indicazioni cliniche. Le valutazioni riguarderebbero inizialmente alcune classi terapeutiche, tra cui statine, sartani e inibitori di pompa protonica. Qualora il nuovo sistema fosse adottato, il Servizio sanitario nazionale rimborserebbe il farmaco fino al prezzo di riferimento individuato all'interno del gruppo terapeutico. Se il medico prescrivesse un medicinale con un costo superiore e il prezzo non venisse adeguato, la differenza potrebbe restare a carico del cittadino. Al momento non sono stati adottati provvedimenti e il tema rientra nel più ampio percorso di revisione del Prontuario.

Schillaci: a breve incontro in Aifa

Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha confermato che il dossier è all'attenzione del Ministero e che il confronto con l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) proseguirà nei prossimi giorni. A margine di un incontro all'Istituto superiore di sanità, ha annunciato che "sulla revisione del Prontuario farmaceutico avanzata dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che potrebbe prevedere per ogni categoria terapeutica di farmaci, anche con principi attivi differenti, il rimborso solo del farmaco con il prezzo più basso, ci sarà a breve un incontro con l'Aifa".

Nei giorni scorsi Schillaci aveva già espresso apertura al confronto, sottolineando che ogni valutazione dovrà essere compiuta "nell'interesse soprattutto dei cittadini". "Non voglio che non abbiano accesso ai farmaci" e "non voglio che paghino di più", aveva dichiarato, indicando la tutela dell'accesso alle cure come il principale criterio che guiderà le valutazioni del Ministero sulla revisione del Prontuario.

Priorità ai pazienti ma da strade diverse

Sul tema sono intervenuti numerosi esponenti politici, con accenti differenti ma un elemento comune: la richiesta che l'eventuale revisione non si traduca in un aggravio economico per i pazienti né comprometta la continuità delle cure. Tra le posizioni più critiche c'è quella del presidente della Commissione Finanze del Senato, Massimo Garavaglia, che in un'intervista all'agenzia Italpress ha definito l'ipotesi di revisione "assolutamente deleteria" per l'industria farmaceutica. "In un momento come questo - ha dichiaato - con le criticità legate alle misure decise dall’amministrazione statunitense, non è il caso di procedere a questa revisione. Se vogliamo mantenere la forza del sistema e i posti di lavoro, bisogna avere una visione d’insieme. Da AIFA arriva una proposta tecnica, la politica ne prenda atto e, per il momento, decida di non fare assolutamente niente”.

Più articolata la posizione della deputata della Lega Simona Loizzo. Pur dichiarandosi favorevole alla revisione del Prontuario, nell'intervista rilasciata ad Adnkronos Salute sottolinea che "l'operazione di revisione del prontuario farmaceutico è un'iniziativa che vuole migliorare l'efficienza e anche la sostenibilità dei farmaci e sicuramente va accolta positivamente nello spirito di favorire un accesso tempestivo alle migliori cure disponibili". Allo stesso tempo avverte che "la prima cosa che noi chiediamo è che la sostenibilità economica non sia di fatto l'unica considerazione possibile. Questo è il messaggio che deve passare".
Per Loizzo vanno mantenuti distinti i criteri applicati ai farmaci innovativi rispetto a quelli fuori brevetto: "La prima cosa che dobbiamo tutelare è l'innovazione: i farmaci innovativi vanno a salvaguardare una fetta importante di patologie e di pazienti che sono destinati a morte certa senza gli adeguati trattamenti. Un punto importante è: mai confusione nei criteri di revisione tra farmaci innovativi e non innovativi".

E sull'ipotesi di estendere il confronto dei prezzi a molecole diverse appartenenti alla stessa classe terapeutica affermaa: "Serve attenzione a quelle che sono le considerazioni troppo generalizzate sulla revisione del prontuario dei farmaci fuori brevetto. Per i pazienti con malattie croniche che fanno uso di un insieme di tanti farmaci, non è che la categoria generale possa essere trattata 'tout court'". Loizzo evidenzia anche le possibili ricadute industriali: un'ulteriore riduzione dei prezzi, sostiene, potrebbe rendere non più sostenibile la commercializzazione di alcuni medicinali, favorendo lo spostamento della produzione fuori dall'Europa. "Bisogna trovare il giusto equilibrio tra esigenze dei pazienti, raccomandazioni di clinici e società scientifiche, e sostenibilità di sistema, ma non solo in un'ottica di risparmio economico".

Anche dalle opposizioni arrivano richieste di cautela. Per la senatrice di Italia Viva Anna Maria Furlan, il contenimento della spesa non può tradursi in una riduzione delle tutele: occorre garantire continuità terapeutica, libertà prescrittiva dei medici e diritto dei pazienti alle cure più appropriate.

Sulla stessa linea la senatrice del Partito democratico Ylenia Zambito, secondo cui l'effetto della revisione non sarebbe soltanto contabile, ma potrebbe comportare un trasferimento di una parte della spesa sanitaria direttamente sulle famiglie. Per questo ha presentato un'interrogazione al ministro della Salute.

La filiera: sì alla revisione, ma senza penalizzare cittadini e imprese

Nelle scorse settimana anche i rappresentanti della filiera si sono espressi sulla revisione del Prontuario, chiedndo che non produca effetti negativi per cittadini e sistema produttivo.
A fine giugno, il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, aveva ricordato che un aggiornamento del Prontuario è previsto dalla normativa e, dopo circa trent'anni, risponde anche all'esigenza di adeguare l'elenco dei farmaci rimborsabili all'evoluzione delle terapie. Allo stesso tempo ha sottolineato la necessità di garantire ai cittadini almeno un farmaco interamente rimborsato dal Servizio sanitario nazionale per ciascun ambito terapeutico.

Per il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, farmaci con profili clinici differenti e destinati a pazienti diversi non possono essere considerati confrontabili esclusivamente per ridurne il costo per il Servizio sanitario nazionale. Analoga la posizione del presidente di Egualia, Riccardo Zagaria, che aveva richiamato l'aumento dei costi di produzione e avverte che ulteriori riduzioni di prezzo potrebbero ripercuotersi sia sulla continuità delle forniture sia sui pazienti.

TAG: PRONTUARIO FARMACEUTICO, RIMBORSO, FARMACI EQUIVALENTI, PREZZO DEI FARMACI

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